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Prof. Siciliano: "5 punti recuperati all'Inter, ma c'è un rimpianto. E' stato uno scandalo!"

di Antonio Noto

Il professore di robotica della Federico II, divulgatore scientifico e grande tifoso azzurro Bruno Siciliano è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Tre punti importanti col Lecce, però difficoltà altrettanto importanti nel primo tempo, con un Napoli messo sotto dal Lecce che all'intervallo va sotto di 1-0. "Sì in effetti appunto insomma io auspicavo ovviamente una partenza del Napoli come contro il Torino però il Lecce diciamo ci ha preso di sorpresa. D'altra parte insomma è un Lecce in palla, è un Lecce che se ricordo bene aveva vinto addirittura tre delle precedenti cinque partite e poi diciamo le partite con le squadre che devono uscire dalla zona retrocessione sono sempre difficili. Tra l'altro diciamo il Lecce gioca perché aggredisce alto, insomma non è che si difende solo, per cui insomma la partita era difficile. Tra l'altro nel primo tempo il Lecce addirittura ha avuto qualche occasione per poter raddoppiare, bisogna essere onesti".

Poi però nel secondo tempo il Napoli è cresciuto? "Però poi ecco insomma nel secondo tempo il maggiore tasso tecnico e poi insomma vedere in campo Scott, Kevin e soprattutto De Bruyne ha fatto forse a mio avviso una delle migliori partite che ha fatto a Napoli da quando è arrivato, veramente insomma verticalizzazione e così. Poi ecco insomma ha pagato il fatto che noi abbiamo perso qualcosa a centrocampo con la forte tecnicalità di Lobo, però Gilmour con la verticalizzazione, il passaggio filtrante a Politano è stato uno spettacolo. Il fatto poi di aver subito pareggiato ha messo la partita relativamente in discesa".

Quanto è stata importante questa vittoria per la stagione del Napoli? "Insomma era una vittoria fondamentale per tanti versi. Chiaramente noi tifosi sogniamo anche l'impossibile ed è giusto sognarlo, però ecco insomma il Napoli può concretamente puntare al secondo posto. Poi se riusciamo a blindare la zona Champions io credo che le ultime partite possano servire non solo a giocare con meno pressione ma anche a consentire alla società e all'ambiente di gettare le basi poi per la prossima stagione, insomma quindi fare anche un po' di programmazione anticipata e fare delle scelte soprattutto sul gioco dei prestiti, noi siamo in entrata e in uscita e capire dove poter puntellare la rosa".

La prossima partita sarà contro il Cagliari. Che partita ti aspetti? "Risposta: Ora abbiamo la partita di Cagliari che non è facile perché il Cagliari è un'altra squadra. Bisogna fare i complimenti a Pisacane, è un napoletano che si sta distinguendo e tra l'altro è bella la storia che la società abbia voluto puntare sull'allenatore della Primavera. Questo è il calcio che a noi veri tifosi appassionati di calcio piace. Quindi non sarà una partita facile perché il Cagliari è vero che è più tranquillo rispetto allo stesso Lecce e alle altre squadre impelagate nella lotta per non retrocedere però c'è anche un'atmosfera un po' ostile perché c'è questa rivalità, non siamo molto amati a Cagliari".

Hai anche raccontato un episodio legato ai tifosi scozzesi allo stadio. "Sì, poi allo stadio si trasforma tutto. Ieri ti ho visto anche al fianco dei tifosi scozzesi in kilt scatenati. Erano accanto a noi alle distinte. Pare che mio figlio li avesse incrociati quando prendiamo la metropolitana e poi sono stati visti anche in serata a Piazza San Nazaro. Evidentemente avevano preso alloggio verso Mergellina immagino. Il clima adesso lo consente anche se loro venivano così anche mesi fa, però hanno una tempra diversa. La cosa più bella che ho visto è che avevano una bandiera con McTominay e il nome del loro paese era scritto in italiano: c'era scritto Scottia, cioè non Scotland. Questo è stato molto bello".

Tornando al campionato, è cambiato qualcosa nella tua proiezione di classifica dopo il pareggio dell'Inter? "Abbiamo recuperato cinque punti in due giornate all'Inter. Certo uno perché non sognare. Il rimpianto vero al di là di tutto sono i due punti che ci hanno rubato a Verona e i tre punti a Bergamo. Con quei cinque punti noi saremmo a quattro punti oggi, invece siamo a nove. Però mancano ancora nove partite e chi lo sa. Può succedere di tutto".

Quindi è lecito continuare a sognare? "È lecito sognare, perché no. Però io penso che in un modo o nell'altro confido comunque in un Napoli almeno secondo a fine campionato. Questo è fattibile ed è alla portata del Napoli con questo calendario, con cinque partite in casa e quattro fuori".

Cosa pensi delle polemiche arbitrali che stanno coinvolgendo l’Inter? "Purtroppo l'onestà intellettuale è una cosa rara di questi tempi. Io dico che su Dumfries è assolutamente regolare il gol di Krstovic. Addirittura Dumfries nelle immagini successive non richiede il fallo per il tocco della spinta sulle mani ma parla di un contatto avvenuto sulla sua stessa gamba. L'entità lì la deciderà sempre l'arbitro".

Come giudichi l’atteggiamento dell’Inter verso gli arbitri? "A me gli accerchiamenti dei giocatori dell'Inter all'arbitro hanno ricordato proprio quelli di Bonucci e Chiellini una volta con Rizzoli. Dovrebbe essere solo il capitano a parlare e neanche a muso duro con l'arbitro, mentre invece loro lo fanno sistematicamente perché restano impuniti".

Ci sono anche dati statistici su questo tema? "Sì, le statistiche dicono che l'Inter è la squadra con meno cartellini gialli e meno cartellini rossi. La statistica più interessante è il rapporto tra numero di falli fatti e cartellini distribuiti: mentre il valore medio è un cartellino ogni quattro falli, l'Inter prende un cartellino giallo ogni otto falli e mezzo. I numeri non mentono".

In conclusione, che giudizio dai al lavoro di Conte? "Concordo pienamente. Faremo il bilancio a fine stagione ma credo che il Napoli, con la catombe di infortuni, abbia fatto un grande lavoro. Bisogna dare onore al tecnico, a Lele Oriali e ai giocatori che hanno sempre sudato la maglia. Questo è quello che vuole vedere il tifoso: poi si può vincere o non vincere, però l'atteggiamento deve essere quello e spero che sia lo stesso nelle restanti nove partite".


Bruno Siciliano a Domenica Azzurra
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