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Parlato: "Tenere De Bruyne e cedere Vergara può essere una contraddizione"

di Fabio Tarantino

Manuel Parlato, giornalista, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Spesso si dice che Massimiliano Allegri è un po' un facsimile di Antonio Conte, tu sei d'accordo con questa dicitura?

“Io penso che facsimile non si può mai dire, sicuramente è uno che ha basato le sue partite su aspetti diversi, su aspetti che hanno caratterizzato un po' il suo percorso di gioco, però possiamo dire che è stato comunque un vincente, e quindi poi magari non è riuscito a fare quello che voleva negli ultimi tempi, non è riuscito a fare qualcosa di importante negli ultimi tempi, ma ha fatto cose importanti sia a livello nazionale che internazionale. Di Champions io vedo che è stata fatta la scelta, e poi secondo me è una scelta sulla quale ci ha messo la firma, e soprattutto lo ha voluto fortemente il direttore sportivo che lo conosce molto bene, quindi da questo punto di vista sarà il loro lavoro necessario per cercare di ristabilire un po' determinati equilibri di un mercato che l'anno scorso non sono andati bene, dobbiamo dire la verità, ma non per una questione di scelte o di investimenti, ma per una questione proprio di adattamento di alcuni calciatori, e io parlo di adattamento da un punto di vista personale più che tattico, perché se vogliamo parlare di due giocatori che hanno fallito la stagione, Lang e Luca sono stati i due giocatori più pagati, oltre a Højlund che è stato un ottimo acquisto, però dobbiamo dire che è stato un flop da un punto di vista personale, ma non tecnico, perché non sono riusciti ad adattarsi. Luca ha bucato anche l'altra occasione al Nottingham Forest, forse deve fare un attimino un bagno di umiltà e ritornare a Napoli con una certa testa che non ha avuto secondo me. Deve partire da qui la rinascita del calciatore. Non è che un allenatore può trasformarlo nuovamente in un calciatore importante, deve partire dal calciatore così come ha fatto anche Lang, che forse negli ultimi tempi stava cambiando testa. Io penso che sia stato più un problema comportamentale dei due calciatori, di umiltà, di mettersi in gioco, di mettersi a disposizione di una squadra che aveva appena vinto il campionato, quindi io dico che la bocciatura di questi due calciatori è arrivata a Napoli. Adesso secondo me dipenderà molto da loro, perché non è che l'allenatore può cambiare le caratteristiche di un calciatore, quelle rimangono, il problema è più mentale che tecnico.”

Uno dei temi è quello tecnico-tattico: secondo te potremmo vedere una nuova versione di Allegri che cambi anche la sua identità di gioco e rispecchi il valore del Napoli? Anche sul modulo?

“Tutto può essere, però il modello di gioco è quello, l'identità è quella, quindi c'è poco da ragionare. Anche sul modulo ci possono essere dei meccanismi che possono far giocare una squadra diversamente da un'altra, avere un giocatore in più e dare maggiore offensività, ma io penso che il sistema di gioco di Massimiliano Allegri ce l'abbiamo tutti quanti ben presente. Quello è il marchio di fabbrica che gli ha permesso comunque di vincere, a prescindere. Poi che piaccia o non piaccia, questo è un altro discorso, perché non dobbiamo pensare alla bellezza del gioco, ma soprattutto ai tifosi. Io voglio anche capire che magari gli addetti ai lavori possono giudicare se una squadra è bella o meno bella, ma io penso che al tifoso debba interessare soprattutto se il Napoli vince o perde. Poi il discorso del bel gioco è un'altra storia. Non penso che il tifoso vada allo stadio per divertirsi. Quindi andare a cercare il bel gioco e poi magari ci troviamo senza vincere nulla è un discorso che, con questi chiari di luna del nostro campionato, mi sembra eccessivo. Secondo me la scelta di Massimiliano Allegri è una scelta giusta da un punto di vista aziendale. Poi il suo gioco non cambierà. Potrebbe cambiare rispetto ad alcuni giocatori, per esempio Kevin De Bruyne può cambiare il modo di giocare del Napoli in qualche modo, soprattutto nel reparto offensivo. È un calciatore che può creare occasioni da gol. De Bruyne è nato per fare quello, non solo per segnare ma soprattutto per creare. Quindi può cambiare le caratteristiche di una squadra di Allegri o di qualsiasi altra squadra. Poi sarà la società che deciderà se tenerlo oppure no. Ma mi sembra una contraddizione pensare di tenere De Bruyne e poi cedere Vergara. Il Napoli dovrà fare un lavoro di recupero dei giocatori che tornano, capire chi può restare e poi chiudere il puzzle con due o tre acquisti mirati per rendere la squadra competitiva anche nella prossima stagione.”


Manuel Parlato a Napoli Talk
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