Prof. Beraldo: "ADL non ha fondi illimitati, non può abbandonare la filosofia delle plusvalenze"
Sergio Beraldo, professore di Economia all'Università Federico II di Napoli, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: “Ho grande rispetto per Conte, soprattutto per la sua capacità di motivare la squadra e per il fatto che non molli mai. Però credo che il Napoli abbia bisogno anche di proporre un calcio più spettacolare. Oggi le partite sono spesso noiose: il risultato conta, certo, ma non può contare solo quello. Anche il divertimento ha un valore”.
In Italia si dà troppo peso al risultato rispetto al gioco?
“È una caratteristica storica. Il cosiddetto ‘gioco all’italiana’ ci ha portato grandi successi, basti pensare al Mondiale 2006. Tuttavia, anche con una solida fase difensiva si può esprimere un bel calcio. Il problema è che siamo troppo ossessionati dal risultato, anche nei settori giovanili. Lo sport dovrebbe prima di tutto divertire: da lì nasce anche il bel gioco”.
Se Conte dovesse andare via, quale allenatore sceglierebbe?
“Mi piacerebbe un profilo più propositivo. Penso a tecnici come Roberto De Zerbi, che propongono un calcio più offensivo. Anche Sarri, per caratteristiche, rientrerebbe in questo discorso, ma sappiamo che è un nome divisivo. In generale, eviterei allenatori troppo difensivisti: il Napoli ha bisogno di entusiasmo”.
Dove l’ha delusa maggiormente la gestione di Conte?
“Mi ha colpito soprattutto la gestione di Meret. Parliamo di un portiere che ha contribuito a due scudetti e che è stato messo da parte in maniera netta. È sembrata una bocciatura ingiusta, anche sul piano umano oltre che tecnico”.
Più in generale, come giudica la fase offensiva del Napoli?
“Non mi convince. Il sistema di gioco penalizza gli attaccanti: troppi lanci lunghi, poca costruzione e un centravanti spesso isolato. Così è difficile valorizzare anche giocatori forti”.
Quanto pesa l’aspetto economico nelle scelte del club?
“È decisivo. Il Napoli non ha alle spalle fondi illimitati e deve sostenersi da solo. De Laurentiis ha gestito benissimo i conti, anche grazie alle plusvalenze generate negli anni. Questa linea non può essere abbandonata: bisogna continuare a puntare su giovani e valorizzarli”.
Quali scelte si aspetta sul mercato?
“Bisognerà liberarsi di alcuni contratti pesanti e valutare con attenzione situazioni importanti come quella di De Bruyne, che ha un ingaggio elevato. In generale, però, vedo positivamente il futuro: il Napoli ha le competenze per ricostruire”.
E sul tema infrastrutture, come lo stadio?
“Non credo che De Laurentiis investirà direttamente per uno stadio di proprietà. Però mi aspettavo di più sul fronte delle strutture, come un centro sportivo. Il Napoli prende tanto dalla città e dovrebbe anche restituire qualcosa. Sarebbe un segno importante per il futuro”.