Pastore: "Conte può diventare un programma elettorale per il futuro presidente Figc"
Giuseppe Pastore, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Conte è l’allenatore che più di tutti ha unito gli italiani nel ricordo positivo della Nazionale. Dopo Marcello Lippi, forse anche più di lui, non c’è tifoso che abbia un’opinione negativa sul suo biennio. Non è un allenatore ‘vecchio’: è il contesto che può far sembrare vecchio un tecnico. Se la struttura non funziona, anche il migliore può andare in difficoltà".
Le parole di Aurelio De Laurentiis sorprendono?
"Non più di tanto. Dopo Bosnia-Italia era già chiaro che, stavolta, De Laurentiis non avrebbe fatto muro. Se Conte ha risposto in quel modo, è perché sa di avere una certa apertura. E credo che il Napoli si stia muovendo da tempo per farsi trovare pronto in ogni scenario".
C’è davvero un’idea concreta dietro il nome di Conte?
"Penso che il suo nome possa diventare quasi un ‘programma elettorale’ per il futuro presidente federale. Ma prima bisogna capire chi guiderà la Federazione. Poi si potrà parlare seriamente dell’allenatore".
Napoli-Milan: messaggio all’Inter?
"Il messaggio dipende dall’Inter. Però è evidente che la presenza di Conte metta pressione: più che il Napoli, è Conte a creare timore sportivo. Se gli azzurri vincono a Parma, l’Inter giocherà con più pressione. Ma se il distacco resta ampio, il campionato è chiuso".
Decisivi i cambi: merito di Conte?
"Sì, Conte ha fatto i cambi migliori e soprattutto al momento giusto. Il Napoli ha preparato la gara sapendo che si sarebbe sbloccata nella seconda parte. E infatti è arrivato un gol da grande squadra contro una difesa molto organizzata".
Il gol decisivo e il peso di Politano
"È stata un’azione difficile, costruita con qualità. Matteo Politano ha un rapporto speciale col Milan: ha segnato tantissimo contro i rossoneri. Ma più in generale il Napoli ha trovato il guizzo giusto quando serviva".
Un Milan troppo rinunciatario?
"Non è stata la peggior prestazione, ma è il trend degli ultimi mesi: una squadra che crea poco e ottiene pochissimo dagli attaccanti. Il sistema di gioco è diventato un po’ asfittico e anche la condizione di molti giocatori non aiuta. Serve una ristrutturazione offensiva".
Il precedente storico: rimonta possibile?
"È successo nel 1999, con il Milan che rimontò la Lazio vincendo tutte le ultime gare. Ma erano condizioni diverse: calendario più difficile e impegni europei per la Lazio. Qui l’Inter deve semplicemente gestire e vincere qualche partita per chiudere il discorso".