Panchina Napoli, Forgione: "Occhio alle sorprese, con ADL abituati ai colpi di scena"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Dopo due anni sarà separazione tra Antonio Conte e il Napoli. Ti sorprende questa notizia? Come l’hai presa?
“Sorprende nella misura in cui eravamo certi fino a due giorni fa, poi si è capito che evidentemente la barca si è indirizzata verso un’uscita e quindi in questo senso sorprende fino a un certo punto. Per quel che riguarda come l’ho presa, la prendo serenamente perché per me il progetto è il Napoli, è ciò che ha costruito il presidente in questi 15-20 anni. Va bene continuare con o senza Conte. Aspettiamo di vedere chi sarà il prossimo allenatore e poi capiremo quali saranno gli scenari”.
I nomi per la panchina sono Sarri, Allegri e Italiano. Chi vedi avanti?
“Vincenzo Italiano sembra un vecchio pallino di Aurelio De Laurentiis, ma secondo me in questo momento è un po’ retrocesso nelle gerarchie. Credo che si possa andare su Sarri, visto che è in uscita dalla Lazio. Pare questa la strada più percorribile. Non escluderei però colpi di scena: De Laurentiis negli anni ci ha abituati a sorprese improvvise”.
Cosa ha portato Conte verso questa scelta?
“Secondo me ci sono tre fattori. Il primo è che il presidente non è disposto a spendere quanto fatto l’anno scorso e Conte lo vive come un passo indietro. Il secondo riguarda il pubblico: una parte della tifoseria non apprezza il suo gioco e lui soffre queste critiche. Il terzo fattore riguarda stampa e ambiente, soprattutto per le polemiche sulla gestione dello spogliatoio. Credo che Conte pensi anche che il prossimo anno sarebbe difficile ripetere i risultati ottenuti”.
Pensi che la Nazionale possa aver inciso?
“Non credo sia stata influente nella decisione di lasciare Napoli. Poi magari la Federazione potrebbe convincerlo, ma non penso sia questo il motivo principale”.
La linea del Napoli sembra quella di ringiovanire la rosa. È un ridimensionamento?
“No, non parlerei mai di ridimensionamento. Il Napoli non vuole ridimensionarsi e ha la forza economica per continuare a investire. Il problema non è spendere tanto o poco, ma spendere bene. L’anno scorso si è speso male e il mercato ha lasciato qualche maceria. Adesso bisogna tornare ad avere idee giuste e valorizzare i capitali disponibili”.
Secondo o terzo posto cambierebbe il tuo giudizio sulla stagione?
“No, il giudizio ormai è consolidato. Il Napoli doveva fare meglio rispetto alle aspettative, ma poi si è capito che la squadra non era stata assemblata bene. Il vero peso negativo resta l’eliminazione dalla Champions League. Credo che De Laurentiis ci sia rimasto molto male, perché tiene tantissimo alla dimensione europea”.
Tre nomi da cui ripartire il prossimo anno?
“Il primo è De Laurentiis, il secondo è Manna che deve continuare il suo lavoro e il terzo è un prototipo di calciatore come Alisson: giocatori giovani, forti e funzionali. Il Napoli deve continuare ad acquistare bene, anche prendendo profili