L'esperto di Serie B: "Rao merita il ritiro col Napoli. Hasa? Gli serve uno step intermedio"
Alessandro Iori, giornalista e telecronista di Dazn, esperto di Serie B, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: “È stato triste, perché Insigne a gennaio aveva accettato una sfida quasi impossibile. Il Pescara nella prima parte di stagione era stata nettamente la peggior squadra del campionato, poi grazie all’arrivo di Lorenzo e al lavoro di Giorgio Gorgone la squadra si era ritrovata”.
Sembrava una salvezza possibile…
“Fino a tre settimane fa il Pescara stava davvero costruendo una favola sportiva. Poi è arrivata quella sconfitta rocambolesca con la Sampdoria e da lì il finale è diventato amarissimo. Hanno pesato anche le polemiche per il rigore non calciato da Insigne contro il Padova. Quel episodio ha un po’ incrinato il rapporto tra lui e l’ambiente”.
Ti aspettavi addirittura i fischi per Insigne?
“Onestamente no, perché al netto della retrocessione la squadra ha dato tutto. Però quel rigore ha aperto discussioni forse anche troppo pretestuose”.
Sul Bari ai play-out contro il Sudtirol cosa ti aspetti?
“La crisi del Sudtirol è stata davvero sorprendente. Fino a un mese fa era vicino ai play-off e sembrava una squadra lanciata. Invece è diventata schiava dei propri limiti tecnici e anche degli infortuni. Dal punto di vista fisico non è più stata quella squadra aggressiva e resistente che conoscevamo”.
Parliamo di Emanuele Rao, di proprietà del Napoli.
“Rao è uno dei giovani più interessanti emersi da questo campionato. Meriterebbe almeno di essere portato in ritiro col Napoli. Questa stagione ha dimostrato che anche ragazzi provenienti dalla Serie B, come Vergara, possono sorprendere”.
Cosa ti ha colpito di lui?
“La personalità. Ha giocato in una piazza complicata come Bari, che nei momenti difficili si fa sentire parecchio, ma lui non si è mai nascosto. Ha sempre risposto con coraggio e qualità”.
Nei play-off campane protagoniste con Juve Stabia e Avellino. Possono essere le sorprese?
“Partono sfavorite perché dovranno vincere fuori casa, ma l’Avellino con Ballardini ha completamente cambiato marcia. Era una squadra coinvolta nella lotta salvezza e lui l’ha trasformata”.
Hai citato Ballardini anche in trasmissione…
“Sì, mi è piaciuto molto quel titolo ‘Ragion di Stato balla con i lupi’. Bellissimo. Ballardini ha fatto un lavoro eccezionale in un contesto molto difficile”.
E sul Catanzaro?
“Secondo me è stata una delle squadre con le idee di gioco più interessanti della Serie B. Aquilani ha proposto un calcio aggressivo e offensivo. Hanno perso Giussisse, che era il talento più brillante della prima parte di stagione, ma sono riusciti comunque a restare competitivi grazie soprattutto a Pietro Iemmello”.
La Serie A dovrebbe prendere esempio dalla Serie B?
“Secondo me sì, almeno in parte. Il segreto della Serie B è il format: quasi ogni posizione della classifica conta qualcosa. Ieri sera soltanto il Padova era già certo di partecipare alla prossima Serie B. Questo rende tutto incredibilmente competitivo”.
Addirittura introdurre play-out anche in Serie A?
“Potrebbe essere una riflessione interessante. Non toccherei la lotta scudetto, ma coinvolgere più squadre nella corsa salvezza renderebbe il campionato più vivo e ridurrebbe il numero di partite inutili”.
Infine Hasa, altro talento seguito dal Napoli.
“Ha iniziato male la stagione con quell’episodio sfortunato contro il Catanzaro, ma poi con il prestito alla Carrarese è cresciuto tantissimo. Ha rapidità, tecnica e grande capacità di attaccare gli spazi”.
Lo vedi pronto per il Napoli?
“Forse ancora no. Credo che un altro passaggio intermedio, magari un prestito in Serie A dove possa giocare con continuità, sarebbe ideale per completarne la crescita”.