Maradona, l'ex manager: "Diego disse le stesse cose di Conte, Milano ha il potere!"
Stefano Ceci, amico e storico manager di Maradona, è intervenuto nel corso di 'Sabato sport' sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Vedi un comune denominatore con le stagioni di quel Napoli di Maradona che, per dirla alla Conte, “dava fastidio”? Oggi si dice spesso che il Napoli, a livello di struttura, sia un po’ indietro rispetto alle milanesi. Tu che idea ti sei fatto? “Se torniamo indietro anche di quarant’anni e riascoltiamo alcune interviste di Diego, ritroviamo molti concetti simili a quelli di oggi: da Conte, da De Laurentiis, da Spalletti negli anni precedenti. Purtroppo il potere lo conosciamo bene. Ricordo un’intervista che Diego rilasciò a un’emittente privata: disse che il calciatore più forte dell’Inter e del Milan era “al palazzo”, l’attaccante più forte stava nel palazzo del potere. Quello che si è visto anche di recente è che si cerca di aiutare chi spende di più, o comunque chi deve mantenere certi equilibri economici. È sempre stato così. Vincere uno scudetto a Napoli è come vincerne dieci altrove. Non è facile. Il Napoli lo sta dimostrando sia a livello societario sia a livello di campo. Io sono stato con loro a Riad per una settimana e posso dire che la cosa più bella che ho visto è il gruppo: ragazzi, mister, entourage, tutti uniti. Questo è il vero punto di forza del Napoli, al di là dei singoli campioni”.
Spesso dici che senza Antonio Conte, con tutti questi infortuni, il Napoli sarebbe molto più indietro in classifica…”Assolutamente sì. Io dico spesso che senza Conte, in questo momento storico, il Napoli sarebbe intorno al decimo posto. Sarebbe successo quello che è accaduto due anni fa, quando con una squadra simile ci siamo ritrovati in un vortice dal quale non si usciva. Oggi il Napoli ha otto infortunati, praticamente mezza squadra, tutti titolari. Contro il Verona la tribuna del Napoli era quasi meglio della panchina. Io sono sempre stato ottimista: se il Napoli recupera tutti nel più breve tempo possibile, può giocarsela con chiunque. In Italia, quando il Napoli gioca da Napoli, non ce n’è per nessuno”.
In questo Napoli il gruppo sembra essere tutto, anche grazie a un “comandante” come Antonio Conte. C’è un po’ dello spirito di Diego in questo modo di unirsi contro le difficoltà? “Aggiungo una cosa a questa bellissima domanda. Diego oggi direbbe le stesse cose che dice Conte. Maradona era un motivatore incredibile. Quando mancava, il Napoli diventava una squadra normale, faticava anche contro Pisa o Ascoli. Quando rientrava Diego, giocatori che erano gregari - come Ferrara, Alemao, Renica - diventavano campioni. Oggi l’arma vincente di questo gruppo compatto è Antonio Conte. Per spirito, è il Maradona di quest’anno. Sono d’accordissimo. Se il Napoli gioca a fare il Napoli, con i campioni che ha, lo abbiamo visto anche a Riad: due partite esemplari".
Chiudiamo con il tuo rapporto con De Laurentiis. Vuole ancora vincere con questo Napoli? “Sì, e lo ha detto più volte. Il Napoli per lui è un giocattolo, una passione. Ha detto: “Io adesso dovrei lasciare il Napoli per fare cosa?" Dopo anni di sacrifici, di critiche, di offese, persino in Serie C, oggi sta raccogliendo i frutti. Non credo assolutamente che lascerà, neanche davanti a offerte importanti. Dopo vent’anni da presidente, tanti sacrifici e ora grandi soddisfazioni, pensate davvero che si metta sul divano o molli tutto? Io non lo penso. Quindi ci vediamo allo stadio, insieme ad Aurelio, a goderci il Napoli”.