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Pastore: "Squadra consumata da Conte, club spera rinunci al contratto. Su Sarri..."

di Antonio Noto

Giuseppe Pastore, giornalista di Cronache di Spogliatoio, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Il Napoli si è inserito da solo nella bagarre Champions: che idea ti sei fatto?
"Il Napoli è caduto vittima della stanchezza, soprattutto mentale, come molte squadre in questo finale di stagione. È curioso che i due allenatori che meno sono riusciti a impedire alle squadre di lasciarsi andare siano Allegri e Conte, due che di situazioni ne hanno viste tante. Questo dà anche il senso del tempo che passa. Il Napoli ieri è stato tutto tranne che contiano. Mi sembrava una delle cose più lontane dall’idea di calcio di Conte."

Ti ha colpito la reazione di Conte dopo il 2-2?
"Mi ha colpito l’esultanza di Conte sul 2-2, quasi da gara da Scudetto, quasi a voler svegliare una squadra che nel primo tempo era piuttosto addormentata. Però quella reazione non ha avuto seguito, perché il Napoli si è fermato e sembrava accontentarsi di un pareggio che comunque serviva ad avvicinarsi all’obiettivo."

Cosa ti ha colpito del Bologna?
"Il Bologna è una squadra leggera, tranquilla, senza obiettivi e con tanti giocatori di talento. Alla fine ha fatto gol anche in maniera piuttosto banale. Ho perso il conto dei gol che il Napoli ha subito dal centro dell’area di rigore quest’anno, che era un fortino inespugnabile. Sul gol di Rowe, al novantesimo, su quella palla bisogna andarci con cattiveria feroce, che al Napoli è mancata fin dall’inizio."

Che sensazione hai sul futuro di Conte?
"Le parole tra le righe dei dirigenti del Napoli sembrano quasi sperare che sia Conte a rinunciare al terzo anno di contratto. Il terzo anno esiste ed è un tema che frena un po’ la ricerca del Napoli, a meno che Conte non abbia già comunicato in privato le sue intenzioni. Però al di là dei contratti c’è proprio questo senso di fine della storia che si respira in ogni partita. Conoscendo la carriera di Conte, è uno scenario che si poteva immaginare."

Credi che la squadra sia arrivata a saturazione con Conte?
"Sinceramente sì, pur non vivendo dall’interno lo spogliatoio. Però è la storia di Conte, non giriamoci intorno. È successo alla Juve, è successo all’Inter, è successo in Inghilterra. In nazionale meno, perché ovviamente c’è meno tempo di frequentazione. Forse in questo momento della sua carriera Conte troverebbe molto senso andando in nazionale, chiaramente abbassando le pretese economiche. Per il suo modo di lavorare, che rischia di essere un po’ superato, dopo due anni la squadra è consumata. Credo che anche questo Napoli sia consumato."

Hai definito “balneare” la prestazione del Napoli.
"Perché Conte non è uno che si fa rilassare. Non esiste. Non è mai sceso sotto gli 80 punti in campionato, non è mai sceso sotto il secondo posto. Anche le rare volte in cui non ha vinto ha tenuto dritto fino alla fine. Questo finale è tutto tranne che contiano. Pareggi con la Lazio, vai a Como e quasi non ti rialzi, perdi col Bologna, una squadra senza obiettivi. Mi fa pensare che il ciclo sia finito."

Il bilancio di Conte al Napoli resta comunque positivo?
"È un allenatore che non è finito e che non va salutato da Napoli con negatività o malanimo. Ha riportato al Napoli lo Scudetto dal decimo posto. Quando si arriverà ai bilanci la tentazione sarà giudicare solo il finale, ma se uno si limita al finale è chiaro che il finale è in tono minore."

Ti preoccupa un eventuale terzo anno forzato con Conte?
"Sì, perché già quest’anno, in cui è stato soddisfatto, si è lamentato. Il Napoli ha speso tanto e abbastanza bene con i soldi di Osimhen e Kvaratskhelia, che non avrà l’estate prossima. Anzi, dovrà gestire una serie di giocatori di rientro come Lucca e Lang, che con Conte non hanno trovato spazio. È la storia di Conte: vive il calcio in maniera molto intensa, chiede tantissimo e dà tantissimo. Dopo due anni nel calcio di oggi, in cui tutto va a velocità tripla rispetto al passato, non ce la fai più."

La Nazionale può essere una soluzione naturale per Conte?
"Secondo me sì. Mi pare una soluzione quasi naturale, quasi logica. Penso che la Nazionale possa pensare a lui. Mi sembrano un po’ in calo le quotazioni di Allegri per il modo in cui sta chiudendo la stagione. Altri nomi, da Mancini a Pioli, non convincono. Conte è un nome molto forte, anche se dovrebbe ridursi un po’ l’ingaggio."

Italiano può essere un profilo da Napoli?
"Italiano è molto migliore di quello che si legge sui social. Ha dei limiti di esperienza e di gestione di uno spogliatoio che va per la vittoria, perché nessuna squadra in cui è stato gli ha chiesto di vincere. Però ha vinto una Coppa Italia, ha fatto ottime stagioni a Firenze e a Bologna. Non ha mai sbagliato una stagione e non è mai stato esonerato. È un allenatore sulla scia di Conte per atteggiamento e mentalità, ma darebbe una spinta più offensiva alla squadra."

Sarri può essere il piano B?
"Secondo me Sarri è un ottimo piano B. De Laurentiis punta in alto e, se quell’obiettivo non accetta, si va su un piano B. Sarri, cavallo di ritorno, potrebbe essere accettabile. Però un ciclo nuovo che riparta dal post-Conte dovrebbe essere affidato a un allenatore più giovane, in parabola ascendente. Italiano, Farioli, Palladino: scegliete voi. Sarri è una storia che torna più per mancanza di alternative, ma secondo me non si dovrebbe mai tornare nei luoghi in cui si è stati felici."

Il calcio italiano dovrebbe guardare di più agli allenatori giovani?
"Secondo me sì. In Serie A i tre migliori allenatori dell’anno sono tre quarantenni: Chivu, De Rossi e Fabregas, scegliete voi l’ordine. Ci sono tanti allenatori giovani che funzionano bene. Bisogna alzare la testa e guardarsi intorno. Soprattutto si aggiornano ed evolvono continuamente. Il curriculum conta fino a un certo punto."


Giuseppe Pastore a Napoli Talk
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