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Parlato: "20 anni dopo siamo punto e a capo, forse è peggio di Calciopoli!"

di Antonio Noto

Il giornalista Manuel Parlato è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video. Di seguito le sue dichiarazioni.

Qual è il tuo pensiero nei confronti di questo che potrebbe essere un nuovo terremoto per il calcio italiano?

"Ma guarda, c'è poco da dire. La cosa che francamente non mi torna, guardando e leggendo un po' i capi di imputazione, innanzitutto, vabbè, la cosa chiara e da chiarire è il fatto che Rocchi era presente a Lissone durante il Venezia-Parma e soprattutto si sia agito in quella maniera lì. Perché il video fa capire che ha interferito, c'è un'interferenza illegittima da parte di Rocchi, poi sarà chiarito. Questo è un aspetto assolutamente principale, secondo me, per il quale il capo degli arbitri si è messo da parte, si è fatto da parte. Poi bisognerà chiarire queste presunte riunioni a San Siro, a cui era presente. La cosa che mi lascia un po' perplesso è il fatto che ci sia indagato un corrotto ma non ci sia indagato un corruttore. Questa, secondo me, è la domanda che ci dovremmo porre un po' tutti per quanto riguarda i capi di imputazione."

Nel campionato scorso ci sono stati realmente arbitraggi favorevoli all’Inter? E cosa emerge dal sistema VAR?

"Sì, però è chiaro che nel campionato scorso capire se ci sono realmente stati questi arbitri favorevoli all'Inter: questi sono gli aspetti da chiarire. Poi, che ci sia stato dietro un sistema marcio, dove c'era melma, dove c'era un malfunzionamento, dove c'era una sudditanza psicologica nei confronti del VAR da parte degli arbitri, questo lo pensavamo tutti, lo vedevamo in ogni partita. Era un sistema che non funzionava e questo ce ne eravamo accorti tutti. Poi capiremo che cosa succederà. È chiaro che potrebbe succedere un terremoto, potrebbero aprirsi degli scenari importanti, magari per riscrivere eventualmente classifiche, per punire i responsabili. Questo non lo sappiamo, secondo me siamo all'inizio di questa tragedia, di questo scandalo che colpisce il calcio italiano, già falcidiato dalla non partecipazione al Mondiale. Secondo me è la punta dell'iceberg rispetto al malfunzionamento VAR-arbitri. L'abbiamo visto anche a Bergamo nel corso di Atalanta-Napoli e lo abbiamo denunciato. Il problema è che c'è un malfunzionamento del quale forse il primo a denunciare in assoluto è stato proprio Antonio Conte. Dopo quel famoso Napoli-Inter, secondo me, parlando di questo campionato, il Napoli è stato danneggiato in Napoli-Verona e Napoli-Parma ed è andato a giocare lo scontro diretto a Milano con uno svantaggio considerevole. Vedremo cosa succederà, ma siamo di fronte all'ennesimo scandalo che fa perdere definitivamente la credibilità del calcio italiano agli occhi del mondo."

È possibile una pressione politica su questa vicenda e un cambiamento ai vertici arbitrali?

"Chiaramente Rocchi si è autosospeso, così come Gervasoni, però evidentemente il calcio italiano ha bisogno di una rivoluzione non solo nelle regole ma anche nelle persone all'interno dei vertici arbitrali. Lo dicevamo anche dopo Calciopoli: pensavamo che fosse migliorato, invece no, sono stati cambiati gli uomini ma non il sistema, anzi è peggiorato. Il problema non è cambiare gli uomini, è cambiare il sistema, il funzionamento, il modo di gestire. Questa è la verità. Se cambi solo gli uomini vuol dire che le cose vanno bene. Pensavamo così dopo Calciopoli e invece vent'anni dopo siamo punto e a capo. Forse è ancora peggio, perché sono dinamiche diverse ma se le indagini saranno confermate è una situazione grave. La giustizia sportiva già sappiamo che faceva acqua da tutte le parti e lo abbiamo visto con l'archiviazione. Bisogna cambiare il sistema, altrimenti tra qualche anno saremo di nuovo qui."

Che Napoli hai visto nella vittoria contro la Cremonese?

"Sì, assolutamente. Era difficile, non era scontato che il Napoli dopo la batosta con la Lazio dovesse vincere e brillare così contro la Cremonese. Invece ha dimostrato di poter trovare un equilibrio. I quattro non hanno funzionato non per qualità ma per equilibrio, mentre con De Bruyne messo nelle condizioni giuste, McTominay e Alisson Santos utilizzato meglio, la squadra ha reso di più. E poi il ritorno di Rrahmani è fondamentale per la gestione del possesso e la costruzione dal basso. È un giocatore indispensabile, permette ai compagni di stare più tranquilli ed è un leader. È stato un ritorno importantissimo per l'equilibrio della squadra."

Quanto incide il ritorno di Rrahmani anche per Buongiorno e la fase difensiva?

"Assolutamente, Buongiorno nei panni di Rrahmani fa un po’ fatica nella costruzione perché è un giocatore diverso, più marcatore. Con Rrahmani invece la difesa migliora sia nella fase di non possesso sia nella costruzione dal basso, dando tranquillità a tutta la squadra. E poi c'è il caso Anguissa, che non si è mai scaldato: probabilmente una scelta tecnica, ma non semplice da digerire per il giocatore."

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Manuel Parlato a Domenica Azzurra
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