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Petino: "McTominay è devastante in questa posizione! Prima era fuori ruolo"

di Davide Baratto

Il giornalista Pierpaolo Petino è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Ti ha sorpreso l'indagine sul sistema arbitrale che sta prendendo forma? Te l'aspettavi e dove porterà?

"Ho cercato sempre, anche nel mio ruolo come rappresentante dell'USSI, di evitare di lasciarmi andare a suggestioni rispetto ai torti contro il Napoli o alla classe arbitrale. Provo sempre laicamente ad analizzare cosa succede in campo. Detto questo, da giornalista ho raccontato anche il periodo di Calciopoli, ho letto gli atti giudiziari e ho verificato quanto il calcio sia stato compromesso per molto tempo da personaggi che hanno utilizzato la passione delle persone per questo sport e l'hanno trasformata in qualcosa di maleodorante, al punto da arrivare alle condanne e alla retrocessione di squadre che avevano teoricamente vinto. Sono anche tecnicamente portato a ritenere che un errore si possa commettere, che un arbitro non sia infallibile. Immagino ci sia fondamentalmente buona fede in linea generale. Ora, quello che sta accadendo adesso, le immagini che ho visto, sono cose che secondo me sono assolutamente accadute e che fanno parte di quel mondo legato a vicende che possono condizionare i risultati sportivi. Credo che questa cosa andrà avanti e se ne vedranno i contenuti ancora non del tutto rivelati. Nonostante tutta la buona fede e il voler giustificare gli eventuali errori, qualcosa di marcio c'è ancora in questo calcio italiano, che è sempre più noioso e qualitativamente scadente, ma addirittura ancora oggi vive di condizionamenti inaccettabili da parte di chi dovrebbe far rispettare le regole. Da cronista e appassionato di calcio lo trovo terribilmente avvilente. Ho sempre immaginato di poter parlare di calcio come di un mondo dove c'è l'errore umano, ma non c'è alla base l'imbroglio. Invece vediamo che le cose avvengono ancora, e in una maniera sfacciata."

Queste notizie non fanno bene al calcio, soprattutto considerando il problema del distacco dei giovani dal calcio italiano.

"L'età media degli appassionati di calcio è sempre più alta, i giovani che si avvicinano al calcio non guardano quello italiano. Ci sono ragazzi che giocano a calcio ma non lo guardano: sono derive e aberrazioni che fanno capire a che punto siamo arrivati. Vorrei fare una riflessione su quel Napoli-Milan che abbiamo visto recentemente allo stadio: il secondo contro il terzo in classifica, una partita che a definire orrenda è poco, priva di qualunque emozione, inchiodata a uno schematismo inaccettabile. Due degli allenatori più speculativi che esistano hanno prodotto qualcosa che non può piacere. Se avessi portato con me un bambino di cinque, sei anni a vedere per la prima volta una partita di calcio allo stadio, mi avrebbe chiesto di non tornarci più. Allenatori italiani con un'impostazione del tipo 'prima non prenderla' per 90 minuti, tutto a scapito dello spettacolo, creando le condizioni perché giocatori di 41 anni possano ancora dire la loro in questo calcio sempre più inutilmente compassato."

Chi ha visto Napoli-Cremonese ha assistito a tutt'altro spettacolo. L'assetto con McTominay in mediana e Alisson Santos in campo insieme a De Bruyne ha giovato, o vedi come componente principale i demeriti della Cremonese?

"McTominay è in una posizione strategica per il Napoli, che l'anno scorso si è giovato principalmente delle sue giocate. Se lo tieni nel cuore del centrocampo e gli permetti di partire da lontano e inserirsi tra le linee è devastante. La cosa che fa sorprendere è perché invece per un campionato intero lo si è tenuto in una posizione non sua. Alisson Santos è l'unico giocatore che salta l'uomo, crea profondità e superiorità numerica: lo tieni in panchina, lo metti una volta in campo, ti capita la Cremonese che non fa le barricate e vinci così. Però gli allenatori quando noi giornalisti facciamo domande sui moduli ridono, perché alla fine non è un problema di come li metti in campo. Il problema è sempre lo stesso: ogni allenatore ha un suo approccio alla partita, un suo piano gara. Se al tuo centrocampista chiedi di verticalizzare o giocare a due tocchi è un conto, se gli chiedi di dare la palla in orizzontale è un altro. McTominay lo metti lì in mezzo, trova spazio, punta la porta e tira tre, quattro, cinque volte da fuori area, che è la somma di tutte le volte che il Napoli ha tirato da fuori nelle ultime 15 partite. Quello che vorrei che cambiasse in questo paese è un modo di vedere il calcio che superi certi schemi. I ragazzi di oggi non reggono 90 minuti davanti a qualcosa, non vanno al cinema perché non reggono il cinema, guardano serie che durano 40 minuti. C'è bisogno di riproporre quella scarica di adrenalina: il calcio come è fatto adesso è difficile da vendere come prodotto."

Qual è il tuo pensiero sul futuro di Anguissa al Napoli?

"È uno di quei giocatori che, quando ha avuto qualche problema fisico, è entrato in un momento difficile con le strutture societarie. È molto rammaricato perché alla Coppa d'Africa con la sua Nazionale ha scoperto qualcosa che non sapeva riguardo alla propria condizione. Non ha ancora del tutto recuperato la fisicità, però è un giocatore di grande qualità, forte fisicamente, un centrocampista moderno con vocazione offensiva, uno che può farti gol. Privarsene non è proprio un'idea giusta. Detto questo, non credo che nei piani del Napoli ci sia qualcosa del genere. Conoscendo la ciclicità dei mercati di De Laurentiis, da quello che capisco l'anno prossimo sarà difficilmente un anno in cui si tornerà a mettere 200 milioni sul mercato. Si proverà probabilmente a ristrutturare un po' le condizioni economiche del club, e in questo sta probabilmente il primo punto di frizione con Conte. Ho qualche dubbio sulla posizione di Conte, che nel recente passato aveva dato l'idea di capire la dimensione complessiva del club. Resta l'incognita del centro sportivo e dello stadio, che avrebbero potuto dare una spinta in una certa direzione che anche Conte aveva alimentato, ma al momento non c'è stato nulla." 


PierPaolo Petino a Cronache Azzurre
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