Prep. portieri Caprai: "Con Allegri Meret parte davanti a Milinkovic per parate e uscite"
Riccardo Caprai, analista di Goalkeepermania e allenatore dei portieri, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Quest'anno Meret e Milinkovic-Savic hanno lavorato dietro una linea difensiva molto alta, coprendo tanto spazio alle spalle dei difensori. Con un eventuale blocco medio-basso tipico delle squadre di Allegri si troverebbero invece a operare più vicini alla porta. Questo può rappresentare un vantaggio per Milinkovic-Savic, che non ha nella copertura degli spazi una delle sue caratteristiche migliori. Per quanto riguarda i cross, però, ci sarà sicuramente da lavorare: i dati sulle uscite alte di Milinkovic-Savic non sono stati particolarmente positivi e il nuovo contesto richiederebbe un adattamento importante”.
Tra Meret e Milinkovic-Savic, chi potrebbe essere favorito da Allegri?
“È difficile dirlo con certezza perché Allegri non ha mai dato particolare importanza al gioco dal basso come requisito fondamentale per il portiere. Storicamente ha sempre privilegiato estremi difensori molto affidabili tra i pali. Da questo punto di vista Meret è leggermente avanti. Anche sulle uscite ha mostrato numeri migliori, pur avendo giocato meno nell'ultima stagione. Mi aspetto comunque un vero ballottaggio, ma oggi vedo Meret con qualcosa in più”.
Ti aspetti richieste specifiche sul mercato per la porta?
“Onestamente no. Allegri non è mai stato un allenatore che ha preteso rivoluzioni in quel ruolo. Parte da una base molto importante con due portieri di assoluto livello e credo che lavorerà con quelli che ha a disposizione. Molto dipenderà dal sistema difensivo che sceglierà e da eventuali movimenti di mercato, ma al momento non immagino richieste particolari”.
Nel tuo articolo hai evidenziato il dato dei 570 cross concessi dal Milan. È un numero che deve preoccupare?
“I dati vanno sempre contestualizzati. Sicuramente è un numero elevato, soprattutto se confrontato con quello delle altre squadre di vertice. Però bisogna capire perché siano stati concessi così tanti cross. Potrebbe essere dipeso da difficoltà sulle corsie esterne oppure da una precisa scelta tattica, finalizzata a proteggere maggiormente l'area di rigore con tanti uomini. Anche Maignan è un portiere che non ama particolarmente uscire sui cross, quindi ci sono diversi fattori da valutare. I numeri servono a supportare l'analisi, non a sostituirla”.
Che Napoli ti aspetti con Allegri in panchina?
“Non credo vedremo la stessa aggressività della squadra di Conte. Le filosofie dei due allenatori sono differenti. Basta guardare l'altezza della linea difensiva: il Milan di Allegri lavorava mediamente circa cinque metri più basso rispetto al Napoli di Conte. Allegri ha una sua idea molto precisa di calcio e non penso che la cambierà. Poi magari potrà sorprenderci, ma non mi aspetto una squadra che pressi costantemente alta e che vada a duellare nell'area avversaria come abbiamo visto negli ultimi anni. Non è una questione di giochisti o risultatisti: ogni allenatore ha il proprio percorso per arrivare al risultato. Allegri crede in un modo diverso rispetto ad altri, ma l'obiettivo finale resta sempre lo stesso”.