Pisani sul divieto ai napoletani: "È discriminazione territoriale! Andremo al Consiglio di Stato"
L'avvocato Angelo Pisani, durante il Bar di Tutto Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video che ha parlato dell'ennesimo divieto ai tifosi napoletani per la trasferta di Bergamo.
Il TAR ha respinto il ricorso: è una sconfitta definitiva?
"Si potrebbe dire che hanno perso i tifosi del Napoli, ma non è così. Ha perso la giustizia, che ha incassato il primo gol. La partita non è finita. È un gol del sistema contro tifosi innocenti e cittadini perbene. Non si può generalizzare: se alcuni soggetti hanno commesso reati, vanno puniti loro, non un’intera comunità"»
Perché parla di provvedimento illogico?
"Il divieto riguarda tutti i residenti in Campania, anche chi non è tifoso e vorrebbe semplicemente andare allo stadio con i figli. Il presupposto è un presunto tafferuglio in autostrada tra tifosi di Napoli e Lazio, ma lo stesso TAR chiarisce che non c’è stato alcuno scontro diretto. Non si può “sparare nel mucchio”. È un principio contrario alla logica e al diritto".
Quali sono ora i prossimi passi?
"Presenteremo appello al Consiglio di Stato entro il 19 marzo, chiedendo la sospensiva del provvedimento. È un passaggio necessario anche per poter eventualmente ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Non ci fermeremo: chiediamo che siano garantiti i diritti dei cittadini innocenti".
Ci sono i tempi tecnici per ottenere una decisione utile prima della fine del campionato?
"Sì, il 19 marzo è prevista l’udienza al Consiglio di Stato. Se verrà applicata correttamente la legge e rispettata la Costituzione, il divieto potrebbe essere revocato o rimodulato. La proporzionalità è un principio fondamentale".
Si può parlare di discriminazione territoriale?
"Assolutamente sì. Basta pensare che un tifoso napoletano residente fuori dalla Campania può andare in trasferta, mentre uno residente a Napoli no. È un provvedimento illogico e discriminatorio. E peraltro aggirabile da chi vuole fare il furbo: noi invece chiediamo trasparenza e rispetto delle regole".
Vi aspettavate una presa di posizione più forte da parte del Napoli?
"Me lo auguravo, ma non me lo aspetto. Le società spesso temono ripercussioni e tutelano interessi economici. Tuttavia questi divieti danneggiano anche l’indotto e il turismo delle città ospitanti. Il calcio senza tifosi perde il suo elemento essenziale: il tifo è il dodicesimo uomo in campo. L’appuntamento è fissato per il 19 marzo davanti al Consiglio di Stato. «La partita non è finita», ribadisce Pisani, deciso a proseguire la battaglia legale per i diritti dei tifosi campani".