Napoli da Scudetto con Allegri? Verna: "Il vero obiettivo sarà un altro"
Carlo Verna, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Credo che si tratti semplicemente di dettagli, chiamiamoli pure burocratici, ma che in realtà riguardano questioni economiche. Purtroppo nel calcio per la gloria vanno soltanto i tifosi allo stadio, tutti gli altri cercano di tutelare i propri interessi. Mi dispiace che dietro l'approdo di Allegri ci siano ancora queste discussioni, perché un allenatore che ha vinto tanto e guadagnato molto avrebbe forse potuto privilegiare la voglia di rilancio dopo una stagione conclusa con la mancata qualificazione in Champions. Detto questo, sono convinto che Allegri-Napoli si farà e che si stia già lavorando per costruire il nuovo progetto tecnico."
Condivide la scelta di Allegri per la panchina azzurra?
"Se il Napoli avesse dovuto ricostruire completamente, probabilmente avrei preferito un allenatore più creativo, un profilo alla Italiano o alla De Zerbi. Però il Napoli ha una struttura tecnica forte e consolidata. In questo contesto un allenatore gestore, con grande esperienza, può rappresentare una scelta sensata."
Molti tifosi temono un calcio poco brillante con Allegri. È una preoccupazione fondata?
"Capisco il timore. Anch'io preferisco allenatori che propongono un calcio più moderno e offensivo. Però bisogna valutare il contesto. Conte stesso, pur vincendo, ha mostrato limiti soprattutto sul piano europeo. Il Napoli deve tornare a guardare al continente e non soltanto al campionato. Per questo motivo il vero banco di prova sarà la capacità di Allegri di dare una dimensione internazionale alla squadra."
Quanto pesa l'aspetto europeo nel giudizio sul futuro del Napoli?
"Pesa tantissimo. Personalmente sono rimasto molto deluso dal percorso europeo recente. Il Napoli deve tornare protagonista in Europa. Stiamo per celebrare il centenario del club e credo che la vera sfida sia riportare questa squadra ai livelli raggiunti ai tempi della Coppa UEFA vinta con Maradona o del grande Napoli di Spalletti arrivato ai quarti di Champions. La città oggi ha una dimensione internazionale e anche il club deve averla."
Che cosa dovrebbe fare De Laurentiis per favorire questa crescita?
"Più progetti e meno polemiche. Credo che il Napoli debba concentrarsi sul consolidamento della propria dimensione internazionale. In questo senso servono programmazione, idee e continuità."
Si è aperto anche il Mondiale. Quali sono le sue impressioni sulla competizione?
"È un torneo particolare, pieno di contraddizioni. Da una parte ci sono le storie romantiche delle piccole nazionali e il fascino dell'ultimo Mondiale di Messi e Cristiano Ronaldo, oltre all'esordio di talenti straordinari come Yamal. Dall'altra ci sono questioni extra-calcistiche che non possono essere ignorate e che riguardano il contesto internazionale nel quale si gioca questa competizione."
Per chi farà il tifo in assenza dell'Italia?
"Il primo pensiero va naturalmente all'Argentina, per il legame indissolubile tra Napoli e Diego Armando Maradona. Sarebbe bello vedere Messi chiudere con un altro grande risultato. Allo stesso tempo mi affascina molto la Spagna, una squadra costruita attorno al talento di Yamal e ad altri giovani straordinari. Se devo scegliere, dico Argentina o Spagna."