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Italiano o Allegri? Fabbroni: "Mettetevi nei panni di ADL e fatevi una domanda"

di Fabio Tarantino

Mario Fabbroni, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video. "Io mi metto nei panni di Aurelio e di De Laurentiis, però è facile, va bene? Non è facile, sono panni un po’ particolari. Allora, cosa deve fare il presidente di una squadra che ha speso quasi 250 milioni di euro sul mercato lo scorso anno per arrivare secondo in campionato e in Champions, quindi almeno il prossimo obiettivo è centrato, ma che ha avuto oggettivamente una stagione non esaltante per alcuni aspetti: troppi infortuni, una partecipazione in Champions League non esaltante, poco rispondente a un mercato così importante, alla squadra che portava lo scudetto italiano cucito sulle maglie, insomma il tredicesimo posto in campionato, onestamente, grida ancora vendetta. Ha vinto la Supercoppa italiana, quindi ha messo un altro trofeo in bacheca, ma ha dovuto sparpagliare per l’Europa tutto un patrimonio di giocatori che invece erano arrivati con l’idea di rafforzare la squadra in ogni reparto. Ora cosa deve fare questo presidente che non ha fondi americani alle spalle, almeno non ancora, e che si basa quindi sulle proprie forze e sulla capacità di riuscire ad operare stagione dopo stagione valorizzando acquisti e poi rivendendoli dopo un po’ di anni a carissimo prezzo, quindi le cosiddette plusvalenze? Cosa deve fare? Deve cercare secondo me di ripartire da un allenatore in grado di offrire un’idea, una prospettiva di gioco che valorizzi il più possibile alcuni elementi che oggettivamente sarebbero difficilissimi da piazzare sul mercato, se non perdendoci una barca di soldi. Allora, un allenatore propositivo che ha idee e probabilmente anche un po’ di fame, che non guasta mai. L’italiano finora ha vinto solo la Coppa Italia con il Bologna, ha perso tanto, è arrivato in finale più volte di Conference, insomma è un allenatore che credo abbia molta fame di affermarsi tra i migliori possibili, perlomeno in questo paese. E allora credo che possa essere un taglio coerente perché, pensando che Napoli sul mercato non avrà da spendere un budget enorme, deve prima rientrare dell’enorme massa di giocatori in prestito che ahimè tornano tutti e che invece deve provare anche a verificare se oggettivamente alcune scelte fatte sono poi così disastrose. Sì, perché poi dobbiamo anche scremare il gruppone che verrà, quei 30 calciatori. Non sono tutti da buttare, secondo me. No, certo, ci vuole l’allenatore che li valorizza.”

Che squadra andrà ad ereditare il prossimo allenatore, in che condizioni la troverà?
“Credo che intanto è cambiata una storia, nel senso che il Napoli in due anni si è piazzato primo, secondo e ha vinto una Supercoppa. Quindi, se vogliamo dare a Conte quel che è di Conte, il Napoli si è installato tra i club importanti degli ultimi anni e credo che voglia restarci. Ma per restarci deve verificare uomo per uomo che resa è possibile avere da questi investimenti fatti. Per fare questo ha bisogno di un allenatore che abbia un’idea di gioco molto precisa e che sappia dire abbastanza presto, paradossalmente, ancora quando ci sarà la possibilità di operare negli ultimi 15-20 giorni di mercato, se Tizio o Caio va ceduto oppure no. Questa è l’idea portante di De Laurentiis, che tra l’altro ha detto anche molto chiaramente in una conferenza un po’ informale, sembrava più una chiacchierata. Lui ha chiaramente detto qual è l’obiettivo: con pochi innesti e con pochi soldi, il Napoli deve restare competitivo. Ora quale sia l’uomo in panchina capace di realizzare questo progetto si vedrà l’anno prossimo. De Laurentiis non ha sbagliato poi tanto nei suoi anni di gestione napoletana: ha tenuto quasi costantemente il Napoli qualificato in Europa, è arrivato spesso sul podio del campionato. Ha fallito pesantemente la stagione post-Spalletti, quella sì è stata una stagione molto negativa.”

Ti piace la filosofia di Italiano che sembra propositiva, anche se non ha vinto tanto finora?

“Affidati a Italiano, vai avanti, tieni la barra dritta, non fermarti alle prime difficoltà che arriveranno sicuramente e prova a seguire questa strada. Vuoi invece un allenatore con le spalle più larghe quanto a vittorie? Anche se le ultime vittorie risalgono a prima del Covid, quindi un’altra epoca. In quel caso ti affidi a uno come Allegri che viene da una delusione recente e che potrebbe darti risultati un po’ più solidi, ma non è detto che questo significhi qualità di gioco o risultati certi. Il Milan l’abbiamo visto: ha buttato via una qualificazione Champions che sembrava già fatta.”


Mario Fabbroni a Napoli Talk
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