Niente conferenza Conte, Parlato: "Secondo me è una protesta! Vi spiego"
Manuel Parlato, giornalista, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Perché ancora niente conferenza stampa? L’unica spiegazione che riesco a darmi è che sia una forma di protesta. Non nei confronti dei giornalisti, ma verso i vertici del calcio. Dopo quanto è successo in Atalanta-Napoli, questo silenzio assume ancora più senso. Prima c’erano i doppi impegni che potevano giustificare l’assenza, adesso no. Dal punto di vista personale e professionale non lo condivido, ma non credo affatto che sia un attacco alla stampa: è un segnale diretto più in alto”.
Guardando a Verona-Napoli: che partita ti aspetti e quali sono le insidie?
“L’insidia principale è proprio la classifica del Verona. È ultimo, ha l’acqua alla gola e giocherà la partita della vita. Poi c’è l’ambiente: quello stadio lo conosciamo bene, è sempre molto caldo e Verona-Napoli non è mai una gara banale. Dal punto di vista psicologico va preparata come se affrontassi la prima in classifica. Mi aspetto un Napoli che vada subito in vantaggio e chiuda la partita già nel primo tempo”.
Ieri hai commentato sui social il gol di Osimhen contro la Juventus con il Galatasaray, senza esultanza. Che lettura dai?
“La spiegazione data da Osimhen non mi ha convinto. Le parole della vigilia dedicate alla Juventus sono un indizio chiaro. Sappiamo che in passato c’è stata la volontà di vestire quella maglia, inutile girarci intorno. Un giocatore del suo livello, in un club come il Galatasaray, non può non esultare dopo un gol così importante. Non è rispetto: è una mancanza di rispetto verso il Galatasaray e i suoi tifosi. In campo è un fuoriclasse, fuori dal campo lo conosciamo bene. Io mi limito all’aspetto professionale: certe cose non passano inosservate”.
Pensi davvero che Osimhen possa finire alla Juventus?
“Lo vedo molto difficile. Ci sono clausole, paletti di mercato e una situazione economica che rende complicata un’operazione del genere. La volontà in passato c’è stata, questo è evidente, ma da qui a concretizzarla ce ne passa”.
Capitolo centrocampo: contro il Verona vedremo ancora Elmas o può rientrare Gilmour?
“Credo che Elmas parta avanti. C’è anche una questione meritocratica: è stato l’unico risparmiato dagli infortuni ed è sempre stato affidabile. Gilmour è recuperato, ma mi aspetto Elmas dall’inizio, con un ballottaggio aperto. Non credo che Conte stravolgerà l’assetto tattico ora: la difesa costruisce bene e non vale la pena cambiare. Quando rientreranno anche McTominay e Lobotka, allora potremo ragionare su soluzioni diverse”.
In sintesi, che Napoli serve adesso?
“Un Napoli feroce, concentrato, capace di mettere le mani sulla partita subito e di non farsi trascinare dalle difficoltà ambientali. Le insidie ci sono, ma la mentalità deve essere quella di una grande squadra”.