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Marolda: "Se Napoli non va in Champions sarà un dramma finanziario"

di Arturo Minervini

Il giornalista Ciccio Marolda è intervenuto durante Pausa Caffè su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): "

Che voto merita Antonio Conte?

Il Napoli è in un momento delicatissimo, perché dalla delusione si rischia di passare al fallimento, ed è proprio questo che va evitato. Gli infortuni pesano molto, ma non possono essere considerati del tutto casuali: dipendono anche dal lavoro, dalla preparazione e dalla gestione della rosa. È un tema che va affrontato con grande onestà".

Qual è oggi il vero obiettivo stagionale?

Obiettivo massimo e minimo coincidono: il quarto posto. Se il Napoli non si qualifica per la prossima Champions League non sarà solo un fallimento tecnico, ma soprattutto un dramma finanziario. Il monte ingaggi diventerebbe insostenibile e condizionerebbe pesantemente i mercati futuri".

Gli infortuni sono solo sfortuna?

"Io non credo. Tanti infortuni non sono mai un caso. Sono probabilmente il conto presentato da una preparazione non calibrata sulle caratteristiche dei giocatori, sull’età e sugli infortuni precedenti. Se giochi sempre con gli stessi, si stancano, si stressano e finiscono per rompersi anche loro. La gestione delle alternative".

Si poteva valorizzare meglio chi era in rosa?

"Sì. Non si è mai preteso che Vergara diventasse titolare al posto di Neres, ma mezz’ora oggi, mezz’ora domani, permette di far rifiatare gli altri e di mettere in luce un’alternativa. Se non c’è una catastrofe, certi giocatori non arrivano mai in prima squadra".

Serve un chiarimento interno?

"Assolutamente sì. Se fossi la proprietà convocherei tutti e chiederei chiaramente: remiamo dalla stessa parte oppure no? Le figure chiave oggi sono due: l’allenatore e il capo dello staff medico. C’è stato un cortocircuito evidente. Ora bisogna decidere se salvare il salvabile insieme o separarsi subito".

Ha senso intervenire ancora sul mercato?

"Dipende. Il Napoli ha sbagliato il mercato estivo e ora ne paga le conseguenze. Se mandi via Lang ti serve un esterno, se non hai terzini ti serve un terzino. Ma bisogna anche contenersi, perché molto è già stato speso".

Che responsabilità ha la società?

"De Laurentiis si è fatto da parte pensando di aver preso un allenatore-manager che gestisse tutto. È stato un presidente tranquillo e nessuno può imputargli colpe dirette. Probabilmente questa stagione servirà da insegnamento: la proprietà deve fare la proprietà, l’allenatore deve fare l’allenatore di campo". 


Francesco Marolda a Pausa Caffè
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