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Pres. Neoborbonici: "Passata linea che il Napoli fosse stato favorito, da lì è cambiato tutto"

di Antonio Noto

Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonici, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Settore ospiti del Bentegodi aperto ai tifosi napoletani non residenti in Campania, c’è una sorta di “contentino” dopo i fatti che sono successi ultimamente? "Guarda, io penso che possa essere effettivamente un contentino e non mi sorprenderebbe. A differenza di altri amici e opinionisti, penso spudoratamente che si tratti di un progettino, qualcosa di pilotato prima. Le forme non le conosco, perché dovremmo sempre aspettare un’inchiesta, come quella vecchia di Calciopoli o tutto quello che è venuto fuori in questi anni. Mi meraviglia la meraviglia: questa roba è già stata storia, e anche recente. Telefonate, dinamiche… saranno cambiate le forme, probabilmente. Certo, saremmo felici se non fosse così, ma tutti i segnali fanno pensare che possa essere un contentino. Magari qualcuno potrebbe aver deciso di dare 15-20 punti di vantaggio all’Inter per farla continuare tranquillamente in Coppa, magari fino alla finale. Anche questo potrebbe esserci dietro. L’esperienza dell’anno scorso potrebbe dimostrarci proprio questo. Io credo che l’Inter abbia perso lo scudetto non perché le sia stato regalato qualcosa, ma perché, per colpa del Napoli, si è sfiancata fino a maggio. Probabilmente quella finale l’avrebbero persa lo stesso, ma non in quel modo, non con quelle dimensioni. Non ce la facevano più: hanno rincorso il Napoli fino all’ultimo senza riuscire a raggiungerlo. Tutto questo, secondo me, ha un fondamento. Non mi riferisco a prove che ho ora sul tavolo, ma a cose che sono state sui nostri tavoli fino a pochi mesi o anni fa. Non è una novità l’idea che qualcuno possa avere il potere di condizionare. Il problema è anche nostro, dei giornalisti, della comunicazione e della narrazione. Siamo vittime di un meccanismo di propaganda micidiale. Sono passate due o tre notizie che, per me, sono fake. È passata, ribadita più volte anche da Marotta, la notizia che il rigore dato al Napoli su Di Lorenzo non fosse rigore. Quello era un rigore netto, chiarissimo. Si poteva discutere, ma finiva lì: si poteva dare e si poteva non dare. Le immagini mostrano il polpaccio di Di Lorenzo colpito e la caduta conseguente. Eppure è passata la linea che il Napoli fosse stato favorito. Per me da quella partita è cambiato tutto".

Esatto, da quella partita è cambiato tutto. Il Napoli è riuscito solo a conquistare la Supercoppa e poi è cambiato davvero tutto. Io credo che l’atteggiamento degli arbitri sia cambiato da quel momento. Tra l’altro, poche ore fa Pecoraro ha dichiarato che, secondo lui, in quel modo Marotta lanciava dei messaggi. "Sì, non sappiamo che tipo di messaggio, ma Pecoraro è uno che quel mondo lo conosce. Io sospetto che sia cambiata proprio la narrazione. Lo scandalo che non era uno scandalo: quello era rigore. Così come l’episodio di Vergara, la simulazione: anche lì era rigore. Però è passata la linea, assecondata da tanti colleghi nazionali e anche locali, che il Napoli sia stato favorito. Evidentemente doveva passare altro. Ricordate “Mertens e A Crotone”? Ci hanno distrutti con quella storia. Non era uno scherzo tra tifosi, era un discorso programmatico di comunicazione. Una narrazione costruita da chi è esperto di propaganda, capace di far passare certi messaggi e non altri. Tutte queste cose hanno creato una condizione che ci ha sottratto — ho fatto i conti sugli episodi dell’ultima settimana — una decina di punti. È un dato oggettivo. Con tutti i problemi e gli infortuni stavamo lì. Ora iniziano a rientrare i nostri e i conti si rifaranno".

Torniamo al calcio giocato. Dopo Atalanta-Napoli, Conte ha fatto tornare subito la squadra agli allenamenti. È stata una punizione? Un moto di rabbia? O voleva lavorare proprio su quella rabbia? "Io resto fiducioso proprio per una persona: il signor Conte. Hanno fatto i conti senza Conte. Quest’anno hanno sbagliato, perché lui tutta questa roba la trasforma in motore, energia, benzina. Lo spogliatoio è compatto: “contro tutto e tutti”. Questa difficoltà è diventata cemento. Secondo me faremo queste ultime 10-11 giornate in maniera magistrale. Conte ha intuito che la squadra voleva reagire subito. Parliamo di ragazzi di 20 anni. Immaginate un ventenne a cui non danno un rigore, che viene massacrato per tutta la partita. A un certo punto ti abbatti. È umano.

Riaprire il settore ospiti evita la commistione negli altri settori. Però, sembra una strana apertura. "È vero, appartiene alla nostra storia: questione meridionale, emigrazione. Quando chiudono l’accesso ai nostri tifosi sottovalutano un aspetto: noi siamo ovunque. Dal 1860-1870 siamo partiti a milioni. Non perché ci piaccia viaggiare, ma per necessità. Abbiamo tifosi in tutto il mondo. Quando segna il Napoli si sente un urlo diffuso ovunque. Sul razzismo territoriale sappiamo tutto. Quelle norme contro la discriminazione territoriale, quando si resero conto che avrebbero colpito solo squadre del Nord, furono di fatto accantonate. Il calcio è un mondo che riserva sorprese non solo sportive ma anche sociali. E quando vinciamo, siamo felici il doppio o il triplo".

Chiudiamo sul campo. Allenamento congiunto tra Napoli e Giugliano: 4-0 per il Napoli. Doppietta di Lukaku, gol di Elmas e Højlund. Buone notizie per Anguissa, 45 minuti nelle gambe. McTominay è in dubbio. "Senza dubbio. Mi è piaciuto Conte quando ha detto: “Non mi interessa chi gioca, qualcuno giocherà”. Ormai ci siamo abituati alle emergenze. Eppure sono emersi ragazzi come Vergara e altri. Il Napoli c’è e ci sarà. Queste giornate ci consentiranno il salto. L’esclusione dai primi quattro sarebbe un danno anche per l’anno prossimo. Il Napoli fa ancora paura. Io credo che, nonostante tutto e tutti, ci divertiremo".

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Gennaro De Crescenzo a Difendo La Città
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