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L'attore Ciotola: "Giornata luttuosa per la città, il Sannazaro era la 'bomboniera' di Napoli"

di Antonio Noto

Lucio Ciotola, attore napoletano, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Oggi per Napoli è una giornata dolorosa dopo l’incendio del Teatro Sannazaro. Che cosa rappresentava per te? "È una giornata luttuosa, dolorosissima. Il Sannazaro era la “bomboniera” di Napoli. Un teatro eccezionale, con una storia immensa, che ha visto passare artisti straordinari, veri maestri. Vederlo finire così fa male. Mi auguro che, come è successo per il Teatro La Fenice o per il Teatro Petruzzelli, si possa ricostruire al più presto.
Sono vicino ai titolari e soprattutto a tutti i lavoratori. Non bisogna abbattersi: bisogna rialzarsi subito.

Hai un ricordo personale legato al Sannazaro? "Tantissimi. Nel 2000 ho fatto parte di una compagnia al Sannazaro con Lara e altri amici, con la regia di Giambattista Gallo. Ricordo anche Sasà, giovanissimo, che interpretava un diavolo nella “Cantata dei Pastori”. Entrare in quel teatro faceva tremare le gambe. Era uno dei pochi rimasti ancora originale, con legno, quinte, struttura storica. Quando pensi a chi è passato da quel palco — nomi come Nino Taranto — capisci che lì non si poteva fallire. Era un luogo che ti dava responsabilità ed emozione".

Oggi i teatri sono più moderni e sicuri, ma il fuoco resta una minaccia. "Certo. Il Sannazaro era rimasto molto originale, con tanto legno. Il fuoco è devastante, più dell’acqua. In poche ore può distruggere tutto. Oggi le strutture moderne hanno più cemento e materiali ignifughi, ma i teatri storici appartengono a un’altra epoca. Per questo il colpo è ancora più duro.

Uno sguardo al Napoli, in un momento così difficile come giudichi il periodo? "Lo dico sempre: “’O ciuccio è ferito ma non è morto”. È un anno complicatissimo, pieno di infortuni e difficoltà, ma proprio per questo dobbiamo essere ancora più orgogliosi. Con dieci-undici giocatori spesso contati, il Napoli è lì in alto. Non è poco".

C’è qualcosa che si poteva gestire diversamente? "Qualche scelta può essere discutibile, come l’utilizzo dei giovani solo nei minuti finali, ma non ho gli elementi per giudicare staff tecnico o preparazione. Gli infortuni muscolari possono dipendere da tanti fattori. Non mi sento di dare colpe. Anzi, penso che questa preparazione possa pagare più avanti, quando altre squadre magari caleranno".

Può ancora dare fastidio all’Inter? "Io me lo auguro. Dobbiamo restare attaccati al terzo posto e continuare a lottare. Questo Napoli ha carattere, ha orgoglio. E chissà… il calcio è imprevedibile. L’importante è non smettere di crederci".


Lucio Ciotola A Cronache Azzurre
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