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Infortunio Vergara, prof. Castellacci: "Tutto sulla fascite plantare"

di Fabio Tarantino

Il professor Enrico Castellacci, ex medico della Nazionale Italiana, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Può spiegarci in modo semplice che cos’è la fascite plantare, da cosa deriva e cosa comporta?
"Cercando di essere chiaro per chi ci ascolta, la fascite è un’infiammazione della fascia plantare. La fascia plantare è una struttura che riveste il piede ed è situata sopra muscoli e tendini. Questa fascia, per diversi motivi, può andare incontro a tensione e quindi infiammarsi. Le cause possono essere molte: calzature sbagliate, sovraccarichi, anomalie dell’appoggio del piede. Quando si infiamma si parla appunto di fascite plantare. Non sappiamo se nel caso specifico si tratti di una fascite inserzionale oppure no. Quando è inserzionale significa che si infiamma la parte della fascia che si attacca all’osso: è una forma un po’ più fastidiosa rispetto a una fascite più diffusa. In genere, per valutarla bene, si eseguono esami come ecografia e risonanza magnetica."

E dal punto di vista della cura, come si interviene?
"Una volta individuato il problema, di solito si interviene con fisioterapia e terapie antinfiammatorie. In molti casi si risolve abbastanza bene e anche relativamente velocemente. In alcune situazioni si può ricorrere anche a terapie rigenerative, ma non posso dire se sia necessario in questo caso perché non conosco il quadro clinico del giocatore. Quasi mai si ricorre alla chirurgia: è una condizione fastidiosa ma generalmente gestibile, anche se richiede il tempo necessario per guarire."

Se dovessimo ipotizzare un intervallo minimo o massimo di recupero?
"Non esiste un tempo preciso. Esiste l’infiammazione e la sua evoluzione. Considerando quello che ha passato il Napoli con gli infortuni in questa stagione, immagino che lo staff medico agirà con molta prudenza per evitare ricadute."

È quindi possibile che non sia disponibile per la Nazionale nella partita del 26 marzo?
"Non è detto. Dipende sempre dall’entità dell’infiammazione. Non ho letto comunicati ufficiali del Napoli e quindi parliamo in modo generale. È una problematica fastidiosa ma non grave. Non stiamo parlando, per esempio, di un infortunio al legamento crociato."

Durante la stagione abbiamo sentito parlare anche di un’altra problematica, quella di Scott McTominay: un’infiammazione al tendine del gluteo che si trascina da inizio stagione. Che tipo di problema è?
"È un concetto simile a quello di cui parlavamo prima. Probabilmente si tratta di una tendinopatia inserzionale, cioè un’infiammazione cronica del tendine nel punto in cui si inserisce sull’osso. Quando l’infiammazione diventa cronica è più difficile da gestire perché può riacutizzarsi in qualsiasi momento. Il giocatore può provare a rientrare, poi avvertire nuovamente dolore. È una situazione elastica, per così dire, e bisogna cercare di ridurre al minimo il rischio di ricadute."

Quanto diventa importante la gestione di giocatori che rientrano da infortuni lunghi, come Anghissà o Kevin De Bruyne?
"Quando un giocatore rientra dopo un infortunio serio ci sono tre condizioni fondamentali. La prima è che non abbia più dolore e che si senta bene. La seconda è che gli esami strumentali confermino la guarigione. La terza è che il medico, dal punto di vista clinico, verifichi la completa ripresa. Se uno di questi tre elementi manca, resta sempre un margine di incertezza."


Enrico Castellacci al Bar di Tutto Napoli
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