L'editoriale di Forgione: "Allegri ha fallito del tutto al Milan! Perché ADL lo vuole?"
Il nostro opinionista Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Allegri è lo spauracchio del momento per i tifosi del Napoli. È davvero una pista concreta?
"È uno spauracchio proprio perché è concreto. Credo che tutti abbiano capito a cosa si riferisse De Laurentiis ieri sera, prima della partita del Milan. Il fatto che il Milan abbia fallito e che quindi stia arrivando una tabula rasa a Milanello porta evidentemente a un'autostrada Milano-Napoli per Allegri. Conosciamo bene la storia di De Laurentiis: questo pallino da tempo c'è, l'anno scorso l'aveva già preso in considerazione, l'aveva messo in stand-by aspettando la risposta di Conte, poi Conte ha deciso di venire a Napoli e Allegri se n'è andato a Milano. Quindi credo che se tanto mi dà tanto, De Laurentiis stia pensando fortemente ad Allegri."
C'è una contraddizione di fondo tra il gioco di Conte, molto intenso e reattivo, e l'identità del Napoli costruita in più di un decennio, più propositiva. È questo l'aspetto che Conte non è riuscito a dare?
"Sì, si poteva chiedere qualcosa di più, ma credo che anche Conte possa chiedersi qualcosa di più. La cifra di gioco di Conte non è soddisfacente, ma questo non significa non preferire un allenatore come Conte sulla panchina del Napoli. Io che sono un contiano di prima categoria avrei preferito che Conte rimanesse, ma questo non significa che mi accontentassi della cifra di gioco che dava il Napoli. Anch'io mi annoiavo, come tanti. Questo non significa essere contro l'uomo, contro l'allenatore, contro il professionista, ma significa sottolineare che se quel professionista è così pagato e considerato un allenatore vincente, forse può provare anche a ricavare qualcosa in più per l'occhio, per la platea. Conte è questo, è sempre stato questo e non cambierà mai. Conte ha bisogno del plebiscito totale, ha bisogno della corte ai suoi piedi, e lo dico senza retorica. Basta andare a vedere la conferenza stampa del 3 novembre prima della partita con l'Ajax: si capiva benissimo che era insofferente rispetto a delle critiche già forti in quel momento. Poi ha ripreso il Napoli per i capelli, ma quando è riemerso di nuovo il problema, una volta la classifica, una volta il gioco, evidentemente sono passate due o tre settimane d'inferno per lui e ha maturato la decisione di andare via."
Gianluca Di Marzio conferma che Allegri è in vantaggio per diventare il nuovo allenatore del Napoli, con una riunione in corso con Manna, Chiavelli e De Laurentiis. Come la vedi?
"Penso che intanto i milanisti lo accompagneranno volentieri alle porte di Milano, perché il fallimento è troppo evidente, soprattutto nell'ultimo mese e mezzo, nonostante il Milan avesse 8-10 punti di vantaggio sulla quinta: è un fallimento totale. Non so con quale convinzione De Laurentiis stia prendendo questa decisione, andando contro una piazza che si aspetta tutt'altro. Se dovesse essere effettivamente Allegri l'uomo scelto, non so come la prenderà la piazza di Napoli. Questo ci confermerà poi che il giochismo di De Laurentiis non esiste: De Laurentiis è evidentemente un risultatista di prima categoria. Se tante polemiche ci sono state attorno al gioco di Conte e adesso si prende un allenatore che forse fa anche peggio in questo senso, credo che De Laurentiis miri al solo risultato. Detto questo, faccio un distingo: il club Milan è una cosa oggi e il club Napoli è tutt'altro. Ad Allegri a Napoli troverebbe comunque una base solida sulla quale poter lavorare, su questo non ho dubbi. Poi tutti i dubbi restano."
Un ascoltatore fa notare la differenza rispetto al post-Spalletti: allora andò via anche Giuntoli, mentre ora Manna resta. Questo garantisce una maggiore continuità nel percorso tecnico?
"Assolutamente, non si possono paragonare le situazioni. Quello fu un post-scudetto folle che non va considerato nella linearità del percorso del Napoli: è un'eccezione, anche perché Spalletti mise De Laurentiis nelle condizioni di fare una scelta affrettata e quindi quella sorta di riffa che fu fatta, ci stupì tutti. Questa è una situazione totalmente diversa. C'è una società che vuole continuare a lavorare in una certa maniera, non c'è la presunzione di un presidente che pensa di poter affidare la panchina a qualsiasi allenatore. De Laurentiis sceglie Allegri perché vuole andare tecnicamente sul sicuro. Aspettiamo che cosa verrà fuori e poi discuteremo del percorso che prenderà il Napoli con un nuovo allenatore."
De Laurentiis ha detto che la squadra c'è, ci sono 30 giocatori di valore e con qualche aggiustamento il Napoli sarà competitivo. Che lettura dai a questa uscita?
"È chiaro che voglia provare a salvare il salvabile. La campagna acquisti dispendiosa dell'anno scorso non ha prodotto frutti importanti, quindi c'è da salvare quello che si può e vendere quello che è possibile, possibilmente anche vendendo bene. Cambiando l'allenatore può cambiare un po' tutto. Faccio un esempio: non sappiamo se Meret andrà via o meno, perché magari arriverà un allenatore che lo preferisce in porta rispetto a Milinkovic-Savic, e nascerà un altro tipo di problema rispetto alla campagna acquisti dell'anno scorso. Sono tante le situazioni che andranno a mutare nel momento in cui ci sarà un nuovo allenatore e questi farà una prima valutazione della rosa del Napoli — ammesso che non l'abbia già fatta, perché potrebbe essere che De Laurentiis sappia già che alcuni calciatori già dentro, o che devono rientrare, siano nell'orbita di una ipotetica preferenza del nuovo allenatore."