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Luiso: "Col Var avremmo eliminato il Chelsea in semifinale. Hojlund? Gli do un consiglio"

di Antonio Noto

L'ex attaccante Pasquale Luiso è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

Una vita fa, il 16 aprile 1998, affrontavi il Chelsea in Coppa delle Coppe. Domani gli azzurri incroceranno proprio i Blues. Come deve affrontare il Napoli una gara contro una squadra con una forte mentalità europea? "Mi fai venire un po’ di malinconia, c’è anche emozione. Sono percorsi che restano nella memoria dei tifosi del Vicenza: arrivammo a una semifinale contro il Chelsea e fummo davvero sfortunati a non passare, con un mio gol valido annullato per un fuorigioco inesistente. Con il VAR saremmo andati in finale, me lo dicono sempre. Anche all’andata facemmo una grande gara: De Goeij fece una parata incredibile su un mio tiro da fuori area, potevamo raddoppiare. Già allora il Chelsea aveva una qualità pazzesca, con Zola, Di Matteo e altri italiani. Poi negli anni è cresciuto fino a diventare una società enorme, con grandi allenatori come Mourinho, Sarri e anche Conte. Oggi è una squadra giovane, piena di talento, non sarà facile. Per il Napoli è una partita da non perdere se vuole continuare il percorso in Champions".

Si dice spesso che queste partite “si preparano da sole”. È davvero così? "Sì, è normale. Conte sa benissimo che è una partita fondamentale, non serve caricarla artificialmente. Sapere che, se non vinci, il sogno Champions può finire è già uno stimolo enorme. Contro il Chelsea, come in ogni grande partita, servirà lo spirito battagliero che il Napoli ha sempre avuto. Anche a Torino, nonostante il risultato, il Napoli ha fatto una buona gara. Sullo 0-1 c’era un rigore sacrosanto non dato: magari non finisce 3-0. Il Napoli ha perso, ma non è uscito morto dalla partita. E questo mi rende fiducioso, anche perché il pubblico può spingere verso un’impresa".

Se dovessi dare un consiglio a Rasmus Hojlund, oggi un po’ in difficoltà, cosa gli diresti? "A me piace molto. È normale attraversare momenti così, soprattutto per una punta che corre tanto e si sacrifica. Quando ha segnato cinque o sei gol parlavamo tutti del fenomeno che poteva sostituire Lukaku, poi arriva una fase in cui non segna ed è fisiologico. Forse dovrebbe restare un po’ più lucido e stare più dentro l’area, perché lì fa gol. Se gira troppo, fa sponde, lavora a destra e a sinistra, poi diventa difficile arrivare lucidi al tiro. Ma resta un ottimo attaccante, giovane, forte fisicamente e di testa. Va supportato e gli va data fiducia".

Quanto può incidere, mentalmente, sapere di non poter sbagliare? "Dipende dal giocatore. C’è chi scherza fino all’ultimo e chi si isola completamente. Io ero uno che voleva stare concentrato, non sentire chiacchiere, magari con le cuffiette. Ognuno ha il suo modo di prepararsi. L’importante è arrivare in campo con la testa giusta".

Dal punto di vista tattico, quanto conta rispettare il Chelsea senza rinunciare ad andare a vincere? "Il Chelsea non è una squadra che si chiude e aspetta. Gioca alta, attacca, come molte inglesi. Le partite con loro non finiscono mai. Il Napoli dovrà fare la partita, imporre il proprio gioco e cercare di infiammare i 70 mila del Maradona. Serve equilibrio, ma anche coraggio".

Guardando alla Serie A, con l’Inter in fuga, chi può davvero insidiarla? "Sulla carta l’Inter sembra un rullo compressore. Anche con qualche assenza resta fortissima. Il Milan tiene botta, anche se non mi convince nel gioco, però non perde da tante partite ed è l’unica che può provare a dar fastidio. Le altre le vedo più distanti. Il Napoli resta campione d’Italia, ma ha perso tanti uomini. Se l’Inter prende un vantaggio di 7-8 punti diventa davvero complicato riprenderla".

Chiudiamo con Lorenzo Lucca: che impatto ha avuto secondo te a Napoli? "Per me ha sempre faticato a fare gol. Un fisico così ti fa pensare a un giocatore dominante, ma non l’ho mai visto davvero infiammare il Maradona. In un campionato come questo devi andare a 300 all’ora, avere cattiveria, personalità. Tecnicamente e come riferimento centrale non mi ha convinto. Ha cambiato aria e probabilmente è stata la scelta giusta: il Napoli, come tante altre squadre, può sbagliare un acquisto. Ma sicuramente non è stato all’altezza del prezzo speso".


Pasquale Luiso a Napoli Talk
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