L'editoriale di Forgione: "Napoli al completo si starebbe giocando sicuro lo Scudetto"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Se il Napoli fosse stato al completo, sarebbe certamente in lotta per lo scudetto. La squadra era stata costruita per vincere, poi si è ritrovata a dover puntare su altri obiettivi. Oggi però l’importante è lottare per qualcosa di fondamentale come la qualificazione Champions. Guai a mollare: rischieresti di scivolare verso obiettivi poco edificanti, come la Conference League o addirittura restare fuori dall’Europa. Il Napoli invece è ancora lì e sta lottando per qualcosa di importante”.
Il calcio italiano in Champions continua a faticare: è solo un problema tecnico?
“No, è un problema di sistema. Anche la classe arbitrale, che è una costola della Federazione, partecipa al declino del calcio italiano. Restano forse solo gli allenatori, che infatti all’estero vengono ancora apprezzati. Ma il quadro è generale: federazione, arbitri, vivai che non producono più talenti, stadi vecchi e inadeguati. Il calcio italiano è in declino da oltre vent’anni. Dobbiamo sperare di non ridurci presto ad avere solo tre squadre in Champions, perché questa è la tendenza”.
In Turchia Noa Lang è stato ribattezzato “il Neymar olandese”. A Napoli non ha funzionato…
“Il ‘Neymar olandese’ a Napoli non ha funzionato, evidentemente c’era qualcosa che non andava. Gli auguro il meglio, resta comunque un calciatore del Napoli. Lì ha trovato un ambiente che lo ha esaltato e un allenatore che lo ha mandato subito in campo. A Napoli si è trovato in una situazione tattica sfavorevole ed è partito dalla panchina, cosa che non ha tollerato. Ora però dobbiamo concentrarci su chi c’è: Alisson Santos va sostenuto, perché chi resta deve far dimenticare chi è andato via”.
Proprio su Alisson: lo vedi titolare contro l’Atalanta?
“Al momento lo vedo più da subentrante, uno che entra per spaccare la partita. Non è ancora un calciatore completo, soprattutto in fase difensiva. Buttarlo dentro dal primo minuto non è molto ‘da Conte’. Se però Conte ci sorprende, tanto meglio: vorrebbe dire che Alisson è già entrato nelle sue grazie. Ma oggi lo vedo ancora come arma dalla panchina”.
Di questo Conte, invece, cosa vorresti vedere migliorato nella prossima stagione?
“L’aspetto manageriale. Quest’anno gli sono stati dati pieni poteri, cosa che non aveva mai avuto altrove. Ha potuto scegliere i calciatori, ma alcune scelte sono state sbagliate. Penso a Lucca, definito ‘ingiocabile’ e poi rivelatosi tutt’altro. Dal punto di vista tecnico Conte non si discute: anche quest’anno sta facendo le nozze con i fichi secchi. Ma da manager deve crescere, accettare più confronto e anche i consigli della società”.
Pesano di più i sei gol presi dal Napoli col PSV o i cinque della Juventus col Galatasaray?
“I cinque gol presi dalla Juventus pesano di più. Il Napoli, anche se avesse superato quel turno, difficilmente sarebbe andato lontano in Champions. La Juventus invece ha una storia europea enorme e risultati del genere non li aveva mai vissuti. Dal 2020 a oggi è forse nel periodo peggiore della sua storia. Serve una riflessione profonda: cambi continui di allenatori e dirigenti senza risolvere i problemi strutturali”.
Ricordi l’ultima volta che la Juve ha preso cinque gol?
“Sì, il 5-1 subito a Napoli nel gennaio 2023. In pochi anni ha incassato risultati clamorosi: Empoli, Napoli, Istanbul. È un club che oggi non è più quello di una volta e deve prenderne atto”.
Chiudiamo con Atalanta-Napoli: se McTominay non dovesse farcela, vedresti Gilmour dall’inizio?
“Gilmour mi è sembrato in palla e, se abile e arruolabile, può giocare dall’inizio. Il ruolo di Scott McTominay può essere surrogato, ma resta il giocatore più importante della rosa in questo momento. Farne a meno è un grande handicap. Speriamo venga recuperato, ma senza forzare: l’infortunio di Rrahmani deve insegnare qualcosa. Meglio prudenza che perdere un altro pilastro”.