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Italiano, l'ex giocatore: "Visionario già al Trapani, che idee! Un azzurro può esaltarsi"

di Fabio Tarantino

Felice Evacuo, ex attaccante del Trapani, allenato da Italiano, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Sei stato attaccante del Trapani quando un giovane Vincenzo Italiano si stava affacciando nel grande calcio: che cosa ti ha lasciato come allenatore?
"Purtroppo per me l'ho incontrato sul fine della mia carriera, però è un allenatore che ti lascia tanto sia da un punto di vista tattico e tecnico. È un allenatore che porta delle idee innovative, sicuramente soprattutto in quella categoria che era la Serie C di allora. Era, secondo me, anche un visionario perché in quell'anno addirittura faceva giocare un centrocampista centrale in difesa, quindi ha fatto delle cose davvero incredibili che si sono portate a vincere il campionato. Quello che oggi ovviamente è un allenatore molto diverso perché ha fatto delle esperienze, ha vissuto dei campionati vincenti, soprattutto ha avuto esperienze molto importanti a Firenze e a Bologna, che sono comunque piazze che hanno giocato l’Europa. È normale che in questo momento possa ambire a fare un salto in un top club italiano oppure estero."

Per gli attaccanti, che cosa ha dato Italiano oltre ai suoi dettami tattici? Che tipo di lavoro faceva?
"Perché gli attaccanti ringraziano Italiano: il suo è un gioco molto propositivo e soprattutto offensivo. Nel recupero palla vuole che gli attaccanti siano molto alti nel pressing ultra offensivo, quindi spesso e volentieri anche i centrocampisti e i difensori riescono a recuperare la palla in una porzione di campo già abbastanza avanzata. Questo consente poi agli attaccanti di trovarsi più vicino alla porta, quindi fare più conclusioni a rete e avere più possibilità di segnare. Da un punto di vista specifico dell’attaccante, la prima punta viene utilizzata molto anche per legare il gioco, per venire fuori e fare interscambi. È un allenatore, come dicevo prima, che ti insegna tante cose e ovviamente queste cose, se le metti in campo domenica dopo domenica, puoi avere grandi vantaggi soprattutto da un punto di vista realizzativo."

Molti dicono che Allegri sia bravo a gestire lo spogliatoio e la pressione, soprattutto in un ambiente come Napoli. Pensi che Italiano sia inferiore a Massimiliano Allegri su questo aspetto?
"Io parto da un presupposto: allenatori come Allegri e lo stesso Conte sono allenatori che in carriera hanno dimostrato tantissimo valore, soprattutto nel riuscire a vincere campionati e trofei, quindi sono già affermati e da un punto di vista gestionale ed esperienziale hanno qualcosa in più rispetto a Italiano. Però la forza del mister è soprattutto una forza di campo: un allenatore che sa allenare benissimo durante la settimana, che inculca i suoi principi di gioco, che mentalizza la squadra e crea un’identità. Sono tutte cose importanti per una squadra in generale, quindi non mi riferisco a Napoli in maniera specifica. È un allenatore che ha anche la maturità giusta adesso, dopo aver vissuto piazze come Firenze e Bologna e dopo aver giocato anche in coppe europee, e aver vinto la Coppa con il Bologna dopo 51 anni, raggiungendo risultati impensabili per quella società. Ora è arrivato il momento di misurarsi con la gestione di uno spogliatoio differente rispetto a quello vissuto negli ultimi anni. È un po’ come quando si vuole buttare una giovane promessa in campo: in Italia siamo restii a questo tipo di esperimenti perché ci affidiamo sempre all’usato sicuro. Ripeto, Allegri e Conte sono allenatori vincenti ed esperti, però allo stesso tempo credo che al Napoli o a qualsiasi società si possa dare una possibilità a Italiano, perché ha dimostrato con i fatti di avere caratura e qualità. Ha bisogno di una possibilità per dimostrare di essere di un livello superiore."

Italiano, tra Fiorentina e Bologna, ha sempre cambiato formazione: era così anche al Trapani, cambiava spesso in modo sistematico?
"No, scientificamente no, perché la categoria è differente e ci sono alcuni punti fermi da cui si riparte sempre. Però fa parte del suo modo di essere: riesce a coinvolgere tutti i giocatori della rosa, seguendo uno spartito suo. Tende a far giocare tutti o comunque a tenere tutti allo stesso livello sia fisico che tecnico, in modo da poter poi cambiare anche determinate situazioni."

In chiusura: se dovesse arrivare Italiano al Napoli, c’è un giocatore che con lui potrebbe diventare fortissimo?
"Sicuramente, come hai detto tu, è un allenatore che tende a valorizzare i giocatori d’attacco, soprattutto gli esterni e le prime punte. Secondo me Holjund è un giocatore di altissimo livello e con lui potrebbe esserlo ancora di più."


Felice Evacuo a Pausa Caffè
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