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Panchina Napoli, Caporale: “Si parla di profili diversi, fatico a individuare linea chiara”

di Francesco Carbone

Il nostro opinionista Carlo Caporale, giornalista, è intervenuto a "Sabato sport" su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Siamo nel weekend dell’ultima giornata di campionato. Che significato ha Napoli-Udinese? “È una gara che chiude la stagione, un percorso complesso e ricco di difficoltà che abbiamo raccontato nel dettaglio. Nonostante tutto, il Napoli è riuscito a portare a casa risultati importanti: una Supercoppa poco prima di Natale e la qualificazione in Champions League, fondamentale per la programmazione futura. Potrebbe arrivare anche il secondo posto, che sarebbe comunque un traguardo significativo. Ora però si chiude un ciclo e si guarda già alla prossima stagione, che sarà quella del centenario, un appuntamento a cui il presidente De Laurentiis tiene molto”.

L’allenatore dell’Udinese ha dichiarato che la squadra ha già raggiunto l’obiettivo dei 50 punti ma che non vuole abbassare la guardia. Che tipo di partita ti aspetti? “Le gare di fine stagione sono sempre particolari e spesso imprevedibili. Quando gli obiettivi sono già stati raggiunti, può subentrare un calo di tensione, ma in generale abbiamo visto che molte squadre continuano comunque a giocare con impegno fino alla fine. L’Udinese arriva da una stagione altalenante: in alcune partite ha mostrato buone prestazioni, in altre meno brillantezza. Mi aspetto comunque una gara vera, anche perché entrambe le squadre hanno interesse a chiudere bene”.

Napoli-Udinese sarà anche l’ultima partita di Antonio Conte al Maradona. Che atmosfera ti aspetti e che tipo di saluto merita? “Credo che Conte meriti tutti gli onori del caso. Il suo lavoro è stato importante: uno scudetto, una Supercoppa e una squadra sempre competitiva, nonostante le difficoltà. È stata una stagione complicata, ma bisogna considerare anche il contesto. Il Napoli, in pochi anni, ha comunque ottenuto risultati straordinari, e non è qualcosa di scontato per chi non appartiene stabilmente al gruppo delle big storiche. Per questo motivo penso che domani il pubblico debba tributargli applausi e riconoscenza”.

Che tipo di allenatore dovrebbe avere il Napoli dopo Conte? E quale fattore sarà decisivo nella scelta? “L’allenatore dovrà essere bravo a inserirsi subito nella realtà Napoli, sia dal punto di vista del gruppo squadra sia dell’ambiente. Deve capire rapidamente la piazza, le pressioni e le aspettative. Al di là delle qualità tecniche, servirà una forte capacità di adattamento immediato. Al momento, però, non ho una preferenza precisa. I nomi sono molto diversi tra loro - da Allegri a Italiano, da Sarri a Palladino - e fatico a individuare una linea chiara. Alcune candidature potrebbero anche essere più mediatiche che reali. Sarebbe utile maggiore chiarezza da parte della società per capire davvero la direzione”.

Si parla anche di una possibile offerta da 2 miliardi per il Napoli da parte di Matt Rizzetta. Che idea ti sei fatto? “Onestamente mi sembrano cifre molto elevate. Rizzetta è entrato nel calcio italiano con il Napoli Basket e il Campobasso, ma parliamo comunque di una realtà importante come il Napoli. Per un’operazione di questo tipo servirebbero risorse enormi e non solo per l’acquisto del club, ma anche per la gestione successiva e gli investimenti sul mercato. Al momento, così come viene raccontata, la notizia appare difficile da collocare. De Laurentiis ha sempre ribadito di non avere intenzione di cedere il club, soprattutto in una fase così delicata legata anche al centenario. Poi nel calcio tutto può succedere, ma oggi non vedo segnali concreti in questa direzione”.


Carlo Caporale a Sabato Sport
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