Moggi non ha dubbi: "Il Napoli ha preso un top che poteva servire a tutti"
Luciano Moggi, ex dirigente di Napoli e Juventus, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Partiamo subito dal mercato del Napoli, un mercato a saldo zero che non rende le cose facili. Quanto è complicato operare in queste condizioni? "Diventa complicato per chiunque, è chiaro. Però penso che il Napoli abbia già messo a segno un buon colpo, perché Giovane è un giocatore importante, uno di quelli che servirebbero praticamente a qualsiasi squadra. Direi che è uno dei grandi colpi che fa spesso questo direttore sportivo del Verona, Sogliano, che secondo me è uno dei migliori sul mercato".
Antonio Conte in questo momento non può essere felice della situazione del Napoli. Tra infortuni e difficoltà, secondo lei si sente più vittima o carnefice? "È un discorso particolare. La prevenzione degli infortuni muscolari non dipende dall’allenatore, ma dal preparatore e soprattutto dai medici, che devono controllare attentamente l’attività della squadra: allenamenti, corse, partitelle. Quando i giocatori non stanno bene devono fermarsi e fare lavoro alternativo. Penso che questa sia la causa di molti infortuni muscolari, traumi a parte. L’allenatore ne prende atto, ma il suo ruolo è allenare, quello dei medici è un altro. Quindi non è né vittima né carnefice. Vittima non vedo perché dovrebbe esserlo: Conte è uno che sa reagire alle avversità e cercherà sempre di portare la squadra nel migliore dei modi".
Il Napoli però si presenta spesso in condizioni precarie. "Sì, perché manca più di mezza squadra, soprattutto uomini cardine. Non avere Anguissa, De Bruyne, Lukaku significa rinunciare a giocatori che determinano le partite. Giocare sempre con gli stessi porta stanchezza, e la stanchezza porta a risultati negativi. Lo abbiamo visto anche in Champions League: il Napoli era in vantaggio di un gol e in superiorità numerica, eppure si è fatto raggiungere. È un campanello d’allarme da considerare seriamente".
Negli ultimi mesi Conte aveva chiesto espressamente Lucca e Lang per allungare la rosa. Dopo sei mesi entrambi sono stati ceduti. Da dirigente, come avrebbe reagito a una situazione del genere? "Mi fate una domanda alla quale non posso rispondere pienamente, perché quando c’ero io decidevo io per la squadra e per l’allenatore. Oggi non so come vengono fatti gli acquisti. C’è sicuramente uno scouting che valuta la qualità dei giocatori. Voi citate due giocatori che hanno fallito, ma bisognerebbe citare anche quelli che stanno andando bene. Prendiamo McTominay: in Inghilterra faceva poco, qui sembra un fenomeno e nessuno ne parla".
Merito anche di Conte? "Assolutamente sì. Conte ha portato lo scudetto a Napoli e ha fatto crescere diversi giocatori. Questo non va dimenticato.
Purtroppo può capitare di puntare su giocatori che danno buone impressioni e poi rendono meno. Per avere un giocatore affidabile non basta che sappia giocare: deve reggere il peso della maglia. Il peso della maglia del Napoli è importante, perché è campione d’Italia, e si richiedono prestazioni eccellenti. Lucca e Lang questo non lo hanno dato. Può capitare, non bisogna colpevolizzare qualcuno per forza".
Dove possono arrivare Napoli e Juventus a fine stagione? L’Inter è la favorita? "In questo momento vedo il Milan un po’ più avanti di tutti. Ma il campionato è lungo e ci sono tanti impegni che non semplificano il cammino del Napoli. Se non si recuperano giocatori determinanti, come Anguissa, diventa un problema serio. L’inserimento di Vergara è importante, ma è un giovane che deve fare esperienza. A Napoli serve anche esperienza vera, quella dei giocatori navigati, che purtroppo ora mancano".