Rao show, da Bari: "Diventerà fortissimo e ricorda un big del Liverpool"
Davide Lattanzi, giornlaista de La Gazzetta del Mezzogiorno, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video, parlando di Emanuele Rao, talento classe 2006 che sta esplodendo col Bari ma che è di proprietà Napoli.
Rao si farà un bel giocatore, un grande talento, un ottimo prospetto?
"Adesso si può dire che sta diventando una realtà. È un ragazzo giovanissimo che, sinceramente, sta dimostrando di avere qualcosa in più. Ormai nel Bari è un titolare inamovibile: è un esterno offensivo che può giocare su entrambe le corsie, con un cambio di passo impressionante in accelerazione. Praticamente non lo si prende mai e sta dimostrando anche di avere una certa confidenza con il gol. Ieri è arrivato alla terza marcatura stagionale. Non ha paura di calciare da lontano e riesce ad avere presenza anche negli ultimi metri. È un ragazzo che va seguito: adesso chiaramente deve trovare continuità, ed è quello che dovrà inseguire anche nei prossimi anni, perché un calciatore di questo tipo, se si ferma e comincia a giocare meno, perde gran parte delle sue qualità."
Per chi non segue la Serie B e conosce poco Rao, che giocatore è tecnicamente e tatticamente? Dove gioca e quali sono le sue peculiarità?
"Come dicevamo, è un esterno offensivo. A Bari viene impiegato prevalentemente a sinistra ed è destro, quindi è un calciatore che rientra per cercare la conclusione. In realtà, a differenza di tanti esterni a piede invertito, cerca molto il fondo perché ha una progressione e uno scatto davvero impressionanti. È un calciatore che punta l’uomo, va sul fondo, mette palloni in mezzo oppure, quando trova spazio, si accentra e cerca la conclusione col destro. Può giocare anche a destra e, per il momento, la corsia laterale è il suo regno. Quando è stato accentrato – perché il Bari gioca con una sorta di 3-4-2-1 – lui è uno dei due trequartisti alle spalle dell’attaccante centrale, ma tende sempre ad allargarsi molto. Quando viene accentrato non ha molto spazio per sfruttare lo scatto e, tatticamente, deve ancora migliorare. Attualmente lo definirei un esterno puro da 4-3-3, addirittura da 4-4-2: ha una corsa profonda e molta resistenza, queste sono le sue caratteristiche principali."
Ti faccio una domanda un po’ spinosa: intravedi in Rao il talento per fare un percorso come Vergara o Pio Esposito, quindi magari una stagione da protagonista in Serie B e poi il salto in Serie A in una grande squadra come il Napoli?
"In questo momento in Serie B si sta dimostrando un valore aggiunto, peraltro in una squadra come il Bari che sta lottando per la salvezza e quindi vive un ambiente complicatissimo. Però lui sta dimostrando di mantenere sangue freddo e leggerezza: non rinuncia mai alla giocata, e vi assicuro che Bari in questo momento è un ambiente davvero difficile."
Quindi anche personalità?
"Sì, assolutamente. È chiaro che parliamo di un 2006, quindi di un ragazzo giovanissimo. Se dovesse approdare al Napoli dovrebbe avere la pazienza, come l’ha avuta Vergara, di aspettare il suo momento. Io credo però che in questo momento abbia bisogno di grande continuità: bisogna capire se sia già pronto per disputare un campionato di Serie A da protagonista – magari non al Napoli ma in una squadra che gli dia spazio – oppure se debba passare da un secondo anno di Serie B. Parliamo di un ragazzo davvero molto giovane che ha bisogno di continuità proprio per le sue caratteristiche, perché gioca molto sullo scatto, sulla velocità e sulla progressione. Se comincia a giocare meno, è chiaro che quelle qualità poi fai fatica a tirarle fuori."
Come talento puro lo vedi un calciatore che può arrivare, anche se non subito?
"Sì, secondo me arriva sicuramente. Non c’è dubbio: ha un motore che hanno in pochi, ha una grande forza nell’uno contro uno ed è uno di quei calciatori che il calcio italiano cerca disperatamente. Rispetto a Vergara è diverso: Vergara è più versatile, può giocare da mezzala, da esterno offensivo e anche da trequartista. Rao invece non ha questa versatilità: è proprio un esterno puro."
Un paragone tecnico: che tipo di esterno ricorda Rao?
"In Italia, se devo fare un paragone, direi Chiesa. È un giocatore da strappo: il primo Chiesa, secondo me, lo ricorda. Ovviamente Chiesa ha raggiunto livelli dai quali Rao è ancora lontano, però come tipologia di calciatore è quella. Quando lo accentri o lo schieri da seconda punta lo sfrutti forse al 20%. È un esterno puro. Non è come Insigne, per restare al Napoli: Insigne era un esterno con molti più colpi e molta più varietà di gioco. Rao ha bisogno di andare in profondità, sullo scatto, nell’uno contro uno. Però, se mi chiedete se può arrivare, sì: assolutamente."
In passato anche Dorval è stato accostato al Napoli: che percorso prevedi per lui? Sta rispettando le aspettative?
"Non lo vedo proprio a quel livello, sinceramente. È un quinto che, anche quando viene schierato da terzino puro, fa fatica perché ha lacune che non riesce ancora a colmare in fase difensiva. Ha un buono spunto, una buona corsa e personalità nel cercare alcune giocate, ma non è assolutamente un calciatore da Napoli. A me meravigliava anche l’interesse del Napoli: nel mercato di gennaio 2025 era stata imbastita un’operazione, ma francamente mi sorprese. Oggi non solo non lo vedo al livello del Napoli, ma nemmeno al livello di una squadra di Serie A. È un ragazzo che ha ancora bisogno di lavorare. Attualmente il suo livello è questo: nel Bari, in questo momento, l’unico calciatore con una vera prospettiva è Rao, e purtroppo non è nemmeno di proprietà del Bari."