Restyling Maradona, atleti protestano: "Non solo eliminazione pista, c'è un altro problema"
Francesco Gabriele, presidente del Polo Sportivo del Meridione, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
C'è anche chi non è d'accordo con l'eliminazione della pista d'atletica. Spiegaci le tue motivazioni e quanto è importante la pista per voi.
"Noi circa due anni fa abbiamo costituito il polo sportivo del meridione dello Stadio Maradona, dove da un'idea nata quasi per gioco di tutti i presidenti delle varie SB, APS, SSD che sono lì all'interno dello stadio nacque questa idea di avere un unico rappresentante, un'unica voce che rappresentasse questi pseudo atleti. Dico pseudo perché di agonisti non ne abbiamo tanti, anche se abbiamo un certo Sibilio che è un campione internazionale, però abbiamo soprattutto persone dai 4 anni agli 80 anni, anche diversamente giovani, che giornalmente frequentano lo Stadio Maradona dove praticano lo sport. Io lì ho circa 8 mila persone che giornalmente frequentano lo stadio, sia i locali palestre che sono all'interno sia la pista di atletica. Tutto nasce da questa diatriba dell'eliminazione della pista".
Qual è il problema principale del progetto di ristrutturazione?
"Il problema è proprio questo: nel progetto si prevede l'eliminazione della pista e l'avvicinamento degli spalti, però non si parla dei locali palestre. Noi facciamo tutti gli sport minori: arti marziali, box, palestra, danza, attività per disabili, psicomotricità. Dal punto di vista sociale io ho un mondo lì sotto. Il mio obiettivo è far capire alle istituzioni e alla popolazione la nostra realtà perché nessuno ci conosce, nessuno sa della nostra esistenza".
Perché avete avviato una raccolta firme?
"Ho dato vita a questa petizione per dare sostanza alla nostra presenza. Chi firma vuol dire che ogni giorno sta con me lì sotto. Voglio dare alle istituzioni una prova concreta della nostra esistenza e invitarli a venire a vedere chi siamo e sederci al tavolo decisionale. Noi coesistiamo col Calcio Napoli e col Comune di Napoli dal 1950, quindi non è una cosa nata ieri".
Che ruolo ha oggi il Comune e il Calcio Napoli in questa situazione?
"Il rapporto formale è con il Comune che ha la concessione, mentre il Calcio Napoli ha un rapporto informale. È vero che oggi il Napoli non ha voce in capitolo ma sappiamo che da dietro le quinte indirizza. Il Comune non ha soldi, ha chiesto 200 milioni alla Regione ma ad oggi non ci sono. Io vorrei semplicemente capire che cosa hanno intenzione di far fare alle mie palestre perché nel progetto non siamo menzionati".
Cosa succederebbe se la pista venisse spostata altrove, ad esempio a Bagnoli?
"Noi non ci muoviamo perché noi nasciamo lì, quella è casa nostra. Spostarmi al polo significa cambiare completamente condizioni. Io con 100 euro all'anno posso allenarmi tutti i giorni, non credo che altre strutture mi garantiscano le stesse condizioni. È vero che pista e palestre sono collegate ma io ho due comparti distinti. Se mi devo spostare voglio capire dove, quando e con quali condizioni".
Qual è stata la vostra reazione quando avete visto il progetto?
"Quando ho visto il progetto e ho visto che non eravamo menzionati ho iniziato a parlare con le istituzioni per capire perché. Non abbiamo avuto risposte e quindi abbiamo iniziato a dare concretezza alla nostra posizione con manifestazioni, open day e infine la petizione. Ad oggi ho già migliaia di firme e ora una risposta me la devono dare".
Siete disposti a trovare un compromesso?
"Noi partiamo sempre nell'ottica della collaborazione. Se le palestre restano e la pista si sposta ma ci danno una struttura adeguata, accessibile economicamente e inclusiva anche per disabili e persone con difficoltà economiche, allora siamo disposti. Però voglio qualcosa di concreto, non parole".
Avete proposto delle alternative?
"Sì, ho proposto il cinodromo, la Mostra d’Oltremare o una soluzione temporanea al CUS. Però deve essere una soluzione reale e definitiva. Io non posso andare altrove senza garanzie, perché oggi non ho un'altra location".
Come si può firmare la petizione?
"La petizione può essere firmata all'interno dei locali dello Stadio Maradona nelle 15 palestre oppure nel mio ufficio in via Scarlatti. Siamo aperti dalle 9 alle 22 tranne nei giorni di partita del Napoli".
Se il Comune riqualificasse le palestre ma eliminasse la pista, quale sarebbe la vostra posizione?
"Se non mi danno una soluzione concreta non posso accettare. Noi siamo disposti anche a spostarci ma solo se c'è una soluzione reale, sostenibile e garantita dal Comune".
Da tifoso, credi nello scudetto del Napoli?
"Se me lo avessi chiesto due settimane fa avrei detto no, ma oggi con tutti gli infortuni e con la squadra ancora lì dico che ci credo. Da tifoso dico sì, con il cuore".
Quanto è speciale vivere lo stadio così da vicino?
"È enorme, è un'emozione stupenda. Il Maradona è la casa del Napoli. Io sabato ero con mio figlio allo stadio ed è stato bellissimo vedere quella rimonta. Sono emozioni che non cambierei con nulla".