Imparato: "Troppe cappellate sul mercato! Nuovi acquisti gestiti male da Conte"
Gaetano Imparato, giornalista, è intervenuto nel corso di "Cronache Azzurre" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Si affronta incazzati neri, perché Napoli sta diventando una pentola a pressione. C’è chi è contro Conte, chi è pro Conte, chi dice che è tutto sbagliato e chi invece, giustamente, ha la testa sulle spalle e dice: aspettiamo e tiriamo le somme alla fine. Però intanto bisogna qualificarsi. Questa è una partita da giocare come fosse una finale di Supercoppa, come se fosse un’altra gara dentro o fuori. Adesso non hai più la competizione internazionale, ti restano campionato e Coppa Italia, quindi devi aggiustarti cammin facendo e cercare di recuperare quante più persone possibili. Bisogna capire perché tutti questi giocatori stanno fuori così a lungo. Pare che Lukaku si stia avvicinando gradualmente al rientro, ma intanto devi battere la Fiorentina come se fosse il Barcellona o il Real Madrid”.
Nella Fiorentina vede qualche giocatore che un domani potrebbe fare al caso del Napoli? Penso a Kean, a Fortini, a Dodô…
“Io sono rimasto molto condizionato da quello che fu detto quest’estate prima del mercato, quando si dichiarò che il Napoli doveva fare una squadra per stare stabilmente tra quelle che vanno in Champions League e tra le prime d’Europa. Nella Fiorentina non vedo nessuno che possa risolvere questo problema. Anzi, sento nomi per cui il Napoli rischia di svenarsi. Poi ci sono anche situazioni mediatiche che fanno cadere le braccia: si scrive di tutto, di giocatori che non giocano da due anni, infortunati, mezzi rotti. Sento parlare di calciatori che in altre piazze non giocano e che il Napoli dovrebbe prendere facendo carte false, addirittura in ruoli dove siamo già pieni. Nella Fiorentina, sinceramente, non prenderei niente. Andrei piuttosto all’estero a prendere quei profili che non sono ancora esplosi del tutto ma sono pronti a farlo. Non si può più fare il mercato come quando il Napoli si accontentava del miracolo. Bisogna mantenere fede a quello che si era promesso: stare stabilmente in Europa. E i nomi che leggo oggi non vanno in quella direzione”.
Ha citato anche alcune operazioni che non la convincono…
“Colgo l’occasione per dirlo chiaramente: si sta parlando tanto di questo Juanlu Sánchez. Non dico che sia scarso, non mi interessa nemmeno saperlo. Dico solo che andrebbe a occupare una posizione dove non giocherebbe mai, perché il vice Di Lorenzo è un ruolo che di fatto non esiste. Di Lorenzo gioca campionato, Champions, Coppa Italia, sempre. Quindi Sánchez, anche se lo avessimo preso in estate a 20 milioni, sarebbe stato uno dei tanti casi come Lang, Lucca e altri. In più, al Siviglia Sánchez non è nemmeno titolare fisso: c’è Carmona, che ha 23 anni. Questo è uno che può giocare esterno destro, esterno sinistro, in difesa a tre o a quattro. A me sembra una di quelle operazioni fatte per fare un favore a qualcuno.
Il Napoli non ha bisogno di questo. Deve scegliere bene, perché l’anno scorso sul mercato sono state fatte delle cappellate”.
Si riferisce anche al caso Lang?
“Lang, bocciato o non bocciato, è stato buttato alle ortiche. Io non prendo regali dal suo procuratore, ma Lang è stato gestito male. All’inizio doveva giocare McTominay in quella posizione, poi Neres, poi Elmas per coprire. Quando Lang è stato messo in campo era il periodo in cui il Napoli non correva più, giocava senza pressione e senza contropiede. Alla fine lo abbiamo preso e lo abbiamo mandato al Galatasaray. E succederà lo stesso con Beukema: lo stiamo bruciando. O gioca in una difesa a tre con davanti Di Lorenzo, che in fase difensiva non è straordinario, oppure si trova in mezzo a situazioni difficili. Beukema era uno dei migliori difensori e sta diventando un altro bocciato. Sul mercato vedo solo ombre e nubi. Mi auguro che quest’anno non si facciano altre cappellate e che in estate si rimetta tutto a posto, perché in certe situazioni è stata fatta davvero carne da macello”.
Scudetto addio? Con il -9 dall’Inter è impossibile difendere il titolo?
“Io dico questo: l’anno scorso abbiamo iniziato dicendo ‘tre punti alla volta’. Bisogna fare la stessa cosa anche quest’anno. È difficile, perché l’Inter non si suiciderà, ha due squadre e fa bene il turnover. Però c’è stato un periodo in cui l’Inter ha avuto un calendario durissimo e il Napoli deve stare lì. I big match li ha quasi fatti tutti, il Milan deve venire al Maradona, poi ci sono tante squadre di medio-bassa classifica. Devi puntare a vincerle tutte. Solo se il Napoli non entra nelle prime quattro si potrà parlare di fallimento. Invece ora si sta facendo carne da macello: si dice che siamo usciti dalla Champions per colpa di Buongiorno, che è colpa sua se siamo fuori dall’Europa. Tutti a sparare. Fa piacere a qualcuno, ma non è così che si giudica una stagione”.
In sintesi, che Napoli serve adesso?
“Serve compattezza, serve giocarsela partita per partita e non buttare tutto all’aria. Il Napoli può ancora dire la sua, ma deve smettere di farsi del male da solo”.