Lodi: "Gilmour in crescita, ma se Lobotka è al top gioca sempre lui"
Francesco Lodi, ex giocatore, tra i talent scout di Vergara, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Vergara, fermato dall’infortunio, sarebbe stato convocato in Nazionale?
"Sicuramente il suo nome circolava già in ambito nazionale, sì, poteva starci benissimo, anche perché ha dimostrato in quelle partite che ha giocato di tener botta sia nel campionato italiano che anche in Champions League contro squadre di un certo valore. Per me poteva starci benissimo. Questo è un intoppo che a lui sicuramente dispiace, perché stava bene nel Napoli e nella nazionale, ma ha tanto tempo per far sì che tutto questo possa ricapitare alla prossima volta. Deve solamente stare sereno, tranquillo, non accelerare i tempi del recupero, perché quando acceleri i tempi dopo un infortunio possono succedere altre cose. Deve fare il percorso giusto e poi rientrare nel club nel finale di stagione, giocandosi tutte le carte per far bene nel Napoli e sperare in una convocazione al Mondiale."
Il posto di Vergara poteva essere quello occupato da Chiesa e poi Cambiaghi?
"Bisogna vedere, perché Chiesa sicuramente andava come attaccante esterno. Secondo me Vergara veniva preso in considerazione più come mezzala offensiva. Può fare sia la mezzala offensiva nel 3-5-2 sia l’esterno. Quando un giocatore sa fare più ruoli è sempre avvantaggiato. Allenandosi ogni giorno con campioni e con un grandissimo allenatore può solo migliorare. Si allena con giocatori di altissimo livello e questo gli permette di crescere ogni giorno. Lo si vede anche in campo: nel gol contro il Chelsea, dove regge fisicamente il contatto, si capisce che è cresciuto tantissimo anche da quel punto di vista."
Qual è il suo ruolo ideale oggi?
"Il suo ruolo è quella zona di campo lì, a destra, a piede invertito che rientra dentro il campo con il mancino, protegge palla, sotto la punta, tra mezzala destra, esterno destro e sottopunta. Sa giocare bene tra le linee, si posiziona bene per ricevere palla e con il primo controllo si porta già il pallone dove vuole. Questo fa la differenza, perché in Serie A se non hai qualità immense arrivi a un certo punto e fai fatica. Lui invece ha tranquillità, sembra già un giocatore esperto. Ha la testa sulle spalle, deve solo isolarsi dalle chiacchiere, sia positive che negative. Ha una famiglia importante alle spalle e questo lo aiuta."
Quanto c’è di Conte nella crescita di Vergara? Poteva giocare prima?
"Ti faccio una domanda: se io sono Conte e metto Vergara in campo e alla prima partita sbaglia, in una piazza come Napoli, sai cosa succede? Che si dice che non è pronto. Quindi ha fatto bene Conte ad aspettare. È un allenatore che ha vinto ovunque, sa gestire queste situazioni. È stato bravo Vergara ad allenarsi sempre e aspettare la sua occasione senza chiedere di andare via. È stato bravo il mister a capire il momento giusto per farlo giocare. Quando ti fa fare cinque o dieci minuti, ti sta dicendo di farti trovare pronto. Queste sono le piccolezze dei grandi allenatori. In Italia però si giudica sempre in base ai risultati: si vorrebbero i giovani, ma poi appena sbagliano vengono criticati."
Manca il coraggio di lanciare i giovani in Italia?
"In Inghilterra giocano anche i quindicenni, e lo possiamo fare anche in Italia. Però poi non bisogna criticare. In Italia si guarda solo il risultato, non si ha la pazienza di costruire come fanno in Spagna o in Germania, dove dopo un fallimento hanno puntato sui giovani e ora stanno raccogliendo i risultati."
La lotta Scudetto: quante chance ha il Napoli?
"Il campionato non è finito. La Serie A è diventata equilibratissima: oggi puoi perdere con chiunque. Il Napoli ha pagato l’assenza di giocatori importanti, perché con la rosa completa se la giocava fino alla fine con l’Inter. Adesso l’Inter è in difficoltà e il Napoli può fare un filotto di vittorie. Il calcio è anche episodi: un palo, una deviazione e cambia tutto. Ma il Napoli, se fosse stato sempre al completo, sarebbe stato lì a giocarsi lo Scudetto punto a punto."
Gilmour può essere titolare contro il Milan al posto di Lobotka?
"Se Lobotka è al 100% gioca lui, perché è un giocatore importantissimo. Però Gilmour è cresciuto tantissimo. Quando ti alleni con giocatori di alto livello migliori automaticamente anche tu. Inizi a conoscere i movimenti dei compagni, come vogliono la palla, e questo fa crescere le giocate. È normale che adesso il Napoli esprima un calcio diverso con il rientro dei titolari. Ma il campionato non è chiuso: sette punti sono due partite e nel calcio può succedere di tutto."