Italiano-Napoli, da Bologna: "Anche qui abbiamo colto un raffreddamento della pista"
Giampaolo Marchini, giornalista de Il Resto del Carlino, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: "In realtà c’era già un indizio abbastanza chiaro nel comunicato pubblicato dal Bologna poco dopo l’ora di pranzo, quando si specificava che Vincenzo Italiano considerava concluso il proprio ciclo a prescindere da quello che sarà il suo futuro. In quel ‘a prescindere’ c’erano già tante risposte. Le ultime settimane avevano evidenziato una distanza tra le parti che ormai era diventata difficile da colmare, sia in termini di ambizioni sia di feeling. Poi martedì è emersa la notizia del contatto col Napoli e lì quella distanza è diventata praticamente una voragine. A quel punto era impossibile proseguire insieme”.
Il futuro di Italiano sarà davvero il Napoli?
“In questo momento non ce la sentiamo di escluderlo totalmente, però dalle verifiche che stiamo facendo anche qui a Bologna non dovrebbe essere il Napoli la prossima panchina di Vincenzo Italiano. A questo punto o ha già in mano un’altra proposta importante – attenzione anche agli sviluppi in casa Milan – oppure potrebbe semplicemente restare in attesa. Non dimentichiamo che questa è anche la stagione che porta al Mondiale e qualcuno in passato aveva accostato Italiano anche alla Nazionale”.
La pista Nazionale può essere concreta?
“Ad oggi sinceramente il nome di Italiano non è mai stato fatto in maniera davvero forte per la Nazionale. È chiaro che quella della FIGC sia una panchina pesantissima e che dovrà essere occupata in tempi brevi, ma lì entrano in gioco anche discorsi politici e federali. Non è impossibile, però mi sembra che in questo momento ci siano altri nomi più avanti nelle gerarchie. Certo, se Allegri dovesse davvero andare al Napoli, uno dei principali candidati alla panchina azzurra verrebbe meno”.
Italiano è pronto per allenare una big come il Napoli?
“Secondo me sì, assolutamente. È un allenatore giovane dal punto di vista anagrafico, perché ha soltanto 48 anni, ma professionalmente non è più un tecnico emergente. Ha fatto una gavetta importante, partendo dalla Serie D fino ad arrivare alle notti europee di Anfield e Villa Park. A Bologna ha raccolto un’eredità pesantissima come quella di Thiago Motta e si è trovato subito a fare la Champions League, perdendo anche giocatori importanti come Calafiori. Non si spaventa davanti alle sfide, vive il calcio in maniera viscerale ed è quasi ossessionato dal lavoro. Per questo non mi sorprende che sia stato accostato a una piazza importante come Napoli”.