L'ex Consonni: "Lobotka imprescindibile, al Napoli manca un centrocampista mancino"
Luigi Consonni, allenatore ed ex giocatore del Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Antonio Conte ha detto che il secondo posto è il primo dei perdenti. Sei d'accordo con questa dichiarazione?
"Allora, letteralmente ha ragione, nel senso: ne vince una sola e quindi da quel punto di vista ha ragione. Ovviamente lui ha un po' espresso la delusione per il fatto di non essersi potuto giocare lo Scudetto fino alla fine. Però penso che comunque il Napoli, nonostante questo ultimo periodo, sta facendo un campionato più che importante. Ha ancora queste ultime cinque partite dove penso possa fare, se non bottino pieno, almeno 13 punti. Quindi da questo punto di vista penso che il raggiungimento del secondo posto può essere fattibile, anche alla luce dello scontro diretto di domenica tra Milan e Juve. Il mister è ovvio che vuole sempre il meglio, vuole essere sempre puntiglioso, vuole sempre vincere, però purtroppo ne vince una sola e in questo campionato l'Inter ha meritato di vincere questo Scudetto."
Tu parli dell'Inter che ha meritato lo Scudetto, ma il Napoli perché secondo te ha abdicato troppo presto allo Scudetto? Quella fiammella si è spenta un po' troppo presto?
"Allora io penso che è ovvio che nell'arco di una stagione ci possono essere degli infortuni più o meno importanti. Io penso che gli infortuni, nella gestione della rosa di Lukaku e De Bruyne, abbiano inciso molto sui risultati, sul rendimento e sulla gestione di una rosa così importante. Sono due giocatori sui quali il mister aveva fatto affidamento in toto soprattutto per il campionato e quindi, anche se dopo l'infortunio di Lukaku si è andato a prendere un giocatore come Hojlund, pensate voi avere un Lukaku e un Hojlund a disposizione tutto l'anno nella gestione, perché poi anche Hojlund comunque ha avuto un leggero calo. L'infortunio secondo me ha prodotto un calo sicuramente di qualità ma soprattutto nella gestione della rosa, fino a quando c'è stata la Champions, e quindi da questo punto di vista è stato difficile poi riadattarsi. Comunque l'infortunio di Lorenzo, ci sono tante situazioni, lo ha spiegato anche lui ultimamente, ti ha portato a dover giocare per forza con un modulo, con un sistema di gioco, non ti ha dato altre soluzioni e questo è sicuramente stato uno dei problemi principali del Napoli."
Un nostro radioascoltatore scrive: avete notato che il Napoli fa un ciclo buono in campionato per poi essere subito dopo bastonato? È successo diverse volte in stagione.
"Allora dal mio punto di vista intende nell'arco della stagione. Nell'arco della stagione è fisiologico comunque avere un calo, che può essere in Serie C, in Serie B e in Serie A. Quindi da questo punto anche l'Inter, quando prese all'inizio un vantaggio importante, poi venne recuperata e si è riaperta un po' la corsa allo Scudetto. Nell'arco di una stagione gli allenatori, le squadre, gli staff devono essere bravi comunque a cercare di raggiungere il massimo obiettivo, che è quindi la vittoria, o muovere la classifica anche quando la squadra magari non è in un periodo positivo, soprattutto a livello fisico. Perché poi c'è la parte anche mentale, psicologica, che comunque è fondamentale e secondo me anche dopo l'uscita dalla Champions c'è stato sicuramente, anche se poi sono venuti i risultati, un leggero contraccolpo psicologico."
Tante critiche sulla gestione di alcuni giocatori e sul gioco non brillante del Napoli negli ultimi periodi.
"Non si può mettere in discussione l'allenatore, poi si possono mettere in discussione le stagioni, le scelte di mercato che magari sono condivise con la società e col direttore. Quindi secondo me l'unica persona che sa se è l'uomo giusto per il Napoli è lui stesso, perché comunque c'era stato anche a inizio anno il fatto del rinnovo o non rinnovo. Sappiamo che Conte è un allenatore che pretende tanto dai suoi giocatori, dalla sua rosa e esprime tanto dai giocatori. Quindi penso che da questo punto di vista dovrà fare delle valutazioni con la società e se c'è anche un solo minimo dubbio, o da parte dell'allenatore o da parte della società, in questo caso il presidente e il direttore, penso che le strade si debbano separare. Perché comunque io con questi rinnovi forzati solo perché magari hai vinto uno Scudetto o perché magari hai fatto bene non sono tanto d'accordo. Forse sarebbe stato meglio che dopo la vittoria dello Scudetto magari si fosse lasciato con Napoli in maniera ottima. Adesso magari, se si dovesse lasciare quest'estate, verrà ricordato come l'allenatore che è arrivato trentesimo su 36 squadre in Champions, mentre lui è l'allenatore che comunque ha vinto uno Scudetto molto importante a Napoli l'anno scorso."
Il Napoli di cosa ha bisogno a centrocampo? Che caratteristiche deve avere il giocatore giusto?
"Adesso bisogna vedere anche la struttura e il sistema di gioco che magari vorrà mettere in atto il mister l'anno prossimo o un allenatore che dovesse venire al suo posto. Con il centrocampo a tre penso che Lobotka sia imprescindibile, anche se vedo che trova poco spazio Gilmour. Magari Gilmour sarebbe giusto mandarlo a giocare e prendere un giovane italiano da mettere alle spalle di Lobotka. Poi secondo me manca un centrocampista mancino in una squadra come il Napoli. Io forse perché ero mancino, ma anche adesso da allenatore avere giocatori che giocano con il proprio piede forte dalla propria parte oppure a piede invertito è sicuramente importante. In questo il Napoli sta giocando McTominay in quel ruolo, con Anguissa centrodestra, quindi avere giocatori di ruolo anche con caratteristiche diverse sarebbe molto importante, perché poi McTominay non è un palleggiatore, Anguissa non è un palleggiatore, quindi magari cercare anche un centrocampista che abbini le due fasi e che aiuti un po' di più Lobotka nella costruzione quando è marcato."
Su De Bruyne: che impatto sta avendo e come va gestito?
"È arrivato un giocatore che ha portato tantissimo entusiasmo, è indiscutibilmente uno dei centrocampisti con la rifinitura più importante a livello mondiale. È ovvio che il mister sta cercando di recuperarlo facendolo giocare dopo un infortunio così pesante. Io da allenatore ti dico che sta facendo bene, però è ovvio che ti va a portare via un po' di dinamicità, un po' di gamba. E non dandoti ancora, secondo me, la sua miglior forma, perché arriva da un infortunio veramente importante, un po' ti concede. E soprattutto quando non vinci si ha meno pazienza nell'aspettare questi giocatori. E quindi può diventare un problema in questo finale di campionato. Io spero con tutto il cuore che De Bruyne si riprenda e ritorni a essere il giocatore fantastico che è, perché comunque la prima parte di campionato lo aveva dimostrato. L'unica domanda che mi faccio è se l'arrivo di De Bruyne era stato condiviso col mister."
Su Hojlund: ci si aspettava di più in termini di gol?
"A me è un giocatore che fa impazzire, perché è abile a giocare spalla alla porta, risponde per i compagni, attacca la profondità, è discreto di testa, impegna anche due difensori. È un giocatore che mi piace tanto. È ovvio che arrivi in una piazza come Napoli dopo aver giocato all'Atalanta e aver fatto nove gol, vai al Manchester United e ne fai 14 in due anni con 60 presenze. Gli si sono riversate addosso tutte le responsabilità dell'attacco e dopo un avvio straordinario è fisiologico avere anche un calo, che può essere fisico o tecnico, perché poi anche gli avversari iniziano a conoscerti. È un giocatore che a me fa impazzire. Penso che con Lukaku recuperato e Hojlund il Napoli possa ripartire benissimo da queste due prime punte."
Nel calcio delle categorie inferiori: ci sono talenti pronti a emergere?
"Allora dipende tanto anche dai gironi. Secondo me nel girone H ci sono giocatori, talenti, un calcio abbastanza libero e poco tattico. Ci sono piazze importanti, ad esempio quest'anno ha vinto il Barletta, che fa 10-12 mila spettatori quasi a partita, ma ce ne sono altre dove il giovane, giocando davanti a tanti spettatori, si forgia ancora di più. L'unica cosa che non mi piace è l'obbligo delle quote, perché è una regola che secondo me non incentiva a far giocare i giovani ma incentiva a farli smettere. Poi sono un po' più d'accordo con la Serie C, che incentiva dando soldi se fai giocare i giovani, ma anche lì ci sono società che possono giocare con tutti over. Una cosa che cambierei è mettere le quote in Serie A e Serie B, due o tre italiani da far giocare, a maggior ragione se provengono dal settore giovanile. Per migliorare i giovani bisogna farli giocare."
È una proposta applicabile?
"Io non la vedo inapplicabile, la vedo impossibile. Qualcosa bisogna fare. Giocando Champions e coppe non è semplice, però qualcosa bisogna fare."
Importanza del settore giovanile?
"È fondamentale dare importanza a chi allena i bambini e i ragazzi del settore giovanile, come fanno all'estero, in Spagna, Belgio e Olanda. A volte gli istruttori delle scuole calcio guadagnano più degli allenatori delle giovanili di alto livello. I danni si fanno sotto e si migliorano sotto, perché i ragazzi sono delle spugne e la società deve dare un'idea di principi da portare in prima squadra."