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Ritorna Sarri? Altamura: "Alternativa numero uno a Conte, sarebbe un normalizzatore"

di Antonio Noto

Marcello Altamura, giornalista di Cronache di Napoli, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Sai, il campionato ormai ha detto quasi tutto… quali sono le tue sensazioni? Conte resterà al Napoli o sta cambiando qualcosa?

"Allora, ovviamente bisogna aspettare l'incontro che credo avverrà tra martedì e mercoledì prossimo, io credo più mercoledì che non martedì, ma non ci sono ancora appuntamenti fissati. È chiaro che, per usare una metafora politica, se Conte restasse dovrebbe stringere con De Laurentiis un compromesso storico, perché dovrebbe accettare un Napoli che comunque avrà un atteggiamento diverso rispetto a quello che è stato nel passato. Quindi non top acquisti, non ingaggi milionari, ma un mercato come abbiamo visto essere stato fatto a gennaio, con giocatori giovani, in stile Allan Saint-Maximin, di talento sicuramente, con ingaggi limitati, perché comunque il presidente deve mettere un freno agli ingaggi. Quindi con un anno di contratto Conte potrebbe anche dire: va bene, accetto questa scommessa; viceversa potrebbe dire non fa per me. Ti confermo che, in caso, Maurizio Sarri è l’alternativa numero uno se Conte dovesse lasciare Napoli."

La scelta Maurizio Sarri ti convincerebbe?

"Guarda, io ti dico: per concezione sono abbastanza contrario ai ritorni. Detto questo, hai centrato il punto: un Sarri bis non sarebbe la riproposizione del Napoli del 2018, ma sarebbe applicare la squadra a un Sarri gestore, un Sarri normalizzatore, che potrebbe gestire la squadra che il club gli darà, valorizzare i giovani e anche qualche giocatore che torna dai prestiti. Non bisogna commettere l’errore di dire: torna Sarri, torna il Napoli del 2018. Quel Napoli è irripetibile, per tante circostanze: squadra a maturazione, mix perfetto di esperti e giovani, spogliatoio forte. Sono cambiate tante cose in quasi dieci anni, quindi non si può riportare indietro la lancetta dell’orologio."

Come vedi la posizione di Kevin De Bruyne al Napoli?

"Questa è un'altra bella domanda. Posso dire che il Napoli sta facendo delle riflessioni sul calciatore, soprattutto perché rispetto ai costi che ha avuto De Bruyne, il rendimento, al netto dell’infortunio che lo ha tenuto fuori quasi cinque mesi, è abbastanza deludente. Ma non tanto in termini di numeri: il Napoli si aspettava di più anche a livello di leadership. E io questa visione la condivido. Vedere a Como De Bruyne che rimprovera i compagni e poi sbaglia un appoggio a cinque metri è paradossale. Se pensi di essere il fuoriclasse, io compagno mi aspetto che tu lo dimostri. Questo non è accaduto. Se ci fossero offerte, penso agli Stati Uniti o al mercato arabo, il Napoli potrebbe prenderle seriamente in considerazione. In questo momento non vedo un De Bruyne blindato saldamente al Napoli."

Lo scudetto vinto dall’Inter è meritato?

"Io credo che l’Inter abbia vinto meritatamente lo scudetto per due motivi. Il primo perché è stata non solo la più forte, ma anche la più continua. Quando ha avuto battute a vuoto, ha saputo reagire con serie di vittorie. E poi ha segnato 30 gol in più del Napoli: fa tanta differenza. Hanno segnato tutti, attaccanti, centrocampisti e difensori. È una squadra che a 360 gradi è stata superiore in tutto l’arco del campionato e ha vinto meritatamente, pur non esprimendo un grande calcio. Ma in Italia chi esprime un grande calcio? Forse il Como in fase offensiva, ma partite spettacolari sono rare. È uno scudetto meritato, di una squadra concreta."

Un pronostico sulle semifinali di Champions League?

"Secondo me la finale di Champions League sarà Arsenal-Paris Saint-Germain. Vedo favorito l’Arsenal. Ricordo la trasferta del 2013-2014: uno degli stadi più belli d’Europa, con un’atmosfera incredibile. Al di là della simpatia per Simeone e l’Atletico Madrid, credo che il pronostico sia abbastanza chiaro. Aggiungo una cosa: il calcio, per conquistare un grande pubblico, deve andare verso lo spettacolo, verso qualcosa di più simile all’NBA, dove il pubblico si diverte con le giocate tecniche. Il tatticismo ha segnato il suo tempo. Se il calcio non vuole perdere il suo status globale, deve andare in questa direzione."


Marcello Altamura a Cronahce Azzurre
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