Infortunio Di Lorenzo, Cesari: "Salta senza mani, non è normale e non è calcio!"
Graziano Cesari, ex arbitro, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Non hai mai potuto arbitrare una gara del Genoa per questioni di territorialità. Quanto ti è dispiaciuto non arbitrare un derby? E quanto ti sarebbe piaciuto arbitrare una partita come Genoa-Napoli, anche per l’entusiasmo dei tifosi?
"Il derby di Genova per me è una cosa eccezionale, lo ritengo il più bello del mondo. Si vive intensamente per mesi: Genoa e Sampdoria non hanno altri obiettivi se non vincere il derby, è lo scudetto cittadino. Avrei pagato di tasca mia per arbitrarlo, perché è un fatto coinvolgente, con una fede e un amore pazzeschi. Poi pensa che ho un figlio sampdoriano e uno genoano: devi fare l’arbitro anche in casa. Il cuore direbbe sì, la ragione invece ti dice di fermarti, perché in caso di prestazione non esaltante ci sarebbero riflessi negativi. Ed è giusto anche così."
Parliamo dell’infortunio di Di Lorenzo, perché c’è anche un’incidenza regolamentare. Sappiamo che il tuo pensiero su questa situazione è molto forte.
"Lo è perché, guardando le immagini, Di Lorenzo fa di tutto per evitare il contatto: tiene le mani dietro la schiena. Io mi chiedo in quale sport non si usino le braccia per difendere il pallone, per mantenere equilibrio e controllo del corpo. Provate anche solo a camminare con le mani attaccate ai fianchi: è difficilissimo. Le mani fanno parte del corpo. Qui c’è un gesto che non è naturale, non è dinamico, non è calcio. Forse si sarebbe fatto male lo stesso, non lo so, ma così aumenti il rischio di un infortunio serio. Il calcio è uno sport di contatto, di contrasti, di interventi duri. Per paura di un rigore non si può mettere a rischio la carriera dei calciatori."
Genoa-Napoli sarà arbitrata da Davide Massa, con Di Bello al VAR. Che tipo di partita dobbiamo aspettarci?
"Massa è un arbitro internazionale, di livello élite. Ha diretto partite di grandissimo spessore. La designazione indica che la gara ha un coefficiente di difficoltà altissimo. Se dovessimo mettere delle stellette, sarebbe al massimo. Il Napoli è favorito sulla carta, ha un organico qualitativamente superiore. Il Genoa potrà contare sul pubblico e su grande attenzione. Massa tende a far giocare, ammonisce poco e ha una gestione autorevole della gara."
C’è anche il tema dei cartellini: che gara ti aspetti sotto questo aspetto?
"Massa è uno di quelli che fa giocare di più. Ha credibilità, conosce i calciatori e manda messaggi chiari. Il cartellino serve a dare un segnale: se c’è un intervento fuori dal regolamento, va punito subito. Più delle statistiche, che contano poco, mi interessa il modo di arbitrare e l’uniformità di giudizio all’interno della stessa partita."
Parlando delle mani in area di rigore, siamo sempre alle solite. Come la vedi?
"Siamo all’anti-calcio. Questo regolamento va modificato. Non si può giocare a calcio senza usare le mani. Serve una differenziazione chiara, altrimenti vedremo sempre rigori, rigorini e polemiche ogni settimana. Senza uguaglianza di giudizio, il problema resterà."
Ti chiedo una cosa sulla cosiddetta sudditanza psicologica. Quanto credi che esista davvero?
"Io non l’ho mai vissuta, quindi non posso parlare per gli altri. Ma non credo esista. Gli arbitri oggi sono professionisti a tutti gli effetti: si allenano, studiano, si aggiornano, seguono corsi di formazione. L’arbitraggio è la loro prima attività. Devono solo far bene il loro lavoro. La sudditanza psicologica è un concetto superato."
Juan Jesus ha parlato di un 'cambiamento' dopo alcune partite importanti. Come interpreti queste sensazioni?
"Sono sensazioni personali di un calciatore che vive il campo ogni giorno. Ma non credo ci sia accanimento contro una squadra. Pensarlo significherebbe parlare di malafede o di sistema, e io questo lo escludo totalmente. È solo la mia opinione personale."