Imperatore sicuro: "Non vedremo il De Bruyne del passato: ora vale un decimo"
Vincenzo Imperatore, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Avevi parlato recentemente, eri stato proprio con noi in diretta, della riconoscenza anche eccessiva di Conte nei confronti di De Bruyne, quindi sempre titolare e soprattutto per quello?
"Sì, ne parlavo qualche settimana fa, contrariamente a quelli che sono i principi classici di gestione delle persone, di gestione del gruppo di Antonio Conte, che è un maniaco della meritocrazia ed è un malato di equilibrio nella gestione meritocratica degli uomini. Questa, consentitemi il termine semplice, pazienza nei confronti di De Bruyne, era un'eccezione rispetto al suo modo di pensare ed è quindi anche un'evoluzione del suo modo di pensare, per effetto di due considerazioni. A: il passato del campione, che non va mai dimenticato. B: un'analisi molto cruda di quello che poi è il valore complessivo del calcio italiano, un football molto mediocre, dove si nota che con un'attenta gestione delle forze, con un'attenta gestione anche dei punti da assimilare nel corso di un anno, si riesce ad arrivare secondi anche in un anno in cui ci sono stati tanti infortuni e De Bruyne non ha espresso neppure un decimo di quello che ha espresso. In sintesi, Conte rimane il più efficiente allenatore in circolazione, per efficiente intendiamo il raggiungimento dei risultati con i mezzi a disposizione."
Quanto durerà questa pazienza nei confronti di De Bruyne?
"Un'analisi che ho fatto è che probabilmente a fine anno, non solo nei confronti di De Bruyne ma anche di altri calciatori, ci sarà un riassetto globale e non è escluso, e non lo escludo, che De Bruyne possa non far parte del progetto se Conte rimane anche l'anno prossimo."
Potrebbe anche essere che Conte, accettando che sia ancora lui, trovi un punto di intesa con il presidente, anche strategico sul mercato, badando un po' più alle spese.
"Se noi continuiamo a pensare al passato di De Bruyne come qualcosa che si possa riflettere nel futuro, io credo che da quello che si è visto non sia più quel giocatore. Quanto possa servire in un calcio mediocre come quello italiano? Se si accontenta di venticinque minuti finali, si mette in panchina, è probabile che possa rientrare nel processo, ma costa tanto per una soluzione del genere. Per un utilizzo parziale, come ciliegina sulla torta, per quello che fa la differenza negli ultimi venti minuti, mette esperienza in determinati contesti e partite. Io credo che Conte abbia a disposizione anche per l'anno prossimo una squadra molto competitiva, che ha bisogno di pochi innesti e che comunque questi innesti non saranno oggetto di investimenti costosi come quelli dell'anno scorso. Questo è un ragionamento che il presidente gli farà con molta franchezza: sulla base di quello che abbiamo, facendo acquisti e vendite, cerchiamo di portare a casa qualcosa di più funzionale al nostro progetto, ma non credo che si possano spendere gli stessi soldi dell'anno scorso."
Quanto può incidere nella scelta del suo futuro questo stipendio così elevato?
"Certo, se inizi a liberarti anche di altri ingaggi così grandi, penso a quello di Lukaku, probabilmente un'eccezione si può fare. Lukaku, De Bruyne, qualcun altro a cui devi aumentare l'ingaggio come soluzioni parziali, non è funzionale al progetto, non è neanche solo un fatto di protezione economica. È chiaro che poi diventa anche difficile da sostenere a lungo, quindi sul discorso dei tagli sicuramente ci sarà una revisione. Poi bisogna vedere chi coinvolgerà, nominativamente parlando. Su De Bruyne ci potrebbe essere un'attenta valutazione. Io credo che l’indiziato numero uno sotto questo aspetto sia Lukaku. Questo deve farci riflettere su un'altra cosa: non è cinismo, non è neppure riconoscenza, ma è proprio un modo di ragionare di Antonio Conte nel gestire le persone. Non guarda in faccia a nessuno. Se Lukaku si è comportato in quel modo, lo lascia andare senza nessun problema, nonostante tutta la riconoscenza che ha nei suoi confronti."