Nino Simeone: "Protocollo Regione-Comune sul Maradona, servono 200-250mln"
Nino Simeone, consigliere comunale e presidente della commissione trasporti, infrastrutture e lavori pubblici è intervenuto nel corso di Difendo la città sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "In Regione è ancora tutto in fase di definizione, si stanno ancora ‘accapigliando’ per l’assetto delle commissioni. Io continuo a lavorare al Comune e darò una mano anche su questo passaggio. Abbiamo approvato bilancio e documento di programmazione e stanno arrivando buone notizie: con il patto tra Regione e Comune di Napoli e il protocollo d’intesa sulle cose da fare, si sta lavorando”.
Al centro c’è il protocollo Regione-Comune. Cosa prevede, soprattutto sullo stadio Stadio Diego Armando Maradona?
“Premessa: al centro della campagna elettorale c’è sempre stata l’idea di riportare Napoli al centro dell’agenda politica regionale, cosa che negli ultimi dieci anni non è avvenuta. Adesso stiamo rimettendo le cose a posto. Il protocollo d’intesa è firmato dal presidente della Regione Roberto Fico e dal sindaco di Napoli, che è anche sindaco della Città Metropolitana, e riguarda una serie di attività che il Comune deve mettere in campo. Tra queste c’è la riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona. Poi c’è tutto il resto: efficientamento energetico, mobilità, infrastrutture, trasporti. È un’intesa sugli obiettivi da raggiungere. E quando parli con la Regione non parli di politica: parli di soldi. Io sono andato in Regione per lavorare su questo, altrimenti parliamo di aria fritta”.
Quanti fondi servono per il Maradona? E c’è davvero la volontà di metterli?
“Noi sappiamo che la cifra necessaria è intorno ai 200-250 milioni, perché parliamo di un’infrastruttura importante. Nel protocollo non c’è scritta una cifra precisa, ma c’è la volontà: quello che servirà verrà messo a disposizione. Io, da consigliere regionale, proverò a fare da pungolo: non possiamo permetterci che queste cose si dimentichino o si trascinino. Lo dico chiaramente: dobbiamo ricordarlo noi e stare addosso al percorso”.
Il sindaco ha detto che la Regione punta su Napoli per UEFA Euro 2032. E se Aurelio De Laurentiis portasse un’opzione seria alternativa al Maradona? Che fine farebbe lo stadio attuale?
“Gli unici che pensavano che, oltre Napoli, ci fosse un’altra città in Regione che potesse ospitare gli Europei erano soltanto loro. E poi c’era De Laurentiis. Io mi auguro sempre che la società sportiva, come anche grandi aziende private, vogliano investire in città: noi dobbiamo aiutarli, non possiamo metterci di traverso. Detto questo, sul ‘progetto alternativo’ non ci sono mai state condizioni concrete. Sulla storia del Maradona è montata anche una narrazione mediatica: ‘De Laurentiis ci lascia tutti col sedere a terra e fa lo stadio da solo’. Può darsi, ma io dico: guardiamo la sostanza. La sostanza, oggi, è che lo stadio Maradona si ristrutturerà. Questa è la linea. Non c’è una soluzione B”.
Quindi su uno stadio nuovo a Napoli Est non ci credi?
“Secondo me non ci sono proprio le condizioni. Non sono un imprenditore né un tecnico, ma per come conosco la città non vedo lo spazio, né per uno stadio, né per un’operazione del genere. Mi auguro di sbagliarmi, ma questa è la mia sensazione”.
Al massimo, lì potrebbe nascere un centro sportivo?
“Guarda, io la zona ce l’ho davanti agli occhi. Per uno stadio da 60-70 mila posti è un conto enorme, parliamo di un impianto gigantesco. Per un centro sportivo, in teoria, potrebbe essere un’idea, ma dipende dagli spazi reali e dalla fattibilità. Su questo non posso fare promesse: noi dobbiamo dare risposte serie, non fare ‘scoop’”.
Tema mobilità: il cantiere del tram e la “voragine” a Via Acton. Che succede?
“I tecnici hanno verificato che all’ingresso della galleria, durante i lavori del tram, si è creata questa voragine. Da quello che mi è stato riferito – non ho ancora una relazione scritta – sembrerebbe esserci un problema idrogeologico: una falda, o meglio uno scarico di acque che scendono dalla parte alta. È diventato un vero e proprio torrente che ‘mangia’ il manto stradale.
Bisogna individuare da dove arriva e risolverlo: prima non succedeva. Probabilmente i lavori hanno smosso qualcosa nel sottosuolo, perché sono stati interventi impattanti”.
Capitolo parcheggi al Maradona: raffica di rimozioni e disagi. Si sta esagerando?
“Prima si esagerava in negativo: si parcheggiava dappertutto, in doppia, tripla, anche quadrupla fila. Era una situazione paradossale, e c’erano pure i parcheggiatori abusivi. Adesso, però, forse si sta esagerando al contrario: quando sono stato allo stadio per alcune verifiche mi sono reso conto che ‘stanno come falchi’, in modo davvero eccessivo anche in punti dove magari si poteva evitare la rimozione.
Attenzione: non dico ‘lasciate fare’, perché se ci sono le condizioni la macchina va rimossa. Però in alcune zone avrebbe avuto più senso verbalizzare e basta.
Il vero obiettivo è un altro: i parcheggi. Servono parcheggi interrati e bisogna anche controllare i parcheggi privati, perché ci sono prezzi allucinanti e va verificato quante auto tengono rispetto alla capienza autorizzata”.
Messaggio finale ai tifosi?
“Tenere duro. È complicato quando ti remano contro anche dentro la tua Regione, ma noi stiamo lavorando per portare risultati concreti. E sul Maradona l’obiettivo è chiaro: riqualificarlo, con risorse vere”.