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Imparato: "Stagione da cui si può imparare tanto. Troppi errori..."

di Fabio Tarantino

Gaetano Imparato, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video. "Alisson? Le referenze di questo ragazzo parlano chiaro: è uno che, quando entra nella fase finale della gara, può spaccare la partita. Più che guardare le referenze del ragazzo, però, dobbiamo guardare dentro di noi — e non mi riferisco a giornalisti o opinionisti, ma all’ambiente. Già sento gente che chiede l’ingresso immediato da titolare di Alisson. È un giocatore molto interessante, può cambiare la storia delle partite, ma dobbiamo abituarci a capire che gli avversari inizieranno a marcarlo con le contromosse necessarie, come è stato fatto per Kvaratskhelia. Il Napoli deve metterlo nelle condizioni ideali per rendere, lui e gli altri, senza bruciarli."

Contro l’Atalanta che formazione ti aspetti? Schiereresti Alisson Santos dal primo minuto?
"Parto da Politano: da trequartista non è il suo ruolo, è normale che non piaccia lì. Politano è un esterno che lavora tanto, offensivamente e difensivamente, ma non ha le caratteristiche del trequartista puro. Io tornerei al 3-4-3 classico. Dietro i soliti tre, a centrocampo l’equilibrio è fondamentale: Lobotka e McTominay insieme sì, poi bisogna capire se inserire Gilmour dall’inizio. Gilmour garantisce qualità in fase offensiva, ma in interdizione lo vedo un po’ leggero. Non mi stupirei di vedere l’assetto della fase finale dell’ultima gara, ma non penso che il brasiliano parta titolare. In attacco andrei con Kvaratskhelia a sinistra, Politano a destra nel suo ruolo naturale e Højlund al centro."

In chiave Champions, quali sono le favorite? E qual è la squadra più temibile per il Napoli?
"Lo scudetto non lo guardo più da tempo. Bisogna giocare con i paraocchi, fare più punti possibile. Dietro ci sono squadre che possono dare fastidio. Temo un po’ tutte, ma in particolare la Roma. Quando l’ambiente romano si infervora diventa pericoloso. Andare in Champions per loro è un obiettivo vitale. Anche la Juventus ha alti e bassi, il Milan è davanti, il Como è una sorpresa ma non credo possa reggere fino in fondo. Il Napoli deve pensare solo a sé, mettere spazio tra sé e le inseguitrici e continuare a spingere sull’acceleratore."

È un’annata da cui si può imparare?
"Sì, tutti devono imparare. Anche la società: qualche frizione con l’area medico-sanitaria c’è stata in passato. Conte magari dovrà rivedere alcune certezze, ma senza fare processi sommari. Noi non vediamo gli allenamenti e non siamo preparatori o fisioterapisti. Però oggi l’aspetto sanitario e il recupero sono fondamentali: bisogna capire se ci sia margine per migliorare con metodologie sempre più all’avanguardia. Anche questo fa parte della crescita di un club."


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