Lucchesi: "A Conte servono giocatori pronti, non scommesse! Vergara? Da Nazionale"
Fabrizio Lucchesi, dirigente sportivo, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Non è un bel momento, ed è comprensibile questo stato d’animo. La forza della squadra, del club e della società sarà quella di evitare di somatizzare troppo e di girare pagina, che è facile a dirsi ma molto difficile a farsi. I contraccolpi si sentono e fluiscono, però su questo stanno già lavorando sia la società sia l’allenatore, perché c’è bisogno subito di pensare alla ripartenza. La ripartenza deve avvenire nel modo migliore, anche se sulla carta i valori sportivi sono a favore del Napoli. È una partita insidiosa per lo stato d’animo e perché anche la Fiorentina non può permettersi di continuare a perdere punti: rischia grosso. Nonostante qualche vittoria recente, anche per loro non è stata un’annata indimenticabile”.
Conte è finito nel mirino delle critiche per l’uscita dalla Champions. Quanto si gioca da qui a fine stagione?
“Nel nostro mondo la panacea di tutti i mali sono i risultati. Con i risultati si rimarginano le ferite, si entusiasma la gente e si crea consenso. Ma i risultati sono la cosa più complicata da ottenere se non attraverso il lavoro e una sana programmazione. Poi ci sono i competitor, gli infortuni, i momenti in cui la palla entra anche se la tocchi male e quelli in cui non entra mai. È bravo chi gestisce meglio i momenti di difficoltà: alla fine dell’anno viene premiato chi li supera meglio. Alla base c’è un concetto fondamentale: ripetersi è sempre difficile, in qualunque sport e soprattutto in quelli di squadra. Le insidie sono intrinseche. Conte questi momenti li ha vissuti tante volte in carriera, quindi mi auguro sappia trovare il bandolo della matassa. In questo momento la cosa migliore è fare gruppo, fare corpo unico, creare unità. Se iniziamo a dire ‘è colpa di questo’ o ‘è colpa di quello’, ci sgretoliamo. E la forza del fronte comune viene meno”.
L’emergenza infortuni ha inciso pesantemente: in Champions il Napoli aveva solo tre cambi di movimento disponibili. È questo il vero nodo?
“È una fotografia oggettiva della situazione ed è il motivo principale delle difficoltà attuali. Purtroppo ci sono anche questi momenti. Bisogna essere bravi a non buttare via il bambino con l’acqua sporca. I giocatori sono forti, in gran parte ottimi calciatori, l’allenatore è fuori classe. Napoli è una città straordinaria. Cosa è cambiato rispetto a sei mesi fa? Nulla. Anzi, il club dal punto di vista sportivo si è arricchito e migliorato. Ma l’indisponibilità di tanti giocatori fa sì che il gap con i competitor diventi sottile o addirittura inefficiente, perché in campo vanno i giocatori. Questo momento va superato con l’augurio di ricompattarsi velocemente e ricominciare a fare punti. Il Napoli ha nel motore la possibilità di fare un filotto e mettersi alle spalle un periodo buio. L’esclusione dalla Coppa segna un momento negativo, ma vale per il Napoli come per tutte le squadre: non puoi pensare di ottenere sempre il massimo. Lavori per farlo, ma non sempre ci riesci”.
Capitolo Nazionale: dopo il gol e le ultime prestazioni, Vergara può essere convocato da Gattuso?
“Assolutamente sì. È giusto cercare novità, giovani che arricchiscano il patrimonio tecnico. Su circa 600 giocatori di Serie A convocabili, solo una parte è italiana: il resto sono stranieri. Magari ne avessimo di più come Vergara, così il commissario tecnico avrebbe più possibilità di scelta e più alternative.
Perché precluderlo, visto che ha qualità? Non c’è dubbio: se un giocatore dimostra di avere valori importanti, è giusto tenerlo in considerazione”.
Ultima sul mercato: si parla di un esterno offensivo, tra profili come Sulemana e nomi esperti come Sterling. Che tipo di calciatore vorrebbe Conte oggi?
“In questo momento Conte ha bisogno di un giocatore pronto. Non ha bisogno di uno che entra in condizione tra un mese. Oggi servono ricambi immediati, non tra un mese e mezzo. Sulemana può essere un’idea, Sterling è un profilo importante, ma quello che fa la differenza è la prontezza, naturalmente a parità di qualità. Per giocare nel Napoli oggi non è facile: lo standing è molto alto e l’asticella è elevata. Conta anche il modo in cui un giocatore interpreta il ruolo. Spesso generalizziamo parlando di esterni o interni, ma poi è l’interpretazione del ruolo che orienta l’allenatore. Non è tanto la posizione in campo, quanto il modo in cui il calciatore la vive e la interpreta, avvicinandosi di più a quello che l’allenatore chiede”.
In sintesi, che strada deve seguire il Napoli ora?
“Unità, compattezza e lavoro. Superare questo momento difficile senza spaccarsi e provare a ripartire subito. Il Napoli ha le qualità per farlo, ma deve farlo insieme”.