L'editoriale di Forgione: "Maradona invecchiato più che innovato, progetto porterà a stadio moderno?"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Come si può valutare questo mercato del Napoli, secondo te? "È il classico mercato di riparazione. È un mercato estivo che non ha funzionato, non ha reso, non ha risolto e quindi adesso si prova a ovviare con quello che si poteva fare a gennaio. Il Napoli avrebbe potuto fare ben altro, però sappiamo quanto sia stato limitato in questa sessione di mercato e quindi si è deciso di ovviare con delle situazioni, tra virgolette, di emergenza, che speriamo però si rivelino degne di far parte di qualcosa di importante, come deve essere il mercato".
Un commento sul divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo per i residenti in Lombardia. Nonostante questo, il derby Milan-Inter sarà aperto. In sostanza parliamo di tre trasferte vietate. Che ne pensi, anche in paragone alle sanzioni date alle tifoserie di Napoli, Roma, Fiorentina e Lazio? "Io non sono un tecnico della giustizia – chiamiamola così – e questa non è neanche giustizia sportiva. Qui si tratta dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, quindi c’è di mezzo la politica, il Ministero e altro. Dico semplicemente che, se questa è la valutazione, allora bisognerebbe andare a fondo su certe circostanze. Se accade quello che è accaduto in autostrada, bisogna capire chi ha voluto quella situazione: se c’è stato uno scontro o un agguato. Io mi riferisco all’agguato subito dai napoletani, se non ricordo male.
Se i napoletani si sono ritrovati nel mezzo di un agguato, allora la punizione non può essere la stessa per entrambe le tifoserie. Se invece c’era un appuntamento, allora la valutazione cambia. Ma dare la stessa sanzione a chi aggredisce e a chi subisce non è giusto.
Inoltre, che succeda in autostrada o dentro uno stadio cambia poco: si tratta sempre di tifoserie. Se un petardo esplode mettendo in serio pericolo l’incolumità di un portiere o di un atleta in campo, ci sono tutti gli estremi per una punizione severa. Fa strano vedere che non si usino due pesi e due misure. Secondo me c’è un errore di fondo: non si può ragionare per compartimenti stagni. Questa situazione è una sconfitta del calcio italiano, perché si continua solo a punire senza prevenire, e questo non fa bene al movimento".
Tornando al calciomercato, chi si è rafforzato meglio in Serie A, escludendo il Napoli? "Il calcio italiano se la passa davvero male. Non vedo squadre che si siano rinforzate al punto da fare la differenza da qui alla primavera. La Roma ha preso Malen, ma non credo sia un fuoriclasse capace di spostare gli equilibri. La Juventus cercava un attaccante e non ha preso nessuno: ha preso Boga, che fino a poco tempo fa giocava nel Sassuolo, quindi niente di eccezionale dopo annunci roboanti. Il Milan ha preso Fullkrug dal Wolfsburg non è riuscito a chiudere Mateta. Sono le vacche magre del calcio italiano, che oggi sta solo a guardare. Non parliamo di calcio inglese o spagnolo: addirittura il mercato turco riesce a fare da padrone. L’Italia sta a guardare ed è molto triste".
Un altro tema caldo è quello dei calendari. Conte si lamenta delle troppe partite, Allegri dice che non è un problema, Gasperini invece si schiera con Conte. Quanto c’è, soprattutto in Allegri, la volontà di non andare contro i vertici? "Dipende dal momento che attraversa ogni squadra. Il Napoli è in difficoltà e Conte alza la voce. Allegri non lo fa perché il Milan non ha tutti questi infortuni, ma è normale giocando una partita a settimana. Vedremo l’anno prossimo, quando giocherà la Champions League, cosa dirà Allegri. Capiremo se è convinzione reale o solo circostanza.
Così non si può andare avanti: il calcio porta al massacro i calciatori e l’intero movimento. È una competizione falsata. Tutti devono fare un passo indietro, dagli ingaggi agli stipendi, da calciatori e allenatori fino ai club. Bisognerebbe ridurre il numero di squadre e di partite, ma questo va contro gli interessi delle Pay TV. Nessuno ha il coraggio di affrontare seriamente il problema".
Ieri Conte ha vinto la Panchina d’Oro. Ora che il Napoli è fuori dalle coppe e può lavorare sulla settimana tipo, inizia una nuova stagione per lui e per il Napoli? "Deve necessariamente iniziare. Il Napoli ha bisogno di arrivare tra i primi quattro. Al di là dei sogni scudetto, oggi il vero obiettivo è la Champions League: è quella che ti fa respirare economicamente. Il Napoli non può esimersi da questo obiettivo. Per quello che ha speso in estate e per l’uscita prematura dalle coppe, arrivare tra le prime quattro è vitale".
Intanto è arrivata una notizia importante sullo stadio Maradona: approvata la delibera per la candidatura a Euro 2032. Che ne pensi? "Io vorrei vederci più chiaro. Non sono tra quelli che rincorrono a tutti i costi gli Europei. Sarebbe importante per Napoli, certo, ma parliamo di due o tre partite.
Napoli deve pensare al futuro del suo stadio: deve avere uno stadio davvero europeo. Il Maradona è del 1959 e gli interventi fatti nel tempo lo hanno invecchiato più che innovato. Non so se questo progetto porterà a uno stadio moderno. Se sì, ben venga. Altrimenti avrebbe ragione De Laurentiis a insistere su uno stadio nuovo, perché gli impianti importanti nascono ex novo, non su strutture vecchie".