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Paradiso: "Se Conte resta, dovrà cambiare qualcosa. Tifosi meritano soddisfazioni europee"

di Antonio Noto

Angelo Paradiso, ex giocatore del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): "Sono arrabbiato un po’ con il destino. Il Napoli ha dovuto preparare questa partita in tre giorni, in un gennaio infuocato e con tutte le defezioni che conosciamo. Sul campo, secondo me, ha meritato più del Como, che è venuto bello fresco e riposato dopo dieci giorni. A un certo punto ho pensato: vediamo se i rigori ci premiano. Invece no. Anche il cambio Lukaku–Hojlund, al di là della stanchezza, secondo me è stato fatto in previsione dei rigori. E poi chi sbaglia il rigore calciandolo fuori? Nulla contro Lukaku, per carità: il rigore è una lotteria. Però quest’anno, quando meritiamo di perdere o pareggiare, perdiamo o pareggiamo; quando meritiamo di vincere, a volte non vinciamo. Questo mi fa molta rabbia, anche per tutti i problemi che ci sono stati".

C’è qualche giovane promettente nel settore giovanile del Napoli che possa essere una sorpresa nell’immediato? Un nuovo Vergara, magari? "E un tema che mi sta a cuore. Il Napoli l’anno scorso era in Primavera 2, quest’anno è in Primavera 1: questo fa capire quanto si investa poco nel settore giovanile rispetto ad altre realtà come Roma, Atalanta o anche Cagliari. Un giovane che mi piace tantissimo è Paul Mendy, classe 2007, centravanti: una forza della natura. Però il problema è strutturale: bisogna investire di più in strutture e formatori, come fanno in Inghilterra, dove puntano molto sui settori giovanili e tirano fuori talenti che a 16-17 anni sono già profili internazionali. In passato il Napoli ha avuto talenti importanti: Paolo Cannavaro, Ciro Caruso (che purtroppo ha avuto tanti infortuni), Emanuele Troise, difensore di grande prospettiva. Oggi serve investire: invece di spendere 40 milioni su un giocatore già fatto, si potrebbero destinare 5-6 milioni al settore giovanile. Vergara non è 'giovane' ma 'inesperto': è un 2003. In Italia chiamiamo giovani giocatori di 23 anni, mentre in Premier a 16-17 anni già esordiscono".

Se il Napoli dovesse arrivare in Champions, come definiresti questa stagione: fallimentare o intermedia? Considerando che nel primo anno sono arrivati Scudetto e Supercoppa. "Non parlerei di stagione fallimentare. È stato vinto un trofeo, la Supercoppa, che comunque dà prestigio. Negli ultimi anni il Napoli ha conquistato diversi trofei contro squadre che hanno dominato per decenni. Però quest’anno ci sono stati errori, soprattutto nella preparazione: troppi infortuni, probabilmente legati ai carichi di lavoro. Se recuperiamo giocatori importanti, il Napoli può tornare competitivo. Vergara ha qualità importanti, tanto di cappello per quello che sta dimostrando. Io resto fiducioso, ma alcune scelte iniziali sono state sbagliate".

Il Napoli poteva fare qualcosa in più per chiudere la partita prima dei rigori? E su Vergara: si può avvicinarlo di più alla porta, visto che ha freddezza sotto rete? "Sì, il Napoli nel secondo tempo poteva fare qualcosa in più. Su Vergara: sta già giocando più vicino alla punta. Conte lo sta utilizzando sotto punta, con maggiore libertà offensiva, e questo gli permette di trovare più facilmente il gol. Ha qualità, entusiasmo e personalità. Lui la giocata la tenta sempre, non ha paura. Tanti giocatori hanno quasi timore di mister Conte, che dice: 'Occhio alla fase difensiva'. Ho sempre detto che il Napoli è un top club e da top club i ragazzi devono anche ragione da top player, perchè il Napoli sono anni che le coppe, ha vinto scudetto ed ha la tifoseria tre la migliori al mondo. Quindi mi aspetto anche dai giocatori che mettano personalità".

Antonio Conte sarà ancora l’allenatore del Napoli l’anno prossimo? "Gli allenatori che fanno la differenza in campionato sono pochi: Gasperini, Conte, Allegri, Spalletti. Se Conte resta, dovrà cambiare qualcosa, soprattutto nella preparazione e nella gestione dei carichi, perché le coppe richiedono intensità e velocità. Se invece dovesse andare via, il Napoli dovrà scegliere un allenatore abituato alle competizioni internazionali. I tifosi meritano anche soddisfazioni europee: una semifinale o una finale di Champions sarebbe qualcosa di straordinario. Negli ultimi anni il Napoli è stato protagonista in Italia, ma ora serve crescere anche in Europa".


dal canale ufficiale YouTube di Tutto Napoli


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