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Paganini: “Italiano in pole! Piace molto ad ADL e può aprire un nuovo ciclo”

di Francesco Carbone

Paolo Paganini, giornalista ed esperto di mercato Rai, è intervenuto a 'Sabato Azzurro' su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Nelle ultime ore si è parlato di Italiano molto vicino al Napoli, il suo profilo è nella shortlist di Aurelio De Laurentiis. Che idea ti sei fatto? “Sapevo da alcune settimane che il presidente del Napoli, De Laurentiis, al di là dell’ormai probabile addio di Conte, avesse già individuato diversi candidati. Uno che sta prendendo sempre più quota è proprio Italiano. Italiano è un allenatore che piace molto a De Laurentiis: fa giocare bene le sue squadre e in questi anni ha maturato esperienza sia a livello nazionale che internazionale, prima con la Fiorentina e poi con il Bologna. È un tecnico che può aprire un nuovo ciclo. Il Napoli, al di là del mercato, sta pensando proprio a questo: ripartire con un progetto vincente, per essere protagonista sia in Italia che in Europa. Per quanto riguarda Sartori, rientra in questo stesso ragionamento. È uno dei migliori dirigenti italiani, anche se lo è certamente anche Manna. Sartori potrebbe lavorare insieme a Manna: è un profilo molto interessante, soprattutto per il suo modo di operare riservato, senza esporsi mediaticamente. Lavora nell’ombra con grande competenza ed è stato sicuramente attenzionato da De Laurentiis”.

Tu segui il calcio nazionale e internazionale da molti anni e conosci bene la storia di Antonio Conte. Ti ha sorpreso questo possibile divorzio dal Napoli o te lo aspettavi, visto il suo percorso nelle precedenti esperienze? “Guardando la storia di Conte, non è un allenatore da contratti lunghi: lo dimostra il suo percorso professionale. A Napoli, però, quest’anno ha avuto la sfortuna di affrontare molti infortuni. Secondo me il Napoli era la squadra più attrezzata per vincere lo scudetto. Sfortuna o anche responsabilità? Bisogna capire il rapporto tra staff tecnico e staff medico, perché la gestione degli infortuni è sempre condivisa. Situazioni simili non sono nuove nella carriera di Conte, ma ogni contesto va valutato singolarmente. L’emergenza infortuni a Napoli ha inciso molto sul campionato. Conte, come sempre, è arrivato a un bivio: è un allenatore che chiede una “lista della spesa” chiara. Il Napoli la scorsa estate ha fatto un mercato importante, con investimenti e ingaggi rilevanti, ma poi a gennaio c’è stato un blocco del mercato che ha sorpreso. Se in estate puoi investire e poi a gennaio ti fermi, qualcosa evidentemente non ha funzionato nella programmazione. Inoltre, dopo pochi mesi, c’è stata anche una modifica regolamentare nella direzione che il Napoli aveva richiesto. Questo rende ancora più complesso il quadro. Oggi il club si trova con diversi giocatori importanti da valutare: De Bruyne, Lobotka, Spinazzola. È una fase di transizione, ma bisogna mantenere alto il livello tecnico. È possibile che le richieste di Conte siano entrate in conflitto con le esigenze di bilancio della società”.

Tra le critiche fatte a Conte c’è quella di non aver valorizzato maggiormente alcune soluzioni offensive e alcuni giocatori. Italiano potrebbe invece rappresentare un profilo più adatto a sintetizzare esigenze tecniche ed economiche del club? “Italiano lo conosco bene dai tempi dello Spezia, dove ha compiuto due imprese: la promozione dalla Serie B alla Serie A e poi la salvezza in A nonostante il mercato bloccato. È un allenatore che valorizza molto la rosa a disposizione e non ha paura di lanciare i giovani. Se un giovane è valido, gioca. Non guarda gerarchie o status dei senatori. Lo ha dimostrato anche quest’anno con il Bologna. Crede nel lavoro, nei giovani e nel materiale che ha a disposizione, e sa valorizzarlo molto bene. In questo senso sarebbe un profilo coerente con una programmazione sostenibile. Poi il Napoli potrebbe fare anche altre scelte: si è parlato ad esempio di Mancini, che però potrebbe anche essere un candidato forte per la Nazionale. Se De Laurentiis ha individuato questo tipo di profilo, è perché vuole costruire un progetto equilibrato e sostenibile, ma comunque competitivo”.

Che campionato è stato e cosa ci lascia in prospettiva? “A livello italiano è stato un buon campionato. Il Napoli, in particolare, ha avuto una stagione condizionata dagli eventi, ma nel complesso il livello è stato soddisfacente. Se il Napoli fosse arrivato all’ultima giornata a giocarsi lo scudetto con la rosa al completo, sarebbe stato un segnale importante. A livello europeo invece è stato deludente: le squadre italiane non hanno fatto una grande figura. Questo deve far riflettere. Serve un lavoro di crescita per colmare il gap con i principali campionati europei. Non è semplice, ma è necessario. E purtroppo anche il fatto che la Nazionale non si sia qualificata ai Mondiali è un ulteriore segnale: bisogna migliorare sotto molti aspetti”.


Paolo Paganini a Sabato Azzurro
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