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Pastore su Alisson: "Piccolo colpo di fulmine! Pensavo fosse solo da ultima mezz’ora"

di Antonio Noto

Giuseppe Pastore, giornalista di Cronache di Spogliatoio, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).

Per la prima volta si può parlare anche di abbondanza per il Napoli, anche se si è infortunato Vergara, quindi il solito grande hotel: gente che entra, gente che esce. "Di sicuro è il momento in cui il Napoli si sta ritrovando almeno nella forma in cui era stato pensato a inizio estate, con i suoi giocatori migliori. L’altro giorno riflettevo su quanti giocatori abbiamo dimenticato del Napoli: c’è David Neres, un giocatore su cui il Napoli ha vinto l’unico trofeo stagionale e che ormai è fuori e ce ne siamo quasi dimenticati, così come di Rrahmani, Di Lorenzo, titolarissimi a oltranza che sono fuori e in alcuni casi rimarranno fuori ancora per qualche tempo. Questo mi fa pensare che il Napoli ha una forma base che l’anno prossimo, anche se non toccasse nulla, rimarrebbe come squadra da scudetto. È una rosa comunque di livello altissimo e che è stata probabilmente vittima di una serie di errori anche di programmazione stagionale che hanno portato a questa serie di infortuni e di risultati altalenanti. Adesso che il Napoli deve raccogliere energie per il rush finale, che difficilmente lo porterà più su del secondo posto secondo me, ma comunque in una tranquilla zona Champions senza avere affanni finali di volate che è meglio evitare, il Napoli ha assolutamente messo bene la partita di venerdì. Nei suoi limiti ribadisce che il Napoli c’è ancora con la testa pienamente, ha giocatori che comunque, anche se sono seconde linee, stanno bene. Penso che non dovrebbe avere problemi a mantenere quel distacco di 5-6-7 punti che dovrebbe tenerlo al riparo da brutte sorprese nelle ultime giornate".

Con l'infortunio di Vergara, forse perde qualcosa anche la Nazionale? "Sì, non so se sarebbe stato convocato perché siamo in una zona del campo in cui sono tanti i candidati e le partite sono poche, sono due. Non si possono convocare troppi giocatori. Però poteva essere un’occasione. Mi sembrava in leggera flessione, ma comunque era un giocatore che si stava ben comportando da qualche settimana. Speriamo che sia per giugno, diciamo che speriamo sia un arrivederci alla nazionale".

Secondo te Gennaro Gattuso lo avrebbe convocato? "Secondo me era possibile. I convocati saranno 25-26 e per 23 di questi sono già fatti, perché sono il gruppo storico. Poi c’è la porta aperta per un paio di ultime ore: tipo Pulisic, tipo Federico Chiesa, che è un giocatore che potrebbe rientrare, Zaniolo… e tra questi ci poteva stare anche Vergara. È un ruolo in cui non è facile trovare spazio, soprattutto se si va verso il 3-5-2, però a partita in corso poteva essere utile anche con un cambio di modulo. Secondo me erano poche le possibilità che venisse convocato, ma ci poteva stare. Così come ci potrà stare se rientrerà a maggio o in prospettiva dei Mondiali".

Parlando ancora del Napoli: siamo sicuri che debba solo guardare indietro? Oppure può guardare anche avanti? L’Inter o il Milan? "L’Inter ha 11 punti di vantaggio. Questo vuol dire che il Napoli intanto deve farne 30 per cominciare e che l’Inter deve farne 18. Sinceramente l’Inter affronta un calendario in cui affronta 10 squadre che ha già battuto anche all’andata. L’Atalanta, per dire la prossima, l’Inter l’ha battuta nove volte nelle ultime nove partite e nelle ultime cinque non ha subito gol. Trovo difficile pensare che possa perdere molti punti. Il Napoli non penso ormai abbia più chance reali. Servirebbe un filotto che il Napoli quest’anno non ha mai fatto: non è riuscito a infilare una striscia di 8-9 vittorie di fila. Però il calendario è un po’ più morbido perché ha già incontrato Roma, Inter, Juve e Atalanta. Guardare avanti può aiutare a concentrarsi e fare quei punti che servono per stabilizzarsi in zona Champions, ma non parlerei più di scudetto".

Volevo soffermarmi sull’esplosione di Alisson Santos: quattro gare in Serie A, due gol, tre da titolare. Che impressione ti sta facendo anche considerando il valore economico del cartellino? Il diritto di riscatto è a 16 milioni. "Per me è stato un piccolo colpo di fulmine. La mezz’ora finale con la Roma è quella in cui l’abbiamo scoperto tutti. Pensavo potesse essere un giocatore da ultima mezz’ora anche nella visione del calcio di Conte. Poi gli infortuni e il fatto che si sta ben comportando lo hanno messo ormai in pianta stabile tra i titolari. Questa specie di Neres di fascia invertita ha quella vera energia, quella facilità di dribbling e di corsa che sono merce rara in Italia. Vedere un giocatore che salta l’uomo oggi quasi sorprende, ma sono giocatori che hanno una brillantezza e anche una certa incoscienza positiva che li aiuta a diventare un fattore".

Il Napoli l’anno scorso ha vinto lo scudetto con 82 punti. Se vincesse tutte le ultime 10 partite arriverebbe a 86 ma forse non basterebbe. Questo Napoli vale quei punti? "Detto che non è facile vincerle tutte, il Napoli vale quei punti lì. Sarebbe comunque un buonissimo campionato, sporcato da una Champions disastrosa che è stata affrontata male. Se il Napoli chiudesse intorno agli 80 punti sarebbe comunque una stagione sulla sufficienza. Arrivare secondo, terzo o quarto cambia poco anche economicamente: l’importante è qualificarsi alla Champions. I compiti per il futuro sono chiari: migliorare la preparazione, gestire meglio le energie e affrontare meglio il doppio impegno".

Chance percentuali per l’Atalanta contro il Bayern? "Molto poche. Sarebbe già un successo restare in corsa dopo stasera. Spero che l’effetto stadio trascini l’Atalanta come con il Dortmund, ma il Bayern è una delle due o tre squadre più forti del mondo".


Giuseppe Pastore a Napoli Talk
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