L'editoriale di Forgione: "Ci metto la mano sul fuoco! Il Napoli va a Milano e non perde"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android): "Il Napoli non andrà a 7 punti dall’Inter. Il Napoli quando arrivano gli scontri diretti ci mette sempre la giusta determinazione e la giusta carica, purtroppo viene a mancare in altre partite meno importanti, che poi meno importanti non sono. Però sugli scontri diretti io mi metto la mano sul fuoco, il Napoli va lì con la determinazione necessaria. Non posso proprio immaginare che il Napoli vada lì, perda la partita, perdendo i tre punti dall'Inter. Non ci sta, non ci sta. Se parliamo di quest'anno, c'è una casella zero della classifica attuale, che è quella dei pareggi dell'Inter. L'Inter ha fatto 14 vittori e 4 sconfitte. Non ha mai pareggiato. Quindi questa, per la legge dei grandi poteri, è un'altra indicazione che mi porta a pensare che il Napoli non perderà la partita. Ci può essere magari un pareggio, ma non la sconfitta".
Sei rimasto molto deluso dalla prestazione del Napoli con il Verona, al di là degli episodi: “Gli episodi, soprattutto quello del rigore concesso al Verona, hanno indirizzato la partita. Questo è indubbio. Poi lasciamo stare il gol annullato a Hojlund. Ci può stare, resta il dubbio. Ma quando sei sotto il 2-0 non è la stessa cosa che stare sotto il 0-1. Quindi il problema è stato proprio l'approccio alla partita. L'ho rimarcato più volte, che non puoi consentire di lasciare libero un calciatore che ti viene in transizione da dietro, far crossare gli altri. E’ stato veramente un disastro dal punto di vista di sentire quel gol subito. E poi Napoli non ha mostrato la determinazione che aveva messo nelle altre partite. Quindi è proprio l'approccio che è stato abbastanza, non dico mollo, ma comunque non determinato a portare a casa subito i tre punti. Poi ci metti anche quella vista arbitrale che ti indirizza alla partita. Quindi una serie di concause. Un po' il calo del Napoli e un po' gli errori arbitrari. Sono cose che non devono succedere. Una squadra che vuole vincere lo scudetto non se le deve mai permettere. Speriamo che ne faccia tesoro il Napoli. Non dico Conte, perché Conte è uno che tiene sempre i sui sulla corda. Però poi sono loro che vanno in campo. Se le cose non vanno bene, evidentemente qualche problema di approccio ci sarà stato con la partita".
Sempre una big e la reazione dopo una gara persa: “Quest’anno è quello lì il filo rosso. C'è un Napoli che spesso viene guardato per il calo o se non addirittura morto. Qualcuno aveva anche pensato di essere morto un mese fa col Bolgona. Lo stesso Conte si preoccupava di questa cosa e più volte il Napoli era suscitato. Quindi non vedo perché non debba fare anche questa volta. Quando gli pare, tra l'altro, non ci sia nessun motivo per preoccuparsi. C'è stato semplicemente un incidente di percorso nel Verona. Tra l'altro rimediato perché la partita non si è persa, si è recuperata, comunque il carattere lo si è dimostrato. Sarebbe stato meglio vincere la partita, ma poi le energie sono venute meno. Il Napoli non ce l'ha fatta. Però io sono veramente molto fiducioso che poi la squadra ritrovi quello spunto necessario per giocarsi la partita, lo scontro diretto nel migliore dei modi. Marari la narrazione fosse la stessa della vigilia della Supercoppa, quando tutti davano per vincente una tra le squadre di Milano. Il Napoli a fare, addirittura non da offside, perché magari qualcuno aveva pensato addirittura al Bologna come offside, ma il Napoli lì morto, andato a fare la gita, e invece poi chi ha portato la Coppa a casa è stato il Napoli, con grossa determinazione e con grossa sorpresa di chi aveva, o perlomeno delle Cassandre della vigilia. Adesso pare che l'Inter sia lanciatissima, imbattibile, dovrà fare un suo boccone di questo Napoli che pareggia col Verona e quindi è in calo, e staremo poi a vedere se la realtà è questa qui. Ma la storia ci insegna che c'è sempre cauti, soprattutto col Napoli, perché mai darlo per morto questo Napoli qui”.
Per molti Akanji miglior acquisto della stagione, ma Hojlund non mi pare che stia facendo maluccio. “Ti sei dato la risposta da solo. Hojlund è uno dei calciatori che mettono la palla in rete, quindi sono fondamentali per il calcio. Hanno ruoli diversi, sappiamo quanto i calciatori che mettono la palla in rete hanno una valutazione diversa. Se cresce Hojlund e se cresce Akanji, a parità di crescita, il valore di Hojlund è quello maggiore alla fine della fiera. Mi pare che Hojlund stia rispettando i pronostici o perlomeno le attese che portava con sé. Ci stiamo dando una risposta da soli. Forse i salotti sono un po' filo-milanesi, e magari se fosse un salotto filo-napoletano diremmo il contrario. Però, oggettivamente, la spiegazione te l'ho data e credo che siate d'accordo con me”.
Si è parlato della postura del polso di Hojlund, siamo ridotti a studiare le posture? “Purtroppo questa è una rivisitazione molto particolare che diventa anche faziosa da parte del bar, quindi io non voglio emettere sentenze, perché poi il tocco, io l'avevo visto, poi bisogna stabilire se influisce nella dinamica dell'azione. Non parlo di involontarietà, perché mi pare che non esista più un'azione del genere, però bisogna capire la posizione di questa mano, e quindi mi pare una posizione abbastanza naturale, soprattutto ritratta verso il corpo, non larga, quindi non alla ricerca del pallone, e proprio il pallone gli schizza addosso. Però ribadisco, al di là di questo episodio, il vero problema è il rigore poi dato al Verona, perché quello che indirizza la partita te la cambia, e ti costringe a rimontare ai due gol”.
Dai vertici arbitrali difendono la loro posizione, l’errore secondo loro è di Buongiorno: “Ma poi, tra l'altro, la valutazione dell'arbitro è stata ottima, quindi è stato promosso, altroché, quindi vuol dire che, che ne so, siamo noi che abbiamo una visione diversa delle cose. Almeno siamo suffragati e supportati da ex arbitri che hanno visto la moviola, chi ha detto che entrambi gli episodi sono da rivedere, chi ha detto che l'uno sì e l'altro no, ma nessuno ha accettato completamente quella che è stata la direzione arbitrale e comunque le decisioni del VAR, che sono poi, alla fine, la vera svolta. Perché, vi ripeto di nuovo, che poi ormai siamo arrivati a dover tremare, perché quando l'arbitro ormai va al VAR è capito che, quando viene richiamato, la decisione deve essere quella del VAR e non quella dell'arbitro”.
Sulle parole di Manna sull'arbitraggio di Napoli-Verona: “Manna ha perfettamente ragione. Ma credo che, al di là di noi, siano d'accordo un po' tutti gli addetti al lavoro del calcio. Io sono un sostenitore convinto della tecnologia. Non è possibile nel 2026 fare a meno della tecnologia, quindi ben venga. Ho accolto con molto favore l'introduzione del VAR e della tecnologia. Il problema è che questa roba dovrebbe eliminare i dubbi e invece il risultato è che li sta aumentando. Perché li sta aumentando? Perché chi sta al VAR si è trasformato non in un arbitro ma in un tecnico che sta lì a vivisezionare il tocco di mano e si dimentica che poi ci sono delle dinamiche di gioco. Perché poi a vedere un'azione in 50 inquadrature, 50 per dirne un numero, senza la velocità normale, ma andando a velocità molto rallentata, quindi un vero e proprio moviola da più angolazioni, è chiaro che poi tutti quanti diventano dei tecnici e non degli arbitri. E quindi i tecnici tendono a indicare all'arbitro che c'è stato un tocco di mano piuttosto di vedere un fallo che viene perpetrato a Buongiorno, che viene praticamente sotterrato dall'avversario. Ho fatto un esempio su tutti, come sta funzionando. Quindi questo alimenta i dubbi. Se lo dicessero ovviamente tutti quanti a noi, i vertici arbitrari ci avvertissero che ormai non decidono più gli arbitri in campo, ma decidono gli arbitri al VAR, così saremo tutti più sereni e contenti e capiremo qual è il vero indirizzo delle partite”.