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Infortunio Neres, D'Avino: "Altro peso in una stagione complessa"

di Fabio Tarantino

Giovanni D'Avino, ex fisioterapista del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

Puoi farci un quadro generale sui tempi di recupero di David Neres, visto che l’infortunio alla caviglia sembra essersi aggravato e si parla addirittura di un intervento chirurgico? Hai seguito il caso? "Guarda, sinceramente non ho notizie precise. Leggo qualcosa sui siti, ma non credo ci sia ancora una nota ufficiale della società. Finché non c’è una comunicazione chiara, si possono fare solo ipotesi. Si parla di un problema a un tendine della caviglia, poi qualcuno ha parlato del tendine d’Achille, altri di un legamento. Prima di tutto bisogna capire esattamente di cosa si tratta. Solo dopo si può valutare l’iter riabilitativo, che è molto diverso se si parla di terapia conservativa o chirurgica. Aspettiamo notizie più precise per fare una valutazione attendibile sui tempi di recupero. È chiaro che questo infortunio non ci voleva: sono già passate due o tre settimane, ha saltato diverse partite e non sarà disponibile nemmeno per le prossime. È un altro peso che si aggiunge a una stagione già molto sfortunata dal punto di vista degli infortuni. Domenica è una tappa fondamentale per il cammino del Napoli e queste assenze pesano. Ho letto anche che Anguissa potrebbe non essere disponibile: si parlava di un possibile rientro, ma quando un giocatore resta fermo a lungo serve tempo per ritrovare condizione e minutaggio. Non ci si possono aspettare subito prestazioni importanti".

Ieri il Napoli ha sostenuto un allenamento congiunto con il Savoia e Romelu Lukaku ha giocato 90 minuti. Tu conosci bene la sua situazione: secondo te lo vedremo titolare domenica a Torino? "Io mi rifaccio a quanto dichiarato dal responsabile sanitario, che ha detto che Romelu è pronto per giocare. Ora bisogna capire se è pronto per giocare tutta la partita o solo uno spezzone. Viene da un infortunio lungo e importante, quindi è normale che le sue prestazioni vengano centellinate. Anche se ha giocato 90 minuti nell’allenamento congiunto, una partita ufficiale ha intensità fisiche e mentali completamente diverse. Credo che ci sarà un avvicinamento graduale: probabilmente giocherà spezzoni di gara. Questo può servire anche a far rifiatare qualche altro giocatore, magari più giovane, che ha giocato tante partite. Tutti hanno bisogno di recuperare energie in questa fase".

Da lontano, dopo tanti anni vissuti a Napoli e a Castel Volturno, ti sei chiesto perché il Napoli stia avendo così tanti infortuni? È solo per il numero di partite o c’è altro? "Il calcio moderno è sempre più stressante dal punto di vista fisico: partite ravvicinate, viaggi continui, voli nazionali e internazionali. Spesso tra una gara e l’altra non c’è il tempo necessario per recuperare adeguatamente. Il gioco è diventato più veloce, più intenso, con più contrasti e più traumi. Anche i carichi di lavoro incidono, ovviamente, ma oggi tutto è più frenetico. Qualcuno può chiedersi perché succeda proprio a Napoli: a volte ci sono annate sfortunate. Questo trend purtroppo si sta protraendo e credo che anche una dose di fortuna conti. In questo momento bisogna restare compatti in tutti i settori, poi a fine stagione si analizzerà tutto: cosa è successo, perché è successo e se ci sono state responsabilità, per evitare che certi problemi si ripetano".

Secondo te c’è qualcosa che non funziona nel dialogo tra staff tecnico e staff medico? "Spesso entra in gioco il tema della privacy. Probabilmente non c’è la volontà di fornire troppi dettagli per questo motivo. Non entro nel merito, sono dinamiche interne. È vero però che a volte, con comunicati molto sintetici, diventa difficile capire esattamente la natura dell’infortunio e bisogna attenersi a quello che viene pubblicato".


Giovanni D'Avino a Napoli Nel Mondo
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