L'editoriale di Forgione: "Conte cambi modo di comunicare, basta cercare alibi!"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Peggior Champions dell'era-ADL? Direi proprio di sì, perché intanto c’è un dato oggettivo: altre volte si è stati eliminati, ma quasi sempre con l’onore delle armi. Questa volta, al di là di un gran primo tempo ieri contro il Chelsea, il Napoli ha fatto ben poco. Qualcosina si è vista con lo Sporting Lisbona, però parliamoci chiaro: per quello che riguarda la Champions League, quest’anno è stato un vero disastro. La classifica parla chiaro. Il Napoli ha giocato con squadre che sono state eliminate: il PSV, che ne ha presi sei; il Copenhagen, che ti ha rimontato in undici contro dieci; l’Eintracht, 0-0 in casa; poi Benfica e Lisbona con sconfitte pesanti. A parte Chelsea e Manchester City, che sono di livello superiore e lì potevi farci poco, l’unica partita vinta con un certo criterio è stata con lo Sporting Lisbona. Ma ormai ce la dimentichiamo, perché allora c’era De Bruyne ed era un’altra squadra. Tirando le somme, almeno per la Champions League quest’anno è stato un fallimento. Poi speriamo che campionato, Coppa Italia e Supercoppa – che abbiamo già vinto – ci portino a una situazione migliore”.
La nota positiva è il gol di Antonio Vergara: può essere il simbolo della serata?
“Quando piove, un raggio di sole deve sempre uscire, è sempre così. È vero che Vergara probabilmente non avrebbe mai giocato se il Napoli non avesse avuto tutti questi problemi, però i grandi calciatori – e prima di classificarlo tale dobbiamo aspettare – quando hanno qualità trovano sempre il momento per mostrarle. Lui è stato bravo a farsi trovare pronto. È un ragazzo di grande prospettiva, lo sto osservando con molta attenzione: ha esplosività nelle gambe, è fisicamente ben strutturato, protegge bene il pallone, si gira bene, è difficile buttarlo giù. Guardate il gol: ha resistito alla carica, è rimasto in piedi, appena si è rimesso in equilibrio non ha perso tempo e ha calciato sotto la traversa. Sono segnali importanti. Se lavorerà bene con la testa giusta, può diventare qualcuno”.
Ora il Napoli è fuori dall’Europa: come cambia la stagione?
“Cambia che perdi soldi che avevi messo in preventivo: quei 15-20 milioni che ti avrebbe potuto dare almeno l’accesso agli ottavi. Perdi anche i soldi dei playoff. Però dall’altra parte guadagni la settimana tipo, la possibilità di far rifiatare i ragazzi, recuperare gli infortunati, fare una preparazione più razionale. Oggi non sappiamo quale sarà la prospettiva del Napoli tra due o tre mesi. Il campionato è lungo, nulla è finito, nulla è scritto. Inseguire l’Inter è improbo, quindi bisogna pensare a tornare a vincere, a fare risultati positivi e soprattutto a difendere il quarto posto, che è il minimo obiettivo. Poi vedremo cosa succederà”.
Sono state giuste le cessioni di Lang e Lucca, viste le difficoltà?
“Quella di Lang è stata un po’ forzata: il Galatasaray lo ha preteso in quel momento, ha messo il Napoli spalle al muro dicendo ‘o adesso o niente’. Quindi non mi sento di buttare la croce addosso alla società. Lucca non ha mostrato grandi qualità: con il recupero di Lukaku, oggi Lukaku sta facendo quei 5-10 minuti che faceva Lucca prima. Quindi il gioco è valso la candela. Lukaku piano piano recupererà minutaggio e diventerà più utile. Una giustificazione, tutto sommato, c’è”.
Conte continua a ribadire che il Napoli è ridotto a 14 giocatori: è una linea giusta?
“È oggettivo, ma io consiglierei a Conte di cambiare un po’ comunicazione. Tutti sanno che il Napoli è falcidiato: non serve rimarcarlo ogni volta. Così rischi di dare un alibi ai calciatori. Conte deve evitare di costruire alibi. Il Napoli sa andare oltre le difficoltà quando mette la testa giusta. Ieri lo ha dimostrato: dopo il gol del Chelsea ha fatto 20-30 minuti eccezionali, come non si vedeva da tempo. Se la testa funziona, il Napoli può fare ancora grandi cose. Conte deve essere lo psicologo della situazione, partendo dalle conferenze stampa fino al lavoro con il gruppo”.
Sabato si gioca Napoli-Fiorentina alle 18: scelta discutibile dopo la Champions?
“Assolutamente sì. È una partita che non ha senso per noi in quello slot. Altre squadre giocheranno domenica o lunedì. È una situazione cervellotica, ma purtroppo il sistema è questo. Comandano le televisioni. Oggi si lamenta il Napoli, domani si lamenterà l’Inter. Non è tanto lo slot in sé, è proprio il sistema che non funziona”.
C’è almeno uno step mentale positivo dopo la gara col Chelsea?
“Il Napoli deve prendere quei venti minuti e metterseli in testa. Devono diventare il paradigma di quello che il Napoli può fare. Ha nelle corde quell’intensità e quel tipo di calcio. Non lo puoi fare per 90 minuti, ma per 15-20 sì, in ogni partita. Se giochi così, tante partite le vinci invece di perderle. Non trovi sempre il Chelsea davanti. Questo deve essere il mantra. Il Napoli l’ha saputo fare e deve saperlo rifare, soprattutto ora che giocherà ogni sette giorni e non ogni tre”.