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Pavarese ottimista: "Credo ancora allo Scudetto perché vedo un gruppo vivo!"

di Pierpaolo Matrone

Gigi Pavarese, dirigente sportivo, è intervenuto nel corso di "Cronache Azzurre" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Mercato? Io credo che le attenzioni di Manna e di Conte siano soprattutto legate al settore nevralgico del campo, cioè al centrocampo. Lì abbiamo qualche problema numerico. Sperando di poter recuperare al più presto qualche giocatore, credo che comunque le valutazioni principali siano fatte in quella zona del campo. In attacco, per esempio, penso che il recupero di Lukaku dia un po’ di tranquillità a Conte. Anche sugli esterni offensivi, se sono arrivati alla decisione di cedere Lang – al di là delle pressioni del ragazzo – significa che probabilmente hanno già individuato il profilo da inserire in organico”.

Però siamo ormai a fine gennaio e, a parte l’operazione Giovane, il Napoli non ha ancora chiuso grandi colpi. È un ritardo o una strategia?
“Io credo che sia stata una strategia. Probabilmente si è aspettato anche l’esito del percorso europeo per valutare gli investimenti immediati. Al di là del blocco o meno del mercato, penso che la società abbia le idee chiare, sia la proprietà sia i professionisti che lavorano all’interno. Sono convinto che metteranno a disposizione di Conte qualche altro elemento per questo finale di stagione, per difendere lo Scudetto e, quantomeno, centrare la qualificazione alla prossima Champions League”.

Secondo te il Napoli deve pensare solo al quarto posto o può ancora credere nello Scudetto?
“Il segnale lanciato da Juan Jesus dopo il Chelsea è importantissimo. Quando dice che puntare solo al quarto posto è troppo poco per la qualità di questo gruppo, vuol dire che lo spogliatoio ci crede ancora. E questa è la cosa fondamentale: che il gruppo continui a crederci. È chiaro che dobbiamo superare questo momento già dalla prossima partita. Stiamo pagando gli infortuni, l’esiguità della rosa e il fatto che da un mese giocano sempre gli stessi. Abbiamo perso qualcosa anche in termini di attenzione, oltre che di freschezza fisica. Però io ci credo ancora, e credo sia un bel segnale che uno dei leader dello spogliatoio come Juan Jesus dica certe cose”.

L’assenza di Anguissa pesa tantissimo. Serve un altro Anguissa sul mercato?
“Un altro Anguissa non lo trovi. Al massimo puoi prendere un vice. È stato un giocatore determinante nello scacchiere di Conte ed è cresciuto tantissimo con lui. Speriamo di recuperarlo il prima possibile, perché credo che, al di là degli aspetti tecnico-tattici, la sua presenza avrebbe permesso anche a McTominay di rifiatare di più. Secondo me, con l’assenza di Anguissa, il Napoli ha perso almeno tra i cinque e gli otto gol stagionali, combinando i suoi con quelli di McTominay. E quei gol, in termini di punti, avrebbero potuto significare una classifica diversa, sia in campionato sia magari in Champions”.

A proposito di Champions: il Napoli campione d’Italia è uscito al primo turno, come non accadeva da 25 anni. Dobbiamo abituarci a un Napoli ridimensionato in Europa?
“La delusione è tanta, ma se analizziamo bene il percorso, non è stata l’ultima partita a sancire l’eliminazione: purtroppo la qualificazione l’abbiamo buttata via prima, in altre gare. Detto questo, il livello raggiunto dalla società e dalla squadra a livello internazionale ci impone di pensare in grande. Il Napoli è una grande squadra e ha un grandissimo allenatore, se non il migliore al mondo sicuramente tra i primi cinque. Conte è il primo che, se si rende conto di aver sbagliato qualcosa, cerca subito di rimediare. Io non credo che abbia sbagliato: siamo stati solo sfortunati, attraversando un periodo complicato. Ma la compattezza del gruppo e l’abbraccio del Maradona a fine partita dimostrano che lo spirito è sano. La squadra è viva, caratterialmente forte, e già dalla prossima partita deve dare risposte importanti”.

Da ex dirigente, quanto incide davvero il direttore sportivo nella riuscita delle operazioni di mercato?
“Conta il portafoglio, certo, ma conta anche la stima che un direttore sportivo si costruisce nell’ambiente. Ognuno ha la propria personalità e il proprio modo di instaurare rapporti. Manna è un giovane che ha già acquisito padronanza del ruolo grazie alle esperienze precedenti. Nonostante l’età, ha già maturato una buona credibilità e credo che lo abbia dimostrato. Da questo punto di vista possiamo stare tranquilli”.

Ultima domanda: con una rosa ridotta e falcidiata dagli infortuni, quanta responsabilità ha oggi il Napoli nei risultati che verranno?
“La responsabilità è la stessa che aveva prima. È chiaro che il momento è difficile, ma le parole di Juan Jesus dimostrano la determinazione del gruppo e la voglia di reagire. Per ribellarsi a questo periodo negativo bisogna tornare a vincere. E il Napoli deve farlo subito”.

Un messaggio finale ai tifosi?
“Questo è il momento di restare compatti. La squadra è in difficoltà, ma è viva. E se è viva, può ancora dire la sua”.


Gigi Pavarese a Cronache Azzurre
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