Mandato: "Mi auguro la continuità di Conte: è grazie a lui se il Napoli è lì"
Tommaso Mandato, avvocato e procuratore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video. Di seguito le sue dichiarazioni.
Dove poteva stare questo Napoli?
"Il rimpianto è grande, tanto. Credo che già venerdì, quando abbiamo visto quella panchina che si era svuotata di personaggi che avevamo perso e che non sapevano nemmeno più a che punto stavano, sono salite moltissime emozioni per quanto riguarda i rimpianti. Poi vedi le partite di ieri sera e ti rendi conto che effettivamente è stata un'annata davvero particolare. È chiaro che dobbiamo essere più forti di qualsiasi retropensiero e partire dal concetto che il Napoli c'è come squadra: bisogna farsi trovare pronti per l'anno prossimo."
Fai finta di essere un tifoso che dopo il derby Inter-Milan guarda la classifica: secondo te il campionato si è riaperto?
"No, perché il vantaggio è grande. È l'unico obiettivo che quest'annata è rimasto all'Inter, insieme alla Coppa Italia, per cui non ci sono distrazioni, ha un organico ampio. Certo, il derby è sempre una partita particolare, la puoi anche perdere, ma il vantaggio che l'Inter ha accumulato è notevole e lo può gestire in questa parte del campionato. Se il Napoli avesse potuto fare quello che poteva fare con i giocatori che adesso stanno ripartendo, saremmo sicuramente a un buon punto, ma non si possono ripetere i risultati del campionato scorso. La squadra è forte, è chiaro, ma dall'altra parte hai avversari — soprattutto l'Inter — che sono partiti prima di noi con investimenti notevoli negli anni e hanno creato una struttura di base non indifferente. Detto questo, il Napoli ha sempre guardato ai conti, è sempre stata una società virtuosa sotto questo profilo, eppure è riuscita a rimanere ai livelli di alta classifica. Io parto dal concetto che noi dell'ambiente non possiamo pretendere di vincere lo Scudetto ogni anno: l'importante è essere lì, perché per vincerlo una squadra come il Napoli deve anche sfruttare le mancate performance delle altre. L'anno scorso il Napoli ha fatto un campionato eccezionale, quest'anno se guardiamo i punti più o meno siamo lì — la differenza l'ha fatta un'Inter che l'anno scorso era forse un po' distratta dalla Champions, mentre quest'anno l'abbiamo vista molto più quadrata sul titolo tricolore. Aggiungici gli infortuni, le situazioni sfortunate che si sono verificate: sarà un finale di stagione in cui potremo capire qualcosa di più sulle reali ragioni di tutto questo."
Conte e Manna saranno il futuro di questo Napoli?
"La domanda è bella. Io mi auguro soprattutto la continuità di Conte, perché ti garantisce un profilo molto alto per questa squadra. Quest'anno abbiamo visto tante difficoltà, gli infortuni, gli uomini contati, ma se devo estrapolare qualcosa di importante dico che abbiamo visto una squadra con una grande essenza, una grande anima, una grande identità. E non è cosa semplice. Il Napoli si ritrova lì proprio perché ha questo condottiere, questo allenatore che entra nella testa dei propri calciatori. Nel calcio è facile che le società, quando le cose non vanno bene, scarichino il proprio allenatore. Qui invece è stata una dimostrazione al contrario: quelli che sono sopravvissuti, tra virgolette, si sono stretti, hanno seguito ciecamente, hanno fatto ancora più gruppo. Questo ti dice molto del grande carattere e della grande capacità che questo allenatore riesce a trasmettere."
È un Napoli che ha bisogno di cambiare tanto?
"Il Napoli oggettivamente e necessariamente avrà bisogno di cambiare e di ridurre sicuramente anche la gestione. Ricordiamoci che negli anni scorsi abbiamo fatto investimenti notevoli, ma grazie alle entrate dei vari Kvaratskhelia, Osimhen, che davano la disponibilità di muoversi sul mercato. Quest'anno devi centrare la Champions per poterti muovere con cifre comunque ridotte e fare investimenti più mirati. Ci sono giocatori che hanno una certa età, anche se sono dei campioni, e credo che ci potranno dare ancora molto in questo scorcio di stagione. Però è una valutazione che necessita di un confronto tra Conte, la società e il Presidente. Oggi sappiamo che Conte è legato a determinati calciatori, e quindi credo che la chiave dell'accordo sia proprio trovare un equilibrio su questo fronte."