Italiano-Napoli, Zambardino: "Non mi piace! Più dogmatico e rigido di Conte"
Vittorio Zambardino, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Il pareggio di Parma, che sa un po’ di sconfitta: quanta responsabilità c’è di Antonio Conte e delle sue scelte?
"Intanto il risultato di Como ci dice che non dobbiamo vivere Parma come una sconfitta. Pensare che il Napoli potesse vincerle tutte era un pio desiderio. La continuità non è stata una qualità di questa squadra. Sulle responsabilità di Conte, è difficile: quel gol non si doveva prendere, ma non è la prima volta che succede, era già accaduto a Genova. Senza Rrahmani e Di Lorenzo la difesa è andata un po’ in difficoltà. La partita si è poi bloccata in uno schema preciso, in uno spazio ristretto in cui il Parma ti ha chiuso. Forse si poteva cambiare prima, magari inserire prima Alisson Santos o provare qualcosa per rompere quella trappola. Però il calcio non è scritto: prendi un gol subito, anche per merito di Strefezza che fa un tiro perfetto. Ci sono anche episodi e casualità. Il Napoli ha perso lo scudetto quando è andato a meno 14 tra infortuni e difficoltà, non adesso. E per come è andata la stagione, arrivare secondi sarebbe comunque un buon risultato."
C’è il rischio che il Napoli consideri il campionato già finito?
"Il timore c’è. Le prossime partite potrebbero essere giocate senza la giusta concentrazione, ma il secondo posto va difeso. Non sei a più dieci, sei a più due. Devi vincere con la Lazio e giocarti bene le altre. A Como è difficile per tutti, anche l’Inter ha vinto con un pizzico di fortuna, ma anche con bravura."
Come vedi la situazione Conte–Napoli, tra voci di addio e interessamenti di altri club o della Nazionale?
"La difficoltà sta nei tempi diversi. Conte ha interesse a decidere più avanti, magari a fine maggio, anche perché c’è la questione della Nazionale. Il Napoli invece ha bisogno di programmare subito: a fine maggio devi già sapere chi è l’allenatore e impostare il mercato. De Laurentiis, quando dice “se vuole andare via me lo dica prima”, dice una cosa di buonsenso. Io credo che qui abbia ragione. Il Napoli deve sapere se ha o no un allenatore. Il casting di nomi che esce adesso non mi rassicura molto."
Che ne pensi dei nomi accostati al Napoli, come Grosso o Italiano?
"Conte ti dà cose negative ma anche tante positive: è uno che sa guidare. Grosso è una persona seria e un tecnico in crescita, ma non so se sia pronto per il Napoli. Italiano non mi piace: lo trovo più dogmatico e rigido di Conte. Il Napoli è una squadra con un’età media alta, non puoi prendere un allenatore che basa tutto su ritmi altissimi. Serve qualcuno di intelligente e flessibile, capace di gestire una transizione. Per questo la soluzione migliore sarebbe che Conte restasse, magari cambiando qualcosa dei suoi principi."
Quanto si vede la mano di Conte in questa stagione, nonostante le difficoltà?
"Bisogna seguire una logica: puoi confrontare Conte con un altro tecnico, non con un’incognita. Il Napoli è cresciuto come gruppo e amalgama, anche grazie a Conte. Le critiche si possono fare, anche sugli infortuni, ma non si può ridurre tutto a un capro espiatorio. Bisogna capire cosa è successo davvero. Sarebbe utile che a fine stagione si spiegasse tutto, anche con lo staff medico."
La gestione degli infortuni e delle informazioni è stata poco chiara?
"Sì, è una novità di quest’anno. I giocatori spariscono per settimane o mesi senza comunicazioni chiare. Non si sa quando rientrano, non si hanno informazioni precise. Questo rende difficile fare informazione. Un tempo si poteva parlare con allenatori e giocatori, oggi è tutto più chiuso. È complicato capire davvero cosa succede."