L'ex arbitro Giaquinto: "Scelta di non espellere Ramon di opportunità, non regolamentare"
L'ex arbitro Bruno Giaquinto è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Cosa è successo ieri? Ho sentito dire addirittura che Manganiello fosse troppo vicino nel secondo fallo di Ramon su Hojlund per poter giudicare. Ma è possibile? Io vorrei un confronto diretto con Rocchi per chiedergli: secondo te quello cos’è? "Quello che abbiamo visto ieri è sotto gli occhi di tutti: una gestione pessima delle due situazioni chiave. Sul secondo fallo di Ramon, quando Hojlund viene atterrato, non regge la scusa della posizione. Manganiello era in posizione obliqua, perfetta per valutare sia l’azione di Spinazzola sia la conclusione di Hojlund. Non raccontiamoci alibi: ha scelto deliberatamente di non espellere. È una scelta di opportunità, non regolamentare. Se ogni arbitro decide cosa è giallo e cosa no a seconda della convenienza, allora strappiamo il regolamento e facciamo regole diverse ogni domenica. Questa è una deriva".
Sull’episodio del possibile rosso per DOGSO? Perché il VAR ha chiuso così in fretta senza review? "Sul DOGSO ci sono i quattro parametri: direzione dell’azione verso la porta, distanza dalla porta, numero e posizione dei difendenti, possibilità di controllo del pallone. In quel caso le condizioni sembravano esserci, o almeno tali da giustificare una review. Il VAR ha chiuso in pochissimi minuti. Se non sei certo, manda l’arbitro a rivederla. Poi decide lui. Ma qui non si è voluto approfondire".
C’è un problema di sistema? Perché sembra che tutti si lamentino, non solo il Napoli. "Il problema è sistemico. Gli arbitri oggi non fanno più solo gli arbitri: gestiscono le gare. Cercano di evitare polemiche, ma poi la polemica nasce lo stesso. Si ragiona in termini politici: 'se espello qui creo il caso mediatico'. Così si fanno scelte di opportunità. Gli arbitri sono diventati politici che bilanciano a destra e a sinistra. Il designatore è garantito da un sistema di potere che lo tutela. E chi paga è il calcio".
Qual è la situazione del presidente dell’AIA, Zappi? "Zappi ha ricevuto una condanna in primo grado superiore ai 12 mesi, quindi secondo regolamento AIA sarebbe deferibile. È in corso l’appello. Se la condanna fosse confermata, il Consiglio Federale della FIGC potrebbe commissariare o indire nuove elezioni. L’AIA è sottoposta alla FIGC. Formalmente è Gravina che avrebbe voce in capitolo, ma Gravina e Rocchi sono molto allineati. È un sistema che si autoalimenta".
Chi può cambiare davvero le cose? "Il potere è garantito da una rete di persone sistemate in ruoli chiave. In un clima di “volemose bene” si evita il cambiamento. Tutti sono restii a cambiare perché stanno bene così. Finché non c’è una volontà reale di riforma dall’interno della FIGC, difficilmente qualcosa cambierà".
Vergara rischia di essere etichettato come simulatore dopo le polemiche? "Vergara a Genova è stato colpito al piede durante un cambio di direzione: la caduta è congrua al movimento. Non si può inquinare la figura di un ragazzo giovane accostandolo ai simulatori. In Serie A ci sono stati episodi ben peggiori che non hanno ricevuto lo stesso trattamento. Non creiamo un’etichetta su un ragazzo che sta solo cercando di emergere. Se vuoi, posso prepararti anche una versione più sintetica da scaletta radio oppure una versione ancora più fedele parola per parola".