Parlato: "Troppe critiche a Conte, il Napoli perde una garanzia! Ora tante incognite..."
Manuel Parlato, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: “Pisa-Napoli? Era una partita dal risultato abbastanza scontato. C’era soltanto da conquistare la certezza aritmetica della Champions League e chiudere un discorso che dopo Bologna qualcuno aveva rimesso in discussione. Basta ascoltare quello che ha detto Luciano Spalletti dopo la qualificazione della Juventus per capire la dimensione di questo risultato. Pensate se Conte fosse arrivato in conferenza stampa dicendo che l’Europa League non sarebbe stata un dramma: sarebbe scoppiato il putiferio. Stiamo parlando invece di un biennio che il Napoli non viveva praticamente dai tempi di Maradona: Scudetto, Supercoppa, secondo posto e due qualificazioni consecutive in Champions League. È qualcosa di enorme. Eppure si continua a sottovalutare tutto questo parlando soltanto di bel gioco. Io invece guardo ai risultati. Squadre come Milan e Juventus hanno fallito clamorosamente la stagione pur avendo rose importantissime. Il Napoli invece, pur con 42 infortuni e mille difficoltà, è arrivato davanti a tutti loro”.
Quanto hanno inciso gli infortuni e le difficoltà stagionali sul rendimento della squadra?
“Enormemente. Il Napoli non ha mai avuto la rosa al completo. La difesa titolare praticamente non ha mai giocato insieme, tanti calciatori sono rientrati soltanto adesso e non ancora al massimo della condizione. Poi certo, qualcosa è stato sbagliato sul mercato, soprattutto a gennaio, e il percorso in Champions è stato deludente. Su questo siamo tutti d’accordo. Però bisogna anche guardare il bicchiere mezzo pieno. Le altre italiane in Europa non hanno fatto molto meglio: hanno passato un turno in più e poi sono uscite contro squadre come Bodo/Glimt o Galatasaray. Per questo io continuo a dire che il lavoro di Conte va valutato nel complesso. In una stagione piena di problemi il Napoli ha comunque chiuso al secondo posto e riportato il club in Champions League”.
Le parole di Conte sul futuro ti sono sembrate quelle di un allenatore vicino all’addio?
“La sensazione sì, sinceramente sì. Riascoltando le sue parole mi sembrano dichiarazioni che lasciano presagire una separazione. Conte ha detto chiaramente che il confronto con De Laurentiis c’è già stato e che alcune cose sono state dette. Quando un allenatore parla in quel modo, difficilmente è un caso. Poi il calcio ci ha insegnato che tutto può cambiare da un momento all’altro. L’anno scorso sembrava destinato a tornare alla Juventus e invece è rimasto a Napoli. Però oggi mi sembra una situazione diversa. Secondo me l’ambiente si è un po’ avvelenato quest’anno. Le critiche sono state tante e spesso non costruttive. Ecco perché penso che in questo momento ci sia aria di chiusura, ma senza polemiche o strappi. Un addio sereno, eventualmente, tra due persone che comunque si rispettano”.
Quanto sarebbe pesante perdere Conte in questo momento?
“Secondo me tantissimo. Se il Napoli perde Conte perde una garanzia. Puoi discutere il gioco, puoi discutere alcune scelte, ma il risultato finale resta lì: Scudetto, Supercoppa, secondo posto e Champions League. Io credo che con Conte il Napoli abbia raggiunto in questi due anni un livello di competitività che si era visto soltanto negli anni di Maradona. Per questo penso che l’ambiente debba stare attento. Perdere Conte significherebbe ripartire da zero, con un nuovo progetto, un nuovo allenatore e tante incognite. Con lui invece sai che anche in una stagione difficile puoi comunque competere ad altissimo livello”.
Può davvero entrare in gioco l’ipotesi Nazionale?
“Secondo me è uno scenario successivo. Prima bisogna capire cosa succederà tra Conte e De Laurentiis. Se davvero dovesse esserci la separazione, allora il discorso Nazionale potrebbe diventare concreto, soprattutto nel caso in cui Malagò dovesse vincere le elezioni federali. Ma oggi credo che Conte non abbia alcuna fretta. Se lascia Napoli potrebbe anche restare fermo per un anno. È uno che non sente la necessità di allenare per forza subito. Per questo penso che il futuro della Nazionale sia eventualmente un discorso da affrontare più avanti. Prima bisogna capire se davvero finirà l’avventura con il Napoli”.