Plastino: "Spalletti si è espresso male, non c'era malizia. Ecco cosa voleva dire"
Il giornalista Michele Plastino è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
In conferenza Antonio Conte ha risposto in modo deciso a una frase di Luciano Spalletti dopo Juventus-Napoli. Come interpreti quell’episodio? "Ho sentito la reazione di tanti tifosi ed è una rimostranza comprensibile. Però voglio spendere una parola a favore di Spalletti: è stata un’uscita infelice, sì, ma non credo assolutamente volontaria. A mio avviso si è semplicemente espresso male, voleva dire che l’anno scorso il Napoli aveva vinto il titolo. Non c’era malizia, non è il tipo, tiene molto a Napoli e sapeva bene che una frase così avrebbe creato polemiche".
Passiamo al campo: Napoli-Chelsea è una sfida decisiva per la Champions. Come può il Napoli battere una squadra così forte? "Si può fare perché, come si dice, pallone è pallone. Il Maradona vale tre giocatori in più e con la spinta dello stadio può succedere di tutto. È vero che il Chelsea ha una rosa da oltre un miliardo di euro, ma se fosse stato impeccabile non avrebbe cambiato allenatore. Il Napoli deve sfruttare questo momento di tensione".
Il Chelsea arriva con un allenatore giovane come Rosenior. Può essere un fattore? "Sì, perché è un tecnico con poca esperienza a certi livelli. Ha fatto bene allo Strasburgo con tanti giovani interessanti, ma il Maradona è un contesto complicatissimo. Non so se riuscirà a trovare subito le giuste alchimie per caricare la squadra".
In Inghilterra vediamo sempre più allenatori giovani emergere. È un modello replicabile in Italia? "In Italia il primo pregiudizio è sempre lo stesso: 'è troppo giovane'. Lo sento da anni. Ma il calcio è sempre pallone, bisogna evolversi. In Premier curano ogni dettaglio: rimesse laterali, calci piazzati, strutture. Guardate l’Arsenal di Arteta: quanti gol fa da fermo".
Tu hai avuto un ruolo importante nella diffusione del calcio inglese in Italia. Cosa ti è rimasto di quell’esperienza? "Un ricordo bellissimo. Ancora oggi guardo con simpatia l’Aston Villa, che vinse il campionato proprio nell’anno in cui portai il calcio inglese in Italia. Ricordo tutto: le maglie claret and blue, il merchandising, l’Umbro che dominava. È stata una grande passione".
Parliamo di Scott McTominay: che giudizio dai sul centrocampista del Napoli? "Mi piace tantissimo. È un giocatore completo e duttile: ha senso tattico, qualità nei piedi, tiro e inserimento. Non è facile trovare un profilo così. Forse esagero, ma per me è davvero un calciatore eccezionale".
Chiudiamo con una sensazione: il Napoli può compiere l’impresa contro il Chelsea? "Non faccio pronostici, mai. Però se parliamo di sensazioni intime, allora sì: sensazione positiva".